Per Casapound Pesaro è la città dell’illegalità

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20 febbraio 2016

Cartello di Casapound "Pesaro città della illegalità"

Cartello di Casapound “Pesaro città della illegalità”

PESARO – “Città della illegalità”: questo il testo dei cartelli appesi da Casapound Italia ai tre ingressi alla città di Pesaro per protestare contro quello che considera il malgoverno dell’amministrazione.

“Oltre ad essere città della bicicletta e città della musica – denuncia Casapound Italia attraverso il responsabile cittadino Christiano Demontis – Pesaro può vantare un altro ben triste primato: quello della illegalità. Nonostante le parole rassicuranti del nostro sindaco, riportate dalla stampa e nelle trasmissioni televisive, la città si trova in ben altre condizioni; furti e rapine in case e attività commerciali sono da tempo una preoccupante quotidianità”.

“L’ennesimo e tanto pubblicizzato sgombero del campo rom del parco XXV Aprile – continua nella nota Demontis – dimostra quanto poco interesse abbia l’amministrazione nella risoluzione di un problema ormai endemico; nemmeno 48 ore dallo stesso e sono apparse nuovamente tracce di insediamenti, come ormai accade da anni, a smentire le stesse parole del sindaco secondo le quali a Pesaro non esisterebbe un problema rom”.

“La situazione nei parcheggi cittadini maggiormente frequentati – prosegue Demontis – è preoccupante; i cittadini lamentano pressioni e intimidazioni da parte di gruppi di immigrati che autonomamente gestiscono la sosta delle auto, il tutto nella più totale impotenza delle forze dell’ordine. Situazione ancor più grave se si considera che uno di questi parcheggi è ubicato di fronte al tribunale e – come ammesso dal comandante dei vigili – fino a pochi giorni or sono non poteva contare nemmeno sul deterrente delle videocamere, rimaste fuori uso per mesi. Una vicenda, questa, che sfiora il paradosso poiché proprio l’aumento delle telecamere di sicurezza fu la proposta lanciata nei salotti televisivi del nostro sindaco per combattere l’illegalità a Pesaro”.

“Ci chiediamo – conclude Demontis – quando il sindaco e l’amministrazione si concentreranno fattivamente sulla risoluzione del problema sicurezza nella città, come richiesto a gran voce da Casapound e dalla cittadinanza, senza affidarsi alle solite soluzioni tampone che arginano solo temporaneamente un fenomeno dai contorni preoccupanti”.

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