Consultinvest, si continua a giocare col fuoco. E mercoledì arriva Trento

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7 marzo 2016

PESARO – E per fortuna che alla fine Torino ha perso, altrimenti una domenica già drammatica dal punto di vista sportivo, si sarebbe trasformata in una sorta di de profundis per le speranze della Consultinvest di non retrocedere in serie A2, in una 22esima giornata dove Bologna, trascinata dai 19 punti dell’ultimo arrivato Andre Collins, ha espugnato il parquet dei campioni d’Italia di Sassari e dove Varese si è tolta definitivamente dai guai, superando agevolmente Trento, prossima avversaria della Vuelle, grazie ai 10 assist di Chris Wright, mentre Cremona si è salvata in extremis grazie al buzzer beater di Starks, superando 74-73 Capo d’Orlando, dove Boatright ha segnato il consueto ventello.

Cosa hanno in comune Collins, Wright, Starks e Boatright? Sono tutti arrivati nell’ultimo mese, ingaggiati dalle loro rispettive squadre con lo scopo di incrementare il loro tasso tecnico e di non lasciare nulla d’intentato, spendendo gli ultimi euro in cassa, con il chiaro obiettivo di fare tutto il possibile, senza sperare nelle disgrazie altrui, ma scegliendo di essere padroni del proprio destino, senza arrivare al 30 aprile a chiedersi se sia stato fatto tutto il possibile per evitare la retrocessione. Siamo sicuri che anche lo staff biancorosso abbia fatto tutto il possibile o siamo di fronte ad un chiaro errore commesso dalla dirigenza Vuelle, che non ha sfruttato le tre settimane di pausa per rinforzare il proprio roster? Propendiamo per la seconda ipotesi, perché non si può sempre sperare che tutto vada liscio, che il tuo unico playmaker – Christon – non incappi in qualche problema, come è accaduto a Brindisi, dove Semaj ha commesso un prematuro quarto fallo, che l’ha costretto a passare tutto il terzo quarto in panchina e che Basile non riesca ad essere un fattore in questa serie A l’ha capito anche coach Paolini, visto che l’ha schierato per soli 4 minuti, preferendogli Lacey in quel ruolo, ma sappiamo che Trevor quando è costretto a fare il regista, perde molta della sua pericolosità offensiva e un play italiano, capace di tenere dignitosamente il parquet per una decina di minuti, avrebbe fatto maledettamente comodo. (RILEGGI QUI ARTICOLO DI PU24 SULL’INFAUSTA TRASFERTA DI BRINDISI)

Schiacciata di Brindisi sulla Vuelle

Schiacciata di Brindisi sulla Vuelle

Ma si è deciso di andare avanti così, sperando che per magia, una squadra che cade sempre negli stessi errori, si trasformi nella prima della classe, ma senza cambiare professori o alunni è difficile ottenere risultati differenti e se quella con Brindisi è stata l’undicesima volta, su quattordici sconfitte, che la Vuelle ha sperperato vantaggi in doppia cifra, faticosamente accumulati nei primi venti minuti, finendo per giocarsi il tutto per tutto negli ultimi giri del cronometro. Ci sarebbe da chiedersi per quale congiunzione astrale, non cambiando gli addendi di un’operazione, dovrebbe cambiare il risultato finale.

Poi si può sempre discutere degli arbitri, che hanno fischiato un paio di “flopping” da antologia, o della sfortuna, ma per sperare di vincere in trasferta, ci vorrebbe una squadra capace di mantenere il vantaggio faticosamente accumulato, perché in un finale a punto ci vorrebbe il go to guy che Pesaro purtroppo non ha nel proprio roster, con Christon e Daye che si smarriscono colpevolmente quando il cronometro si avvicina al quarantesimo e senza le sue presunte stelle ad ergersi protagoniste, come ha fatto Banks per Brindisi, questa Consultinvest rimane una squadra incompiuta, alla quale mancano un play e un pivot di riserva, perché gli 11 rimbalzi concessi in più all’Enel, hanno contribuito in maniera sostanziosa alla sconfitta di questa Vuelle, che mercoledì è attesa dal recupero casalingo contro Trento, con la possibilità di agguantare Bologna e Capo d’Orlando e di staccare Torino di quattro punti.

 

I PIU’ …..

Primo quarto: Pesaro lo chiude con un solo errore al tiro e un otto su otto da record da due punti, dimostrando ancora una volta che la stoffa sulla quale lavora è di buona qualità, ma che manca un sarto all’altezza della situazione e qualche centimetro in più di tessuto, per non rischiare di rimanere sempre con ago e filo in mano, quando arriva il momento di fare l’orlo.

Panchina: Dopo lo zero assoluto delle ultime partite, arrivano dei segnali di vita da Gazzotti, Ceron e Candussi che hanno il merito di segnare 19 dei 76 punti della Vuelle, anche se la continuità non è il loro punto di forza.

… E I MENO DELLA SFIDA BRINDISI – PESARO

Numero di tiri: Pesaro tira 20 volte meno degli avversari (46-66) e se nel primo tempo la salvano le percentuali da record, inevitabilmente nella ripresa paga dazio.

Rimbalzi: 38-27 per Brindisi, senza nemmeno il consueto contributo di Anosike, fermato dai falli, come tutto il reparto lunghi brindisino, ma l’Enel, a differenza di Pesaro, è stata molto attenta sui rimbalzi lunghi, con gli esterni che sono sempre arrivati per primi sui palloni vaganti.

Semaj Christon: I grandi giocatori si vedono nelle azioni decisive e se il tuo play, dopo un match già rovinato dal tecnico preso nel primo tempo, nell’azione chiave della partita, sbatte per due volte contro la difesa avversaria, tirando dritto, senza neanche guardare cosa stesse accadendo intorno a lui. Vuol dire che non è ancora il momento di definirlo un top player.

