Far west al ristorante fanese: coppia aggredisce i 2 titolari e i carabinieri accorsi. “Ci devono dei soldi”

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14 marzo 2016

FANO – Lui, 50 anni, pescatore, con un buon curriculum criminale alle spalle, lei, 42 anni dipendente di una pescheria, sabato sera, incoraggiati da qualche bicchiere di troppo, hanno deciso che dovevano riscuotere a tutti i costi un credito da un ristoratore del posto.

Il pescatore si presenta al locale, entra nelle cucine e aggredisce subito il proprietario: “Io sono matto, ti spacco tutto il locale… io ti ammazzo… ti brucio il locale…”. Il proprietario riconosce l’uomo in quanto dipendente della pescheria dove si rifornisce abitualmente ma non capisce il motivo dell’intrusione. Nel frattempo interviene la moglie, contitolare del locale, e si frappone tra i due uomini confidando in un atteggiamento meno aggressivo. Di risposta il pescatore la spinge facendola cadere a terra. La donna, decisa e risoluta, si rialza e a muso duro chiede conto e ragione del comportamento tenuto. In un escalation di violenza il pescatore risponde alla donna colpendola con due ceffoni.

La cucina è a vista e il trambusto richiama i clienti del locale che sopraggiungono per contenere il pescatore. Con fatica riescono a convincerlo ad uscire dal locale.

Appena uscito, l’uomo afferra un pesante posacenere in ferro da esterno per scagliarlo contro la vetrata. Mentre il proprietario chiama i carabinieri, la moglie, per proteggere la vetrina, esce dal locale e afferra il posacenere. L’uomo, forte e possente, trascina il posacene e la donna ma, quest’ultima, non molla la presa.

Il pescatore era arrivato insieme alla compagna. Anch’essa alterata dall’abuso di alcool,  inizialmente, all’interno del locale finge di non conoscerlo mentre, appena uscita fuori, oltre ad aizzarlo, aggredisce chiunque si avvicini per calmarlo. Ad un povero malcapitato strappa una ciocca di capelli graffiandolo a sangue sulla fronte.

Dopo pochi secondi arriva una pattuglia di carabinieri. I proprietari e i clienti si chiudono dentro il locale. Il pescatore prova a sfondare la porta ma un carabiniere lo placca e lo immobilizza. Il secondo carabiniere, con molta più difficoltà, cerca di bloccare la donna che reagisce con pugni, schiaffi, graffi e morsi.

Riportata un’apparente calma i carabinieri, dopo aver appurato l’accaduto, chiedono i documenti al pescatore e alla compagna. Il primo si rifiuta e si scaglia contro un carabiniere, la donna aggredisce l’altro. Dopo circa 20 minuti i due vengono ammanettati e caricati sul mezzo dei carabinieri. Il pescatore, benché con i polsi bloccati nel tragitto, riesce comunque a danneggiare la paratia che frappone i componenti dell’equipaggio ai trasportati.

Giunti in caserma, al pescatore è stato chiesto il motivo del gesto. L’uomo sostiene di vantare un cospicuo credito verso il ristoratore più volte preteso e mai onorato. Il ristoratore, di contro, afferma di avere una piccola somma da saldare ma il rapporto è esclusivamente con il titolare della ditta dove lavora l’uomo e con il quale non ha mai avuto problemi.

Nel frattempo la contitolare del locale veniva curata al pronto soccorso e ne usciva con 5 giorni di prognosi per “distorsione e distrazione della spalla destra”. I due carabinieri se la cavavano con 3 giorni di prognosi per diversi traumi al dorso, alle spalle ed alle mani.

Il pescatore e la compagna sono stati arrestati in flagranza di reato per violenza, minaccia e oltraggio a pubblico ufficiale, rifiuto di fornire le generalità, danneggiamento aggravato e lesioni personali. Ulteriori indagini serviranno a verificare se la pretesa di denaro fosse legittima o estorsiva.

Il giudice ha convalidato l’arresto e rimesso in libertà i due anche in considerazione dell’atteggiamento tenuto in tribunale. Infatti entrambi hanno mostrato  “franca e piena ammissione dei fatti e rispetto per l’operato delle forze dell’ordine”. Chiesti termini a difesa, il processò si terrà il 12 aprile.

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