Un weekend con le 24esime Giornate Fai di Primavera. Ecco tutte le ‘chicche’ nascoste che si schiudono al pubblico

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14 marzo 2016

PESARO – Tornano sabato 19 e domenica 20 marzo, le Giornate FAI (Fondo per l’Ambiente Italiano) di Primavera, giunte quest’anno alla XXIV edizione, un’occasione da non perdere per conoscere molto del patrimonio artistico più nascosto. Sul territorio nazionale, infatti, verranno eccezionalmente aperti 900 beni generalmente chiusi al pubblico disseminati su 380 città in tutta Italia. Una grande festa di piazza dedicata alla cultura. Dal 1993 a oggi, sono stati 8,5 milioni i visitatori che hanno preso parte alle Giornate riscoprendo capolavori nascosti e monumenti dimenticati.

La proposta del Fai ha una tappa importante anche a Pesaro grazie alla collaborazione ‘istituzionale’ tra la delegazione di Pesaro e Urbino del Fondo per l’Ambiente Italiano e il Comune che partecipa all’iniziativa con gli assessorati alla Bellezza, Crescita e Operatività, quest’ultimo con il contributo prezioso del Centro Operativo per interventi di manutenzione all’arco di accesso a Villa Miralfiore su via Solferino. Come accade ormai in modo consolidato, protagoniste delle Giornate sono anche le scuole con le apprezzatissime visite guidate a cura dei giovani e appassionati ‘Apprendisti Ciceroni’. Partecipa anche il conservatorio Rossini, i cui allievi sono protagonisti di alcuni piacevoli momenti musicali tra sabato e domenica.

Le responsabili Fai

Le responsabili Fai

Il pacchetto 2016 dei luoghi aperti alla fruizione è particolarmente ghiotto ed è composto da: giardini di Villa Miralfiore e parco Miralfiore, musei Morbidelli e Officine Benelli – di recente entrate a far parte del circuito ‘Pesaro Musei’ -, Giardini di Villa Guerrini ‘Le Limonaie di Muraglia’ con l’Oratorio di Sant’Emidio. Importante ricordare che, come regolamentato dal FAI, le Giornate prevedono un luogo il cui ingresso è riservato ai soci FAI, sempre più numerosi e motivati a ‘farsi carico’ del patrimonio culturale. Quest’anno si tratta di Villa Miralfiore: le iniziative previste in questa sede sono aperte esclusivamente agli iscritti FAI; per chi lo desidera l’iscrizione può essere fatta direttamente presso la villa prima della visita.

 

Il calendario delle due giornate taglia il nastro sabato 19 alle 10.30 ai giardini di Villa Guerrini; qui a un momento musicale degli allievi del conservatorio Rossini si affianca la visita guidata da Anna Maria Benedetti, figura storica del FAI pesarese, e dall’architetto Roberta Martufi. La conclusione invece è per domenica 20 alle ore 20, alle Officine Benelli con un aperitivo e un omaggio musicale a Fabrizio De André. In mezzo due giornate dedicate alla bellezza con tante occasioni per conoscere storia e architettura del territorio anche attraverso il racconto delle giovani generazioni.

Info www.pesarocultura.it; per conoscere tutte le iniziative su scala regionale e nazionale www.giornatefai.it

 

Che cosa si visita a Pesaro

SABATO 19 MARZO

< Giardini di Villa Guerrini “Le Limonaie di Muraglia” e Oratorio Sant’Emidio – via Flaminia 307

ore 10.30 apertura delle GFP 2016

Momento musicale a cura degli allievi del conservatorio Rossini

Visita guidata a cura della professoressa Anna Maria Benedetti e dell’architetto Roberta Martufi

10-12.30, 15-17.30 visite guidate a cura degli Apprendisti CiceroniÒ: Istituto Statale Comprensivo G. Leopardi, Istituto Tecnico Agrario A. Cecchi, Istituto Superiore Donati di Fossombrone

 

 

< Giardini di Villa Miralfiore e Parco Miralfiore via di Villa Miralfiore 8 – via Solferino

N.B. Ingresso riservato ai soli Iscritti FAI – possibilità di iscrizione in loco

10-12.30 / 15-17:30

2 (8)Visite guidate ai giardini della Villa a cura degli Apprendisti CiceroniÒ: Liceo Classico “G.L. Storoni” La Nuova Scuola.

