Si torna all’Adriatic Arena con una Dolomite da scalare. La Vuelle con Trento nel recupero per la Coppa Davis

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8 marzo 2016

PESARO – Si ritorna subito in campo, con la delusione per la sconfitta di Brindisi ancora cocente, sia per il modo in cui è arrivata, sia per gli strascichi che ha lasciato sulla classifica. Con Pesaro sola soletta al penultimo posto dopo le inaspettate vittorie ottenute domenica scorsa da Bologna a Sassari e da Varese con Trento. E proprio la Dolomiti Energia sarà l’avversaria della Vuelle in questo recupero della 21esima giornata, quella che non si è potuta disputare per la Coppa Davis all’Adriatic Arena e quella che potrebbe ancora raddrizzare – almeno in parte – le sorti della stagione, con la Consultinvest che in caso di vittoria, staccherebbe Torino di quattro punti e raggiungerebbe a quota 16 Capo d’Orlando e Bologna.

Ma del “doman non v’è certezza” come diceva qualche secolo fa un fiorentino illustre e di certezze questa Vuelle ne ha veramente poche. Anzi una ce l’ha ed è la sicurezza che nessun vantaggio resta impunito. Perché è ormai diventata una routine la rimonta finale degli avversari. Sempre capaci di recuperare svantaggi anche in doppia cifra, sfruttando i quintetti atipici schierati da Paolini e la mancanza di un vero leader nelle file biancorosse, l’uomo al quale affidare il pallone nei momenti caldi.

Vuelle Consultinvest-EA7 Armani Milano

Le indicazioni di Paolini a Lacey

Il coach biancorosso continua a dichiarare che per trenta minuti la sua squadra ha giocato un bel basket ed è stata punita dai dettagli. Possiamo anche essere d’accordo, così come si deve prendere atto che alcune decisioni arbitrali sono stato perlomeno fantasiose – vedi il flopping affibbiato a Lacey, su un chiaro sfondamento subito dalla guardia americana – e se fosse stato un caso isolato, metteremmo la sconfitta di Brindisi nella casella di quelle arrivate per sfortuna e per torti arbitrali. Ma purtroppo non è casuale, visto che delle 14 sconfitte accumulate finora dalla Consultinvest, solamente quattro hanno visto Pesaro sotto nel punteggio per 40 minuti – trasferte di Reggio Emilia, Sassari e Cantù, match casalingo con Cremona – mentre le altre dieci sono arrivate al termine di partite combattute, dove la Vuelle aveva accumulato vantaggi consistenti, andando agevolmente sul più 14, più 15 o più 17, ma venendo poi regolarmente raggiunti dagli avversari. E se, in casa, qualche volta si è riusciti a portare via i due punti, in trasferta non è mai accaduto. Tranne a Capo d’Orlando. Dove comunque Pesaro era avanti di 19 e ha vinto solamente di tre lunghezze.

Difficile rimanere ottimisti di fronte a queste cifre, che testimoniano come in un campionato dove l’ultima in classifica può tranquillamente vincere in casa della prima, siano i particolari a fare la differenza e purtroppo finora sono stati proprio i particolari a far affossare Pesaro al penultimo posto.

Ed è difficile non chiamare in causa la conduzione tecnica di questa Vuelle, con coach Paolini che va in confusione appena il piano partita va in “mona” – come dicono in Veneto – perché è anche giusto sottolineare come questa Consultinvest a tratti giochi anche un bel basket – vedi il primo quarto da record con Brindisi. Ma purtroppo le partite durano quaranta minuti e non solamente trentasette o trentotto, e nei finali concitati gli schemi saltano e ci si deve affidare alla freddezza dei tuoi giocatori e all’arguzia tecnica del tuo allenatore, due qualità che temiamo non ci siano nel Dna della Vuelle 2015-16.

 

LA PARTITA IN PROGRAMMA:

CONSULTINVEST PESARO (PUNTI 14) – DOLOMITI ENERGIA TRENTO (PUNTI 22)

Mercoledì 9 marzo – ore 20.30 – Adriatic Arena di Pesaro

Risultato dell’andata: Trento-Pesaro 81-74

 

L’AVVERSARIA DEL TURNO

Forse leggermente sotto le aspettative la stagione trentina finora, con la Dolomiti Energia che dovrà faticare più del previsto per accedere ai playoff, ma i ragazzi di coach Buscaglia hanno comunque raggiunto il prestigioso traguardo della qualificazione ai quarti di finale d’Eurocup. Dove daranno vita ad un interessante derby italiano contro Milano. Con l’Armani che parte favorita, ma con la formula dell’andata e ritorno e relativa differenza canestri per decidere che passerà il turno, le sorprese sono dietro l’angolo. La stella trentina è sicuramente Julian Wright, lungo atipico, in grado di tirare anche da tre, senza comunque dimenticarsi del suo grande potenziale dentro l’area – 15.3 punti, 7.2 rimbalzi – in un quintetto dove Toto Forray è il playmaker e il metronomo della squadra, con Trent Lockett che ha il compito di produrre punti, grazie alla sua fisicità e un tiro da tre non disprezzabile. Mentre Dominique Sutton può giocare indifferentemente sia da ala piccola che grande, dando una mano sotto canestro, dove Wright è affiancato da Davide Pascolo. Braccia lunghissime e movimenti da centro anni’80, che gli consentono di sopperire brillantemente ad una fisicità non proprio spumeggiante.

