La Regione in visita al carcere di Villa Fastiggi: un sovraffollamento che va risolto

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22 febbraio 2016

PESARO – Ultimo appuntamento a Pesaro con le visite organizzate negli istituti penitenziari marchigiani. In delegazione presso la Casa circondariale di Villa Fastiggi, l’Ombudsman Andrea Nobili, il Vicepresidente del Consiglio regionale Claudio Minardi ed i  consiglieri Piergiorgio Fabbri, Romina Pergolesi e Boris RapaLa struttura pesarese è stata aperta nel marzo del 1989, prevedendo una sezione femminile. In base ai dati raccolti attraverso il questionario predisposto dallo stesso Ombudsman, attualmente  i detenuti presenti sono 224 (di cui 12 donne),  su una capienza regolamentare di 153. Gli agenti di polizia penitenziaria attivi sono 151 (in pianta organica 193, assegnati 169) ed in servizio si registrano 5 educatori (in pianta organica 7, assegnati 6). Previsti diversi corsi scolastici e formativi.

fotocarcereps“Si registra un oggettivo problema di sovraffollamento – ha sottolineato il Vicepresidente Minardi al termine della visita – che va sicuramente affrontato e risolto, perché sono da evitare concentrazioni così elevate.” Proprio su questo versante, l’Ombudsman ha già annunciato che farà pervenire un’informativa al Ministero della Giustizia – Dipartimento amministrazione penitenziaria, perché siano posti in essere tutti gli interventi necessari per risolvere la situazione.

Altro problema, segnalato da Minardi, è quello del servizio sanitario che va implementato: “Con Nobili abbiamo chiesto che ci venga fornita una relazione dettagliata sulle necessità che vengono ravvisate. Ad un primo esame è stata posta l’esigenza di alcuni ambulatori specialistici, come quelli di ortopedia e ginecologia, considerato che l’istituto ospita anche una sezione femminile. Va preso in considerazione anche un aumento complessivo dell’orario legato alle prestazioni sanitarie più generali”. L’attenzione di Minardi è rivolta anche al rifinanziamento della legge regionale di settore, “per fornire sostegno a tutte quelle attività sociali, che costituiscono una prima base concreta per il reinserimento dei detenuti nella società”. Evidenziati alcuni problemi strutturali, con evidenti segni di degrado soprattutto all’esterno dell’Istituto, che vanno affrontati con adeguati lavori di manutenzione.

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