Vuelle spettatrice della Coppa Italia vinta da Milano e… della Coppa Davis che le restituirà l’Adriatic Arena il 9 marzo. Analisi della lotta-salvezza

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22 febbraio 2016

PESARO – Ogni tanto capita che anche la squadra più forte riesca a vincere un titolo e l’Armani vista in Coppa Italia è stata nettamente più forte della concorrenza, riportando così il trofeo a Milano vent’anni dopo in casa Olimpia e dando la sensazione che questa squadra possa dominare anche nei playoff, dove forse la sola Reggio Emilia al completo potrebbe infastidirla.

E’ stato un weekend di buona pallacanestro, con tante partite finite al fotofinish ed oltre, dove Sassari si è autoeliminata con due minuti finali di pura follia, lasciando alla Vanoli Cremona l’onere di subire trenta punti in semifinale dall’Armani, dove Reggio Emilia ha provato a rimettere in piedi i suoi infortunati, senza riuscirci, dove Pistoia ha confermato di essere nella fase discendente della sua stagione e dove Venezia ha palesato quei limiti tecnici da risolvere al più presto, per non far perdere ai lagunari il treno per i playoff.

arton41836-6a1e2Nelle semifinali, Trento è andata vicina all’impresa di fermare la corsa di Avellino – nove vittorie consecutive tra campionato e Coppa – ma la Sidigas è stata brava e fortunata nelle azioni decisive, dove Riccardo Cervi ha infilato i liberi della vittoria al termine di una partita che lo ha visto protagonista, insieme al croato Ivan Buva, punti di forza della squadra di Sacripanti, destinata a scalare ancora la classifica e posizionarsi in una delle prime quattro posizioni.

Poi, nella finale, la Sidigas ha resistito più del previsto, contro un’Armani che può permettersi il lusso di lasciare in tribuna Batista e Barac, lunghi che giocherebbero titolari in tutte le atre 15 formazioni e che invece a Milano faticheranno a trovare spazio, in una rotazione di nove stranieri che certifica la strapotenza economica milanese rispetto alla concorrenza. Ma che potrebbe costituire anche un problema di non facile risoluzione per coach Repesa, che dovrà gestire anche il rientro di Alessandro Gentile, giocatore intorno al quale era stata costruita la squadra in estate, ma che rischia invece di spezzare il sottile equilibrio creatosi finora. Anche perché con il casertano in tribuna, Milano ha praticamente sempre vinto.

Ha vinto la più forte, con Milano che sarà anche uno degli arbitri nella lotta per la salvezza, dovendo andare a Bologna – domenica prossima – Capo d’Orlando e dovendo ospitare Torino – tra due settimane – e Pesaro, otto punti che l’Armani dovrà essere brava a conquistare senza distrarsi, così come Avellino che, tolta Pesaro, deve ancora giocare con le altre quattro pericolanti, perché, guardando il campionato dal basso, ci si trova a “tifare” anche per dei nemici storici, quando i diversi obiettivi coincidono.

 

SITUAZIONE IN CASA CONSULTINVEST

Dopo una settimana di vacanza, stanno ritornando lentamente alla base tutti i giocatori biancorossi, con gli americani che stanno tornando dai luoghi di vacanza e gli italiani che hanno già raggiunto Pesaro per riprendere gli allenamenti, ferie impreviste, dettate dall’anomalia della Coppa Davis di tennis in programma all’Adriatic Arena nel weekend tra il 4 e il 6 marzo, che ha fatto slittare il match tra la Vuelle e Trento in programma il 28 febbraio a mercoledì 9 marzo. Perché per preparare il campo in terra rossa, occorrono diversi giorni, con tonnellate di terra da scaricare e poi pressare, operazione che richiede una settimana per svolgersi al meglio. Così, la società pesarese ha scelto di concedere sette giorni di riposo assoluto alla truppa, non essendoci neanche la possibilità di disputare un’amichevole con formazioni di Serie A2 – mercoledì scorso era in programma un turno infrasettimanale – con la speranza che i giocatori pesaresi siano tornati rinvigoriti nel fisico e nella mente, pronti ad affrontare i tre match consecutivi che li aspettano dal 6 al 13 marzo, quando la Consultinvest si recherà prima a Brindisi, per poi affrontare in casa Trento e Sassari, tre partite difficili e complicate, con l’obiettivo realistico di vincerne almeno una, anche se non sarà affatto un’impresa semplice.

Consultinvest Vuelle PesaroA due terzi del campionato e con dieci partite ancora in programma, si può analizzare il calendario che attende le cinque squadre ancora coinvolte nella lotta per non retrocedere, anche se Cantù (16 punti) non è certamente tranquilla, soprattutto se tutti i nuovi arrivati, non riusciranno celermente a trovare la giusta alchimia, ma è doveroso focalizzare la nostra attenzione sulle quattro formazioni a quota 14 punti e, naturalmente su Torino, rimasta da sola a quota 12, passando al microscopio le dieci partite ancora da giocare, che sanciranno chi dovrà retrocedere in serie A2. Tutte dovranno giocare cinque gare in casa e cinque in trasferta e rimangono ancora da disputare numerosi scontri diretti – che saranno determinanti – ma anche le sfide con le cosiddette “big” avranno il loro peso, in un campionato equilibrato nel quale non ci saranno tante partite dall’esito scontato, soprattutto se la lotta per i playoff rimarrà accesa fino al 30 aprile, così come quella per conquistare uno dei primi quattro posti. Lo stato di forma e gli infortuni avranno il loro peso e squadre come Pistoia, Venezia e Sassari – uscite malconce dalla Coppa Italia – potrebbero “regalare” punti inaspettati, soprattutto fuori dalla mura amiche, mentre Milano potrebbe infilare una serie di vittorie che la porterebbero dritta al primo posto. Insomma, fare calcoli e pronostici è complicato, ma è lecito aspettarsi che a quota 22 la salvezza sia quasi certa, mentre a 20 potrebbero arrivarci due-tre squadre e classifica avulsa e differenza canestri avranno il loro peso.