Il capitano di Trento Toto Forray

Il capitano di Trento Toto Forray

Dopo aver perso per infortunio il lungo Filippo Baldi Rossi, Trento è corso ai ripari ingaggiando da Cantù l’americano Berggren, in una panchina dove Jamarr Sanders è candidato al titolo di miglior sesto uomo del campionato. Con Peppe Poeta che si è calato benissimo nel ruolo di guastatore e Diego Flaccadori che si sta confermando uno dei migliori under 21 nel ruolo di play, in un roster completato dal lungo Luca Lechtaler.

 

 

IL DUELLO CHIAVE

Semaj Christon vs Toto Forray: Il play pesarese deve farsi perdonare la sciagurata ultima azione di domenica scorsa e dovrà dimostrare di essere in grado di fare il regista e non solamente il finalizzatore, ma si troverà di fronte un vero playmaker come Toto Forray, uno che preferisce il bene della squadra alla gloria individuale – 5 punti di media – senza far mai mancare il suo apporto anche in fase difensiva.

 

IL MOMENTO DELLA SQUADRA

Ci sarà anche Daye nella sfida contro Trento, dopo che Austin ha ricevuto solamente un’ammonizione dal giudice sportivo per l’espulsione rimediata a Brindisi nell’ultima azione, per un fallo antisportivo commesso in maniera completamente gratuita su Milosevic lanciato a canestro. Ma Daye dovrà stare attento a non commettere altre sciocchezze in futuro. Perché era già stato deplorato dopo il match contro Bologna – per aver discusso con gli arbitri a fine partita – e se ricadesse in qualche ingenuità, la squalifica scatterebbe automaticamente.

Austin Daye

Austin Daye

E che Daye sia troppo nervoso sul parquet è ormai chiaro da diverse giornate, come è chiaro che, senza un’adeguata guida, non migliorerà il suo atteggiamento. Con gli arbitri e coi compagni. Chi ha giocato un po’ a pallacanestro, sa che non è facile sopportare in silenzio un compagno che ti riprende continuamente. Soprattutto se anche lui non è esente da colpe individuali. Nell’amichevole della settimana scorsa contro la Fortitudo, abbiamo notato due atteggiamenti completamente differenti di essere leader: il primo è quello di Lydeka, atleta d’esperienza che non si tira indietro quando c’è da rimproverare un collega, per un mancato aiuto sul lato debole o per non avere effettuato un tagliafuori difensivo. Poco importa. l’importante è che Tau ha certamente un modo autoritario, ma non fastidioso, di dispensare consigli e, soprattutto è il primo a dare l’esempio sul parquet, dove non fa mai mancare grinta e volontà di rendersi utile.

Il secondo modo di essere leader è quello di Daye. Che dall’alto del suo essere stato prima scelta Nba e di aver guadagnato nel 2014 un milione di dollari lordi, è sicuramente un punto di riferimento per giovani americani come Christon e Lacey. Perché negli States vige la regola che più guadagni, più sei bravo. Ma essere continuamente rimproverati, anche quando non serve, non aiuta a cementare il gruppo. Soprattutto se è lui il primo a dare il cattivo esempio in fase difensiva, dove spesso si dimentica di fare quel passetto laterale in più al momento giusto.

D’altra parte anche in Nba, non era famoso per sua difesa o per la sua capacità di essere un leader. Ma da un giocatore del suo talento, ci aspettiamo qualcosa di più di una ventina di punti e di una decina di rimbalzi. Ci aspettiamo la stessa carica agonistica con la quale è tornato a Pesaro Lydeka. Che sembra non si sia mai allontanato dalla foce del Foglia negli ultimi anni e ci aspettiamo che guidi Pesaro verso la salvezza. Sia con le doppie-doppie, sia con la tranquillità dei forti. Perché Daye forte lo è sicuramente, ma il suo atteggiamento da primadonna può diventare un’arma a doppio taglio. E se tratti i tuoi compagni come supporting cast, invece di considerarli semplicemente come atleti dotati di minor talento cestistico rispetto al tuo, rischi di arrivare a maggio circondato non da nove amici, ma da nove colleghi e, credeteci, c’è una bella differenza.

 

I PROSSIMI TURNI DELLA CONSULTINVEST:

Domenica 13 marzo – ore 18.15:

Consultinvest Pesaro – Banco di Sardegna Sassari

 

Domenica 20 marzo – ore 18.15:

Vanoli Cremona – Consultinvest Pesaro

 

Sabato 26 marzo – ore 20.30:

Consultinvest Pesaro – Pasta Reggia Caserta

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