Autotrasporto pesarese in ginocchio: -35% e Confartigianato invoca l’attenzione di Renzi

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1 marzo 2016

PESARO – Secondo Gilberto Gasparoni, segretario di Confartigianato Trasporti la crisi continua ad imperversare nel settore dall’autotrasporto di merci, tanto che dal 2007 al 2015 il settore ha perso il 35% del lavoro e diverse decine di imprese del pesarese hanno chiuso i battenti o hanno ridotto il parco veicoli con un calo di circa 200 addetti. Questo andamento riflette quello della movimentazione stradale delle merci: i volumi sono scesi come detto del 35% anche in seguito al crollo delle produzioni del sistema edilizia e della manifattura in particolare del legno e dell’arredamento che hanno portato alla chiusura di tante aziende della produzione. Tutto ciò nonostante la presenza di diverse forme associative che sostengono il settore composto da 1.000 imprese dell’autotrasporto e della logistica che occupano circa 3.000 addetti e vogliono essere competitive ed aumentare gli investimenti con scelte politiche ben mirate, che tengano conto della nostra volontà di rendere  più efficiente e meno inquinante il parco veicolare.

PU ASS TRAS 1 - CopiaPer queste ragioni Confartigianato Trasporti, afferma il dirigente di Pesaro Loris Panzieri, aveva sollecitato sostegni agli investimenti in innovazione e nuovi veicoli anche per contenere l’impatto ambientale e migliorare la sicurezza, contando sul rinnovo delle flotte dei veicoli che aiutino a supportare il rilancio della competitività dell’autotrasporto. Ma nonostante la Legge di Stabilità 2016 contenga alcuni incentivi i trasportatori hanno accettato un piano di sacrifici con senso di responsabilità al fine di ridisegnare il sistema del trasporto su strada agli obiettivi strategici nazionali per la riforma del trasporto e della logistica. Confartigianato ed ’UNATRAS, negli ultimi mesi, hanno inviato delle richieste d’incontro al Ministero per concretizzare un dialogo costruttivo senza alcuna risposta. I trasportatori di Pesaro e Urbino non sono in grado finanziariamente di sostituire i veicoli obsoleti con quelli di ultima generazione perché mancano i decreti attuativi di ripartizione delle risorse. Nello specifico, si ritiene che i risparmi derivanti dalle cessate agevolazioni delle accise per i veicoli euro 0 – 1 e 2, possa facilitare l’impegno di risorse aggiuntive per consentire all’autotrasporto di affrontare le sfide del prossimo futuro.  La crisi in cui versa il settore favorisce l’estendersi del malcontento che potrebbe avere risvolti destabilizzanti per l’ordine pubblico provocato sia dalla perdurante crisi economica ma anche da un discontinuo dialogo con il Ministero dei Trasporti. Ricordiamo che, nonostante nel nostro ordinamento ci siano ben tre articoli destinati al contrasto dell’abusivismo, in particolare del cabotaggio illegale, gli interessi nazionali non vengono difesi dagli Organi di Vigilanza preposti al controllo. Confartigianato ed UNATRAS chiedono quindi al Presidente Renzi ed al Ministro Delrio di prestare attenzione verso l’autotrasporto, oggi in ginocchio, al fine di rispondere positivamente alle tensioni sempre più diffuse che richiedono alle Associazioni la sospensione dei servizi di trasporto. Confartigianato Marche ha dichiarato la mobilitazione del trasporto ed invita i parlamentari ad intervenire affinchè vengano attuate subito tutte le norme approvate dal Parlamento.

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