Visite Guidate al Parco a cura del I.I.S. S.Marta-G.Branca – in collaborazione con Andrea Fazi che negli stessi orari di apertura accoglierà i visitatori presso l’area naturalistica protetta Brilli Cattarini (gruppi da 25 a cadenza oraria).

10-12.00

Laboratorio per bambini a cura di Ittico Artlab presso la veranda di Campo Base, all’entrata al Parco su via Solferino

 

< Officine Benelli – viale Goffredo Mameli 22

10-12:30 / 15-18:30

Visite guidate a cura degli Apprendisti CiceroniÒ: liceo scientifico “E.Piccinini” La Nuova Scuola, IPSIA ”G. Benelli”

ore 16

Momento musicale a cura degli allievi del conservatorio Rossini

Lettura a cura di Lucia Ferrati: “Veemente dio di una razza d’acciaio”. Elogio alla velocità e ai motori, di Filippo Tommaso Marinetti

Incontro con i centauri Paolo Campanelli e Silvio Grassetti, “i due Leoni di Pesaro”

 

< Museo Morbidelli – via Fermo 39

10-12.30 / 15-18.30 Visite guidate a cura degli Apprendisti CiceroniÒ: liceo scientifico “G. Marconi”, IPSIA ”G. Benelli”

 

DOMENICA 20 MARZO

< Giardini di Villa Miralfiore e Parco Miralfiore via di Villa Miralfiore 8 – via Solferino

Ingresso riservato ai soli Iscritti FAI – possibilità di iscrizione in loco

ore 10.30 Villa Miralfiore

Momento musicale a cura degli allievi del conservatorio Rossini

Conferenza a cura di: Annamaria Ambrosini Massari, Rodolfo Battistini, Roberta Martufi

Ingresso su prenotazione – riservato agli Iscritti FAI (fino ad esaurimento posti); info e prenotazioni

3394849563 (Giuseppe), g.bellino@metisetechne.com

10-12.30 / 15-17:30

Visite guidate ai giardini della Villa a cura degli Apprendisti CiceroniÒ: Liceo Classico T. Mamiani

Visite Guidate al Parco a cura del Liceo Artistico F. Mengaroni – in collaborazione con Andrea Fazi che negli stessi orari di apertura accoglierà i visitatori presso l’area naturalistica protetta Brilli Cattarini (gruppi da 25 a cadenza oraria).

10-12.00

Laboratorio per bambini a cura di Ittico Artlab presso la veranda di Campo Base, all’entrata al Parco su via Solferino

 

< Giardini di Villa Guerrini “Le Limonaie di Muraglia” e Oratorio Sant’Emidio – via Flaminia 307

10-12:30, 15-17:30 Visite guidate a cura degli Apprendisti CiceroniÒ: istituto statale comprensivo G. Leopardi, istituto tecnico agrario A. Cecchi, istituto superiore Donati di Fossombrone

ore 11.30: visita guidata a cura della paesaggista Antonella Melone

ore 16.00: visita guidata a cura della professoressa Anna Maria Benedetti

 

< Museo Morbidelli via Fermo 39

10-12:30 / 15-18:30 Visite guidate a cura degli Apprendisti CiceroniÒ: liceo scientifico “G. Marconi”, IPSIA ”G. Benelli”

ore 16:00

Momento musicale a cura degli allievi del conservatorio Rossini

Incontro con il centauro Ivan Lazzarini: “…e la storia continua”

 

< Officine Benelli viale Goffredo Mameli 22

10-12:30 / 15- 18:30 Visite guidate a cura degli Apprendisti CiceroniÒ: ITIS “E. Mattei” di Urbino, IPSIA ”G. Benelli”

3 (7)ore 20 chiusura delle GFP 2016 e Festa di Primavera

Apericena (€ 5,00) – Omaggio a Fabrizio De André con il gruppo musicale ‘Le Nuvole’

 

URBINO – Programma XXIV Giornate FAI di Primavera – 19 e 20 marzo 2016 

Palazzo Mauruzi della Stacciola (ex Tribunale)  P.zza Gherardi

Sabato 19, ore 10:00 – ore 12:30 / ore 15:00 – ore 18:30

Domenica 20, ore 10:00 – ore 12:30 / ore 15:00 – ore 18:30

Sabato 19, ore 11:00 e ore 16:00 – visita guidata a cura della Dott.ssa Agnese Vastano

