Il mobile pesarese “viaggia” in India. Drudi: “Opportunità per il distretto”

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4 marzo 2016

NUOVA DELHI (India) – Non solo un showroom del mobile a Nuova Delhi, ma un progetto complessivo per promuovere le Marche nelle nove più grandi città indiane, dove risiede il 50% della classe media del Paese: quella con un redito equiparabile o superiore agli standard europei. In collaborazione con i principali media locali verranno anche realizzati dodici eventi per presentare il sistema Marche sul mercato indiano. È quanto prevede il progetto “Flagship Showroom”, promosso dalla Camera di commercio di Pesaro e Urbino, Unioncamere e Regione Marche, in collaborazioni con la società Global Innovation.

L’iniziativa è stata presentata oggi presso la sede della Giunta regionale, con l’obiettivo, è stato sottolineato, di “portare le piccole e medie imprese marchigiane con il loro brand in India”. Un Paese in costante crescita, con un incremento del Prodotto interno lordo del 7,3% e prerevisioni del 7,7%: percentuali superiori a quelle della Cina e con circa il 7% della popolazione (80 milioni di persone sui 1,250 miliardi di abitanti) che ha conseguito un potere di acquisto “occidentale” e interessato al gusto europeo dell’arredamento.

Il fatturato del mobile in India ha raggiunto, nel 2015, i 20 miliardi di dollari americani; solo l’arredamento in legno vale 5,4 miliardi, con prodotti in gran parte importati dall’Italia, Germania, Spagna, Cina ed Estremo Oriente. Il governo nazionale ha lanciato un programma di sviluppo dell’industria domestica, denominato “Make in India”, per trasformare il Paese in un hub dell’industria manifatturiera. Le Marche possono partire da una posizione avvantaggiata, è stato sottolineato durante l’incontro, dal momento che l’attuale primo ministro Nerendra Modi “è amico delle Marche, la prima regione italiana a rafforzare la relazioni bilaterali, sin dal 2000, quando ancora era primo ministro dello Stato del Gujarat”.

“L’India è un Paese affascinante e con grandi potenzialità – ha sottolineato l’assessore regionale all’Internazionalizzazione Manuela Bora – La giunta regionale, lunedì scorso, l’ha inserito tra le realtà più interessanti su cui investire nell’ambito del Piano triennale dell’internazionalizzazione. Se si suddividesse l’Asia in aree geostatiche, noteremmo come l’India, di per sé, rappresenti il 30% della popolazione totale del Continente asiatico, un Paese affascinante dove la tradizione e l’innovazione tecnologica si alternano a povertà e grande ricchezza. L’export marchigiano verso l’India (2013 e 2014) ha avuto incrementi di oltre il 25%. Anche attraverso questa iniziativa di Unioncamere e Camera di commercio di Pesaro e Urbino, sono sicura che si apriranno grandi opportunità per i nostri imprenditori”.

Bora ha poi ricordato che la Regione ha recentemente stanziato 12 milioni di euro Por Fesr per i settori moda, legno e arredamento e altri 17 complessivi per la aree in crisi finalizzati all’avvio di start up e reshoring (rientro delle attività localizzate all’estero): “Risorse che potranno aiutare la produzione e l’occupazione delle piccole e medie imprese marchigiane”.

Alberto Drudi (Foto Luca Toni)

Alberto Drudi (Foto Luca Toni)

Il Progetto India, ha sottolineato il presidente della Camera di commercio di Pesaro e Urbino Alberto Drudi, “rappresenta un’opportunità per il distretto del mobile pesarese. Il 90% delle aziende è di piccole dimensioni e fa fatica, senza progetti mirati, a puntare sui mercati lontani, seppure interessanti, come quello indiano”.

Graziano Di Battista, presidente Unioncamere Marche, ha sottolineato la necessità di aprirsi all’internazionalizzazione “per recuperare o scoprire realtà che avevamo trascurato. Portare il mobile e tutte le eccellenza marchigiane all’estero, è come costruire un’autostrada di opportunità per tutto il sistema Marche”.

Roney Simon (Global Innovation) ha illustrato i contenuti del progetto: uno spazio espositivo di mille metri quadri con le produzioni delle piccole e medie imprese marchigiano, gestito in forma di joint venture e con il “rischio India” a carico del partner indiano. L’investimento richiede complessivamente 526 mila euro, diviso tra i partner, con un costo per la singola piccola e media impresa marchigiana stimato attorno ai 20 mila euro. Lo show room consentirebbe di avviare relazioni anche con il mondo del design indiano, offrendo opportunità di collaborazione agli architetti marchigiani. Collateralmente allo spazio espositivo, partirebbe una campagna promozionale per favorire la conoscenza del territorio e delle eccellenze marchigiane nel Continente indiano.

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