Monica Cirinna a Fano: “Avanti con parità e diritti”

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8 marzo 2016

FANO – La strada del diritto, della parità, della ‘sacrosanta’ dignità di amare, di fronte alla legge è stata solcata. Un percorso che fissa una prima bandierina, storica, preziosa, pionieristica per il nostro paese, nell’approvazione al Senato lo scorso 25 febbraio del ddl Cirinnà che regolamenta unioni civili e convivenze.

E’ un onore aver avuto con noi oggi proprio lei, Monica Cirinnà che ha dedicato il suo primo incontro pubblico, dopo il voto del tanto dibattuto ddl, al nostro territorio. Si ringrazia la senatrice Camilla Fabbri che insieme allo sforzo organizzativo della Federazione Provinciale PD di Pesaro e Urbino e del PD di Fano hanno reso possibile questo prezioso momento di approfondimento che ho avuto il piacere di moderare.

Fano ha risposto con l’ex Chiesa San Leonardo gremita di una bella platea misurata (e informata) nel dibattito, nella quale mi ha fatto piacere vedere rappresentanti della CGIL, di Agedo, dei movimenti femministi e seduti in prima fila Fausto Schermi ed Elvin Van Djik, la coppia fanese che nel 2008 si è sposata in Olanda, ha trascritto il suo matrimonio a Fano nel 2014 ed ora è in attesa che la Corte Europea accetti il loro ricorso contro l’annullamento decretato dal Tribunale. Apprezzabile anche l’intervento dai toni ponderati di chi, di opposto colore politico, ha espresso i propri dubbi ma si è sforzato di entrare maggiormente nel merito.
Una platea attenta ad ascoltare il tortuoso racconto dei due anni di gestazione del ddl: le 72 sedute di commissione giustizia, le manifestazioni di piazza delle comunità LGBT, un dibattito che ha raggiunto livelli d’inciviltà con ingiurie e insulti personali alla stessa Senatrice, le resistenze della destra e il tradimento del M5S del 16 febbraio che è costato un ripensamento dei numeri al Senato per approvare questo ddl con il conseguente stralcio dell’articolo 5 sulla genitorialità e quello sull’obbligo di fedeltà.

Nella sua dichiarazione di voto:  “L’ossessione di voler danneggiare questo Governo ha rianimato il partito incolore dell’immobilismo. Pur di non rimandare nuovamente un fondamentale appuntamento con la storia si è proceduto con la fiducia: il Pd ha creduto in questa legge a tal punto da tentare di andare oltre quei confini, che raramente si superano, tra maggioranza e opposizione, mettendo da parte convenienze e protagonismi e ponendo al centro l’interesse dei cittadini. E la legge è stata approvata” continua Cirinnà: “oggi l’Italia apre una nuova pagina del Diritto di famiglia, portando  diritti a  tutte quelle coppie formate da persone dello stesso sesso che già esistono per la società ma non agli occhi del Diritto. Penso ai due milioni e mezzo di cittadini italiani che hanno scelto di intraprendere un percorso di vita in coppia senza sposarsi o unirsi civilmente, coppie di fatto cui questa legge riconoscerà finalmente dignità e diritti. L’Italia non sarà più ultima in tema di diritti civili. Un buon risultato ma solo un primo traguardo, altri ne dovremo superare con lo stesso impegno e la stessa determinazione.”

Sono orgogliosa della dignità, della tenacia e della profonda sensibilità con le quali la Senatrice democratica Cirinnà sta conducendo, da oltre due anni, una battaglia di civiltà e restituzione di dignità per intere comunità di uomini e donne che da troppo tempo ne sono stati privati a causa del proprio orientamento sessuale; nel rispetto, per altro, degli obblighi costituzionali dell’art 2 e 3.
In questo percorso che segna uno storico cambio di passo e guarda al futuro per matrimonio egualitario e riforma del diritto di famiglia per le adozioni, sono tante le donne che si sono rese protagoniste di una sana “rivoluzione culturale”: penso e ringrazio, tra le altre, le senatrici Fabbri e Fedeli, la Ministra Maria Elena Boschi che ha guidato con fermezza il processo di fiducia sul ddl traghettandolo verso una storica approvazione e la deputata Micaela Campana, relatrice di questo disegno di legge ora alla Camera.
Donne Democratiche, capaci e coraggiose nelle quali si sente il calore dell’ideale politico e che quotidianamente si spendono da protagoniste in battaglie per la comunità.
Mi sembra questo il modo migliore per celebrare la Giornata dell’8 Marzo, Festa Donna: anche se il percorso del pieno rispetto dei Diritti e delle Pari Opportunità è di là da potersi definire concluso, una sicurezza l’abbiamo, oggi come ieri, nel sapere che le donne, le grandi donne, si sono spese, si spendono e si spenderanno senza riserve per la conquista dei diritti collettivi, altrui prima che dei propri.

Sara Cucchiarini
Consigliera Comunale Partito Democratico Fano
Commissione Pari Opportunità Regione Marche

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