Domenica 20, ore 11:00, ore 16:00, ore 17,00 – visita guidata a cura del Dott. Andrea Bernardini e del Dott. Tiziano Mancini

Palazzo Paciotti Passionei Via Valerio, 9

Sabato 19, ore 10:00 – ore 12:30 / ore 15:00 – ore 18:30

Domenica 20, ore 10:00 – ore 12:30 / ore 15:00 – ore 18:30

Visite guidate a cura degli Apprendisti CiceroniÒ: Liceo Artistico Scuola del Libro

Domenica 20, ore 16:00 – visita guidata a cura del prof. Adriano Calavalle

Gabinetto di Fisica: Museo Urbinate della Scienza e della Tecnica P.zza della Repubblica

Sabato 19, ore 10:00 – ore 12:30 / ore 15:00 – ore 18:30

Domenica 20, ore 10:00 – ore 12:30 / ore 15:00 – ore 18:30

Visite guidate a cura degli Apprendisti CiceroniÒ:

Liceo Scientifico Laurana di Urbino, Istituto Tecnico Industriale Statale E. Mattei di Urbino

Oratorio della Morte Via di Porta Maia, 16

Sabato 19, ore 10:00 – ore 12:30 / ore 15:00 – ore 18:30

Domenica 20, ore 10:00 – ore 12:30 / ore 15:00 – ore 18:30

Visite guidate a cura degli Apprendisti CiceroniÒ: Liceo Artistico Scuola del Libro di Urbino

Domenica 20, ore 16:00 Conferenza a cura del prof. Luigi Bravi

 

 

 

FANO – Programma XXIV Giornate FAI di Primavera – 18, 19 e 20 marzo 2016

 

Palazzo Bracci Pagani Corso Matteotti – Via Arco d’Augusto

Venerdì 18, ore 17:00 – 19:00 (riservato iscritti FAI)

Sabato 19, ore 10:00 – ore 12:30 / ore 15:00 – ore 18:30

Domenica 20, ore 10:00 – ore 12:30 / ore 15:00 – ore 18:30

Visite guidate a cura degli Apprendisti CiceroniÒ: Liceo Artistico Apolloni , Scuola Media Paladino

Venerdì 18, ore 17:00-19:00 – Apertura delle Giornate FAI 2016 (riservato iscritti FAI)

Inaugurazione del Museo

Momento musicale a cura degli allievi del Conservatorio Rossini di Pesaro 

 

 

CAGLI – Programma XXIV Giornate FAI di Primavera – 19 e 20 marzo 2016

 

Cantiere della Rocca, Soccorso Converto e Torrione di Francesco di Giorgio Martini (XV sec.) Cagli, Rocca, Strada Monte Petrano, 3 – Torrione, Via del Torrione, snc.

Sabato 19, ore 9:30 – ore 12:30 / ore 14:30 – ore 18:30

Domenica 20, ore 9:30 – ore 12:30 / ore 14:30 – ore 18:30

Visite guidate a cura degli Apprendisti CiceroniÒ: Istituto Statale Comprensivo Franco Michelini Tocci di Cagli

Domenica 20, ore 17:00 (Torrione)

Momento musicale a cura degli allievi del Conservatorio Rossini di Pesaro

 

  

APECCHIO – Programma XXIV Giornate FAI di Primavera – 19 e 20 marzo 2016

 

Percorso nel Centro Storico: Palazzo Ubaldini (Inizio del Percorso, PUNTO di ritrovo FAI),

Museo dei Fossili, Ex quartiere ebraico, Vicolo degli Ebrei, Santuario SS Crocifisso, Chiesa della Madonna della Vita, Chiesa di S. Caterina d’Alessandria, Piano di Velluto, Acqua solfurea, Ponte Medioevale – Madonna del Cardellino, Chiesa di S. Lucia, Torre dell’orologio, Macina da Guado

Sabato 19, ore 10:00 – ore 12:30

Domenica 20, ore 15:00 – ore 17:30

Visite guidate a cura degli Apprendisti CiceroniÒ: Istituto Comprensivo “Scipione Lapi”