Palle perse: 36 palloni gettati al vento dalle due formazioni (19 Brindisi, 17 Pesaro), in un match che non sarà ricordato per la qualità espressa sul parquet, con tante infrazioni di passi, palloni non trattenuti e linee laterali calpestate. (RILEGGI QUI LE PAGELLE POST-PARTITA DI PU24)

 

IL MOMENTO DELLA SQUADRA

Se non sei capace di gestire un ampio vantaggio e ti riduci a giocarti il tutto per tutto nell’ultimo minuto, dovresti avere una gestione degli ultimi possessi da manuale e dovresti essere in grado di non commettere ingenuità per poter portare a casa i due punti. Invece a Brindisi la Vuelle ha commesso un errore dietro l’altro: a un minuto esatto dalla sirena, Shepherd infila la tripla del 74 a 76, dando qualche speranza ai tifosi pesaresi, ma sull’attacco brindisino, Daye si dimentica di difendere sul taglio di Scott sulla linea di fondo e Banks – prova superlativa la sua – lo serve con un assist al bacio, solamente da tramutare in due punti facili (74-78), lo stesso Daye perde palla in palleggio, ma fortunatamente Christon recupera a metà campo il pallone e subisce fallo, segnando entrambi i liberi (76-78), lasciando 24 secondi a Brindisi per gestire l’azione. Naturalmente si sceglie di commettere fallo, ma anche lì, Daye non lo fa immediatamente su Zerini, che ha ricevuto palla sulla rimessa e Lydeka è costretto a commettere il suo quinto fallo su Milosevic a metà campo e l’uscita per falli del lituano avrebbe pesato tremendamente se il match fosse arrivato al supplementare. Ma il lungo brindisino sbaglia entrambi i liberi, dando così a Pesaro un’ultima chance. Ma Christon parte a testa bassa, infilandosi dentro l’area uno contro tre e ignorando completamente Lacey libero nell’angolo alla sua destra. Naturalmente non riesce a segnare, ma il pallone gli ricade nelle mani, concedendogli un’altra occasione. Ma anche stavolta il play di Oklahoma si intestardisce e invece di riaprire il gioco, decide di tirare da sotto, prendendosi una sonora stoppata da gente venti centimetri più alta di lui, Brindisi recupera palla e Banks segna i liberi dell’80 a 76. Finita qui? Neanche per sogno, perché dopo un timeout, Pesaro riesce nell’impresa di consegnare il pallone in mano agli avversari e sul contropiede brindisino, Daye fa la genialata di commettere un inutile, quanto evidente, fallo antisportivo, che gli costa anche l’espulsione, con tanto di probabile squalifica in arrivo.

12832410_1012925725445928_6646849169865904991_nNon sarà sempre colpa dell’allenatore, ma, mentre i commentatori brindisini si sorprendevano del 10 a 0 messo a segno dai loro giocatori, lo sapevano praticamente tutti a Pesaro, che il quintetto schierato sul parquet ad inizio del terzo quarto avrebbe preso un break negativo, visto il fatto che il quintetto che ha funzionato nel primo tempo, non si ripresenti nella ripresa, si è ripetuto macabramente diverse volte nel corso della stagione. Marco Calvani si è dimesso dopo la sconfitta interna del suo Banco di Sardegna contro Bologna e non sarebbe così clamoroso se un allenatore penultimo in classifica, decidesse di farsi da parte, vista anche l’anarchia che regna in casa Vuelle. Che avrebbe bisogno di un coach che riesca a gestire una personalità forte come quella di Austin Daye. Giocatore dalla classe indiscutibile, ma che andrebbe gestito in maniera diversa, spiegandogli che in Italia gli basterebbe tirare da fuori per segnare automaticamente 25 punti a partita, invece di scegliere sempre di andare uno contro uno, alla ricerca di una chiamata arbitrale favorevole che ti arriverà al massimo una volta su cinque, dando così ad Austin il pretesto per brontolare, oltre che con i compagni, anche con la terna arbitrale.

Il tempo stringe e si è visto che sperare solo nelle disgrazie altrui, non è uno schema percorribile all’infinito. C’è tempo fino al 25 di questo mese per andare a prendere un play italiano dalla serie A2, per convincere Musso a tornare in Italia e per fare uno squillo a Zare Markovski, dimenticandosi gli eventuali screzi personali intercorsi tra questi ultimi e lo staff biancorosso. Perché a questa Consultinvest manca sempre qualche centesimo per fare un euro e sperare di trovarli per strada, invece di andare a prenderli in banca, non ci sembra la soluzione ideale.

 

 

DAGLI ALTRI PARQUET:

Milano rischia di veder rovinata la festa per i suoi 80 anni, con Torino che cede solo al supplementare in un testacoda che dimostra ancora una volta come questo sia un campionato livellato verso il basso. Cremona mantiene il secondo posto grazie alla vittoria sofferta ottenuta contro Capo d’Orlando, mentre Avellino si conferma la squadra più in forma del lotto, dopo la nona vittoria consecutiva ottenuta nel mezzogiorno di Sky, ai danni di Cantù, che vede allontanarsi i playoff. Anche se a metà classifica la situazione è fluida, con Trento che prende 14 punti a Varese e Sassari che perde per l’ennesima volta in casa, superata dalla Virtus Bologna, al suo primo blitz fuori casa. Si mantiene al quinto posto Pistoia, che blinda la postseason dopo il bel successo ottenuto a Caserta, in una ventiduesima giornata che si chiuderà stasera, con il posticipo tra Reggio Emilia e Venezia.

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