Trivellazioni, Biancani: “Votare sì al referendum significa restituire bellezza ai nostri mari”

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10 marzo 2016

Andrea Biancani

Andrea Biancani

ANCONA – Il presidente della terza Commissione Ambiente del Consiglio regionale delle Marche Andrea Biancani, attivo sul fronte delle iniziative della campagna di comunicazione, informazione e partecipazione al referendum. “Votare Sì, significa restituire al nostro mare l’antico valore di bellezza”. Una mozione in ogni consiglio comunale utile ad una informazione completa e una partecipazione ampia e consapevole.

Primo della serie di appuntamenti istituzionali della terza Commissione Ambiente (presieduta da Andrea Biancani, Pd) in funzione del referendum del 17 aprile, relativo alle trivellazioni in Adriatico. Nel pomeriggio di ieri (mercoledì 9 marzo), la Commissione ha incontrato il CAL, nella persona di Maurizio Mangialardi, per definire alcuni aspetti della campagna referendaria che mira principalmente a rendere meglio noto l’appuntamento con il seggio referendario. Il Presidente Biancani ha consegnato a Mangialardi una proposta di mozione-tipo da far pervenire a tutti i consigli comunali ed utile ad aprire un dibattito informativo, in modo capillare, in tutti i comuni marchigiani a prescindere dall’orientamento di voto.

“Se pur è nota la posizione di questa regione rispetto al quesito referendario e, quindi, a favore di una maggior attenzione all’ambiente, alle energie rinnovabili e al turismo – afferma Biancani – attraverso questa proposta di mozione abbiamo inteso mantenere un atteggiamento orientato fondamentalmente alla informazione e successiva partecipazione consapevole al referendum”.

“Votare sì al referendum del 17 aprile – aggiunge Biancani – significa restituire al nostro mare quel significato che gli è stato sempre proprio di bellezza, elementi fondamentali per promuovere anche i settori delle attività economiche legate al mare, dell’ambiente e del turismo”.

“L’affermazione del sì rappresenta quindi una chance per liberare tra qualche anno il nostro mare dalle piattaforme estrattive, al momento dello scadimento della concessione, e anche rispettare gli impegni presi nel 2015, in occasione della Conferenza sul clima di Parigi, in fatto di riduzione dell’utilizzo degli idrocarburi”.

“I prossimi passi da intraprendere ora – conclude Biancani – sono quelli di un coinvolgimento capillare dei comuni, primi e principali soggetti istituzionali a contatto della cittadinanza, nella campagna di informazione e promozione del referendum, proprio a partire dalla mozione che è stata preparata, e delle associazioni, dei comitati e dei singoli cittadini a favore del referendum”.

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