Bordogna in concerto a Pesaro (venerdì) per il compleanno di Rossini

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24 febbraio 2016

PESARO – Venerdì 26 febbraio, nell’ambito di Sinfonica 3.0, Paolo Bordogna e l’Orchestra Sinfonica G. Rossini renderanno omaggio al Grande Maestro pesarese con un concerto al Teatro Rossini che si preannuncia essere molto frizzante grazie alla presenza di un solista estremamente talentuoso ed istrionico.

Paolo Bordogna

Paolo Bordogna

Voce baritonale, tanto estesa da permettergli di esprimersi anche come bass-baritone e basso buffo, Paolo Bordogna, è oggi uno dei massimi esponenti del repertorio brillante.
In virtù della sua duttilità d’interprete e alle grandi capacità attoriali sono oltre 50 i personaggi da lui interpretati, tra cui ruoli diversi nello stesso titolo: Malatesta e Don Pasquale, Dandini e Don Magnifico, Figaro e Bartolo, Belcore e Dulcamara…in un repertorio che spazia dal barocco all’opera contemporanea, con una particolare predisposizione per Mozart, Rossini, Donizetti e il “Belcanto”.

Ha calcato i più prestigiosi palcoscenici nazionali ed internazionali lavorando con direttori d’orchestra quali Roberto Abbado, Bruno Campanella, Michele Mariotti e Alberto Zedda solo per citarne alcuni e ha al suo attivo numerose incisioni. Reduce dal successo riscosso in Australia con il Barbiere di Siviglia all’Opera House di Sydney lo scorso dicembre porterà in scena nei prossimi mesi nuovamente la musica di Rossini con la Cenerentola a Torino, Palermo e Bilbao e nuovamente il Barbiere a Bologna e Caracalla con un intermezzo spagnolo per l’Elisir d’Amore di Donizetti a Valencia.

A Pesaro il programma prevede le più belle sinfonie e arie d’opera rossiniane per baritono da Il Barbiere di Siviglia a La Cenerentola a La Gazza Ladra solo per fare alcuni esempi e Rossini-Fantasie ossia Guglielmo, il barbiere ladro di Siviglia, una nuova composizione di Roberto Molinelli dedicata al Cigno di Pesaro, il cui titolo è già una chiara dichiarazione d’intenti.

Per un appuntamento di così grande prestigio la direzione è stata affidata a Daniele Agiman, direttore stabile della Rossini, che si è già confrontato con il repertorio rossiniano in diverse occasioni riscuotendo sempre unanimi consensi.

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