Pesaro: (Coefficiente di difficoltà 20.0) La salvezza passerà sicuramente per l’Adriatic Arena, dove la Vuelle è attesa da due sfide complicate (Trento e Sassari), ma non impossibili e da tre “quasi” spareggi, con Caserta, Capo d’Orlando e Cantù che si metteranno sulla strada di una Consultinvest che faticherà a fare un colpo in trasferta, anche se Venezia e Brindisi hanno i loro problemi da risolvere, mentre Milano e Cremona non lasceranno facilmente campo libero ai ragazzi di Paolini, attesi all’ultima giornata dalla trasferta di Torino, in quello che potrebbe diventare il terzo spareggio salvezza consecutivo per la Vuelle.

Varese: (Coefficiente di difficoltà 20.8) Le prossime due trasferte dell’OpenJob Metis saranno già determinanti per coach Moretti e i suoi ragazzi che se usciranno a mani vuote dagli spareggi di Torino (+14 Varese all’andata) e Bologna (+7 Va all’andata), rischiano grosso, soprattutto se non riusciranno a salvare almeno la differenza canestri, in un finale di stagione che Varese giocherà senza poter più mettere mano al roster, avendo finito tutti i tesseramenti consentiti e con l’ultima partita sul campo di Cantù, derby sempre rovente che questa volta potrebbe diventare fondamentale per le sorti delle due squadre.

Capo d’Orlando (coefficiente di difficoltà 21.2) Delle cinque squadre coinvolte è quella che sta attraversando il miglior momento di forma, perché è giusto sottolineare che, al completo, i siciliani, hanno perso due sole partite, mentre tutte le sconfitte sono arrivate accusando parecchie defezioni nel roster, per una Betaland che ha pescato il jolly con l’arrivo di Boatright. Dovrà vedersela con Torino in casa, mentre si dovrà recare a Pesaro, dopo aver perso all’andata e con Varese è sotto nella differenza canestri, ma ha il 2 a 0 con Bologna, che potrebbe sparigliare le carte in tavola, soprattutto in caso di un arrivo a tre a pari punti.

Bologna (coefficiente di difficoltà 22.0) Ha il calendario sulla carta più difficile ed è quella messa peggio negli scontri diretti, avendo lo zero a due con Capo d’Orlando e l’1 a 1 con Pesaro che però ha salvato la differenza canestri, mentre deve ospitare Varese – con la quale ha perso di 7 all’andata – e Torino (+ 5 Manital). Si è fermato di nuovo Allan Ray e avendo lasciato andare Coutney Fells, non ci sono grandi margini per intervenire sul mercato per una Virtus che dovrà essere brava a fare punti nelle prossime due partite (Milano in casa e Sassari fuori) e che soprattutto dovrà cominciare a vincere fuori dall’Unipol Arena, anche se trasferte come quelle di Avellino, Pistoia, Cantù e Reggio Emilia non sono per niente semplici.

Torino (coefficiente di difficoltà 19.6) Ha il potenziale per vincere almeno cinque partite e riaprire completamente i giochi, anche se ogni tanto incappa in blackout offensivi che rischiano di compromettere il lavoro di coach Vitucci. Deve vincere con Varese alla ripresa del campionato, anche se non sarà semplice ribaltare il meno 14 dell’andata e deve andare a Capo d’Orlando, con i siciliani che hanno vinto di due lunghezze tre mesi orsono, ma saranno le ultime due giornate ad essere determinanti per una Manital che alla penultima andrà a Bologna per salvare almeno il più cinque dell’andata e all’ultima ospiterà Pesaro, con la quale ha vinto di sette nella prima gara del 2016.

N.B. Il coefficiente di difficoltà è dato dalla somma dei punti attualmente conseguiti dalle formazioni che ogni squadra deve ancora affrontare, diviso per il numero delle partite rimaste.

Ma, al di là dei numeri, saranno due i fattori determinanti per non finire all’ultimo posto: il primo è che, col mercato sempre aperto, c’è sempre la possibilità di rinforzare il proprio roster, anche se si dovrà fare i conti con la mancanza di visti per gli extracomunitari e con il numero massimo di tesseramenti (16), perché, come si è visto con l’arrivo di Boatright a Capo D’Orlando, basta una sola pedina inserita nel posto giusto per elevarsi dalla mediocrità. Il secondo è sfruttare al meglio il proprio roster, tirando dritto su malumori interni e dissapori, ma schierando sul parquet il quintetto migliore, senza pensare a gerarchie e pedigree cestistico, come si è visto anche in Coppa Italia, dove la tripla di un giocatore ai margini delle rotazioni come Nicolò Cazzolato, è stata determinante per far passare il turno alla Vanoli Cremona. Saranno i particolari a fare la differenza, un cambio eseguito al momento giusto e una zona due-tre ben eseguita e chi avrà un allenatore capace di ottenere il 110% da materiale a propria disposizione, riuscirà ad ottenere quella vittoria inaspettata, decisiva per salvarsi.

 

 

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