Domenica 20, dalle 15:00 alle 16:30, visita guidata a cura di Daniela Rossi

Momento musicale a cura degli allievi del Conservatorio Rossini di Pesaro: ore 17:00 – Teatro G. Perugini

 

  

PIOBBICO – Programma XXIV Giornate FAI di Primavera – 19 e 20 marzo 2016

 Chiesa di Santo Stefano (Altura fra Via Roma e Via D. Alighieri)

Fornaci Romane (Viale Marconi – Istituzione Museale Privata di Antonio Carli)

Sabato 19, ore 10:00 – ore 12:30

Domenica 20, ore 15:00 – ore 18:00

Visite guidate a cura degli Apprendisti CiceroniÒ: Istituto Comprensivo “Scipione Lapi”

Domenica 20, ore 17:00 – Chiesa di Santo Stefano

Momento musicale a cura degli allievi del Conservatorio Rossini di Pesaro

 

 

XXIV Giornate FAI di Primavera_19 e 20 marzo 2016

Delegazione FAI di PESARO URBINO

PESARO (PU)

Giardini di Villa Miralfiore e Parco Miralfiore

Appartenuta originariamente agli Sforza, la “Possessione di Villa Miralfiore” fu acquistata nel 1559 dal Duca Guidobaldo II Della Rovere, che ristrutturò completamente l’edificio ed il giardino, avvalendosi forse dell’opera di Bartolomeo Genga e Filippo Terzi. L’edificio presenta struttura asimmetrica, con il lato d’ingresso porticato. Di grande interesse, all’interno, affreschi attribuiti a Federico Zuccari e Antenore Ridolfi. Alla struttura della villa sono addossati i giardini: il “giardino della fontana” suddiviso in sei comparti delimitati da siepi di bosso, con la fontana “ornata di quattro statuette di bronzo rappresentanti scimie in diversi atti” ed una pergola quadrangolare, oggi scomparsa; due terrazzamenti a quote leggermente inferiori, cinti da spalliere di agrumi; una parte del giardino sistemata da Girolamo Arduini nel 1583, oggi scomparsa, raggiungibile attraverso una scala a rampe contrapposte. Nel corso dei secoli il disegno generale d’impianto del giardino è rimasto pressochè inalterato e l’insieme costituisce uno degli esempi più importanti di giardino storico delle Marche. Il complesso rappresentava la principale tenuta agricola di proprietà dei Della Rovere nel territorio pesarese. La vasta proprietà era organizzata da due viali alberati tra loro ortogonali, le cui estremità erano segnate da due portali simili. Il portale ancora esistente, che si erge su via Solferino, rappresenta oggi l’ingresso al Parco urbano di Miralfiore.

Giardini di Villa Guerrini “Le Limonaie di Muraglia” e Oratorio Sant’Emidio

Situata nel quartiere di Muraglia, la villa è posta alla base della dolce pendice del colle Ardizio, affacciata sul tracciato antico della via Flaminia con un lungo e severo prospetto alla cui estremità destra si trova un Oratorio dedicato a Sant’Emidio. All’esterno nulla tradisce la bellezza che si può godere varcato il portale d’ingresso.

La costruzione risale al 1787, quale casino di villeggiatura voluto dal nobile abate Vincenzo Giordani. Il predio successivamente andò alla nipote Vittoria Macchirelli e alla famiglia Gennari. Nel 1893 la villa venne acquistata da Guerrino Guerrini, ai cui eredi ancora appartiene. Da allora l’ubicazione della villa è completamente mutata poiché il massiccio inurbamento ha sacrificato la villa privandola dei terreni liberi circostanti che la legittimavano come luogo di villeggiatura. Il giardino situato alle spalle del corpo dell’edificio, è una corte interna che risulta limitata, oltre che dal corpo rettangolare della stessa villa, anche da una casa colonica che lo chiude sul versante nord e, dagli altri lati, da un loggiato adibito a serra per il ricovero invernale delle piante di limoni. Una cancellata con pilastri divide l’area verde in due parti, la prima delle quali è semplicemente un prato cinto da cipressi e piante in vaso, mentre la seconda ha un assetto formale con aiuole quadrilatere perimetrate da siepi di bosso e un bacino centrale.

