Il 17 aprile il referendum per fondere Mombaroccio a Pesaro. M5S: “Metodo da condannare”

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10 marzo 2016

Dai consiglieri del movimento 5 Stelle Pesaro riceviamo, e pubblichiamo, la seguente nota sul referendum per la fusione Pesaro-Mombaroccio:
CONSIGLIO COMUNALE D’URGENZA – REFERENDUM DEL 17 APRILE:
APPREZZIAMO IL MERITO MA CONDANNIAMO IL METODO!

Una veduta di Mombaroccio

Una veduta di Mombaroccio

Ci siamo, sembra che la data del referendum per la fusione Pesaro-Mombaroccio sia il 17 aprile, stessa data nella quale è già previsto un importante referendum sulle trivelle , e la cosa è sicuramente positiva perché porterebbe ad un risparmio per i cittadini.
Però ancora una volta siamo stati messi nelle condizioni di richiamare questa amministrazione, in particolare in questo caso il Presidente del Consiglio, al rispetto delle regole, protocollando proprio questa mattina un richiamo al rispetto del regolamento e di conseguenza un rinvio del Consiglio di venerdì 11 sera.
Lo stesso Consiglio è stato deciso ieri, 9 marzo 2016, in un ufficio di Presidenza, convocato al di fuori dei consueti e stabiliti tempi e modi impedendo la partecipazione dei rappresentanti delle minoranze, dettaglio irrilevante per la maggioranza e lo stesso Presidente Bartolucci che hanno provveduto comunque alla convocazione di un consiglio in giorno e orario insoliti, pertanto attribuibile di carattere d’urgenza, che , da regolamento è convocabile solo sentita la conferenza dei capigruppo (art. 65 comma 5 del Regolamento Comunale).
La conferenza dei capi-gruppo su 2 anni di legislatura si è riunita 3 volte al massimo e mai per la programmazione dei lavori consiliari come prevederebbe il regolamento. Sempre l’art. 65 ms al  comma 1 prevede che i lavori di consiglio seguano il criterio della programmazione, mai osservato fino ad oggi, i consigli si susseguono senza coordinamento nè programmazione alcuna, a volte si fa un solo consiglio in un mese a volte si corre a convocare dietro a scadenze conosciute da tempo, ma ricordate all’ultimo minuto. Inoltre ad oggi, nonostante i numerosi solleciti, non sono stati stabiliti, in sede di conferenza dei capo-gruppi, i criteri oggettivi del carattere d’urgenza degli ordini del giorno, portando quindi a situazioni per le quali, sono risultate urgenti solo questioni proposte dalla maggioranza, mentre è stato abitualmente respinto il carattere d’urgenza di proposte delle minoranze, in maniera del tutto discrezionale e arbitraria, senza criteri riconosciuti e trasparenti (ultimo esempio un ODG del M5S sul referendum sulle trivelle, proposto il 7 marzo e non discusso in quanto non accolta l’urgenza dalla maggioranza)
Abbiamo voluto chiarire subito ai cittadini il perchè della nostra azione per rispondere anticipatamente alle accuse che ci verranno presumibilmente mosse dal nostro Sindaco, che oramai è diventato pure prevedibile! Ci aspettiamo infatti dichiarazioni del tipo “il Movimento 5 Stelle è contrario al referendum, vuole rallentare, vuole far spendere più soldi ai cittadini….”, INVECE NO, il Movimento 5 Stelle vuole che i lavori consiliari vengano condotti con programmazione, regolarità, rispetto del regolamento e pari opportunità per le rappresentanze dei cittadini di Pesaro.
PERCHE’ NON E’ PIU’ ACCETTABILE IL MODUS OPERANDI DITTATORIALE DI QUESTA MAGGIORANZA!

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