L’Oratorio, denominato oggi “Oratorio Guerrini”, era un tempo intitolato a Sant’Emidio e aperto al culto pubblico. Sull’altare un quadro rappresentante Sant’Emidio, opera di Pietro Lanzi.

Museo Storico Officine Benelli

Le Officine Benelli rappresentano l’ultimo esempio di archeologia industriale nella nostra provincia, sede storica dell’Azienda metalmeccanica che ha contribuito a scrivere la storia di Pesaro. Costruito nei primi del 900, fu sede della segheria a vapore Molaroni che nel 1921 inizierà la produzione di motociclette fino alla chiusura, nel 1927. Nel 1931 la Benelli S.p.A. acquista questo edificio per ampliare la propria azienda di motociclette, ormai famosa in tutta Italia grazie alle vittorie del più giovane dei sei fratelli, Tonino Benelli, il primo di una grande dinastia di piloti che renderà famoso questo territorio.

La fabbrica Benelli prima della seconda guerra Mondiale occupava circa 25.000 mq e contava 1.000 dipendenti. La struttura rimasta, mille metri quadrati, è stata completamente restaurata grazie ad un accordo del Comune di Pesaro con il Moto Club Pesaro T. Benelli e il Registro Storico Benelli. Nei locali della vecchia fabbrica Benelli sono oggi in esposizione permanente 150 motociclette Benelli e MotoBi. La straordinaria storia dei sei fratelli Benelli viene narrata dai soci dei due sodalizi che gestiscono il museo e coinvolgono i visitatori in una ambientazione unica nel suo genere, poichè le motociclette esposte sono state progettate e costruite proprio in quei locali.

Presso i locali delle Officine è presente una ricca biblioteca di settore, donata da Vittoria Baldi alla scomparsa del marito Paolo Albini Riccioli che, oltre ad essere stato addetto stampa della Benelli, è stato il fondatore della Delegazione FAI di Pesaro Urbino nel 1994.

Museo Morbidelli

Il Museo si estende su una superficie di 3.200 metri quadri, sulla stessa area in cui sorgeva la Fabbrica Morbidelli che occupava 8.500 metri quadri, azienda leader nel mondo per la produzione di macchine utensili per la lavorazione del legno. E’ una collezione privata di 350 motociclette che vanno dall’inizio del secolo agli anni ‘90. Cinquanta di queste moto, SONO PEZZI UNICI AL MONDO.

Giancarlo Morbidelli, classe 1934, iniziò a costruire motociclette da competizione all’interno della sua fabbrica in un reparto corse di soli 100 metri quadrati, lavorando con un ingegnere e tre tecnici: con queste “forze” riuscì a conquistare 4 TITOLI MONDIALI PILOTI e 4 TITOLI MONDIALI COSTRUTTORI, battendo in pista i colossi giapponesi ed europei dell’epoca. OTTO sono i TITOLI NAZIONALI conquistati.

Nel 1997 Morbidelli ha costruito, in soli 4 esemplari, la Morbidelli 850cc da strada, disegnata insieme a PININFARINA ed esposta al Museo Guggenheim di Bilbao e a Las Vegas: attualmente non ha eguali nel panorama motociclistico mondiale. Il Museo Morbidelli è la PRIMA collezione PRIVATA in Europa, la SECONDA nel mondo.

URBINO

Palazzo Mauruzi della Stacciola (ex Tribunale)

Risalente al XVI sec, il palazzo fu abitato in origine da un capitano al servizio dei Della Rovere e successivamente, fu acquistato dai Mauruzi della Stacciola (discendenti dal capitano Nicolò Mauruzi da Tolentino), che si erano stabiliti ad Urbino. Soprattutto a cavallo tra Settecento e Ottocento il palazzo fu oggetto di diversi restauri e rimaneggiamenti, che ne hanno cambiato la struttura iniziale, specie quella della facciata. Nel corso di questi restauri, una parte dell’edificio fu unita al vicino Palazzo Passionei Paciotti.

Nel 1933 il palazzo fu venduto al comune di Urbino che ne fece la sede del Tribunale. Si deve a quel periodo un ulteriore rimaneggiamento dell’immobile al fine di adeguarlo al nuovo utilizzo. Negli anni ’80 la sede del Tribunale venne trasferita e il Palazzo restò inutilizzato.

Degna di nota la decorazione di una sala al piano nobile, raffigurante una serie di ritratti d’illustri personaggi di Urbino, opera di Antonio Rondelli.

Palazzo Paciotti Passionei

Il Palazzo rappresenta la più alta testimonianza di architettura civile urbinate del ‘400, tanto che la critica vi scorge l’opera di maestranze attive in Palazzo Ducale.

Esso fu costruito su un torrione della vecchia cinta muraria, fu ritenuta dimora di uno dei quattro rami della famiglia Montefeltro. Il Duca Federico lo cedette ad uno della casata dei Passionei i quali furono sempre suoi famigliari. Tra gli altri dalla famiglia nacque nel 15°secolo il Beato Benedetto Passionei, cappuccino, apostolo in Europa, grande taumaturgo. Nella seconda metà del ‘500 ai Passionei subentrarono i Paciotti tra cui spicca Francesco, insigne architetto civile e militare. Dopo alterne vicende che ne determinarono il degrado, il Palazzo passò nei primi anni del ‘900 ai conti Ligi e da questi nel 1972 all’Università, alla quale si deve il merito di aver riconsegnato alla città un bene così pregevole.

Gabinetto di Fisica: Museo Urbinate della Scienza e della Tecnica

Luogo di grande valore culturale e scientifico assai poco noto al grande pubblico. Una visita guidata al Museo permette di conoscere l’evoluzione della scienza della fisica partendo da preziosi e antichi strumenti fino a quelli attuali. Esso testimonia che oltre alla incomparabile stagione della scienza rinascimentale urbinate vi fu, soprattutto nell’800 uno sviluppo degli studi scientifici in Urbino, documentato non solo dalla rarità e originalità di alcuni pezzi della collezione, ma anche da una didattica particolarmente efficace.

Il “Gabinetto di Fisica: Museo urbinate della Scienza e della Tecnica” è un’istituzione museale dell’Università di Urbino “Carlo Bo” ubicata nel centro storico della città, presso il settecentesco Palazzo degli Scolopi. Quale struttura universitaria il Gabinetto di Fisica ha una storia recente, ma le sue origini lo collocano come la più antica istituzione scientifica dell’Università di Urbino.

Oratorio della Morte

La piccola chiesa venne edificata nel 1595 per ospitare la Confraternita della Morte, che trae la sua origine dalla devozione dell’urbinate Alessandro Codignola, il quale con un gruppo di amici esercitava atti di pietà. Il gruppo poco dopo, assunse il nome di Compagnia della Morte, dal momento che, oltre a svolgere altre pratiche religiose, era diventato assiduao nell’accompagnare in chiesa i defunti indigenti. L’interno dell’Oratorio, si presenta ad aula unica con copertura a botte. Sull’altare troneggia il maestoso dossale, disegnato dal Barocci nel 1599 e intagliato dagli urbinati Francesco Amorosi e Valerio Armellini, che racchiude la grande pala della Crocefissione, ordinata a Barocci dalla Confraternita nel 1597 e compiuta nel 1603. Si tratta di un’opera non completamente autografa che raffigura Cristo crocifisso, la Vergine, San Giovanni e la Maddalena, in uno sfondo notturno, coronato da angeli piangenti. Il Crocifisso è un brano di raffinata bellezza, ritenuto autografo dal Bellori fino alla critica più recente, testimonianza della ricerca che il pittore andava conducendo in quegli anni e trait-d’union, tra il Crocifisso del Duomo di Genova (1596) e il Crocifisso spirante del Prado (1604). Le figure ai piedi del Crocifisso, come scrive il Lazzari (1801), furono ritoccate da un altro pennello, che si ritiene sia quello del Viviani, a causa della caduta di un fulmine.

FANO

Palazzo Bracci Pagani

Palazzo Bracci Pagani è un edificio del ‘700/’800 ed è appena stato restaurato dalla Fondazione della Cassa di Risparmio di Fano per realizzare un  polo museale organizzato su quattro piani che sarà inaugurato ed aperto al pubblico per la prima volta in occasione delle GFP 2016.

All’interno si trovano una ricca raccolta di oggetti d’avorio antichi, una raccolta di reperti archeologici e monete antiche coniate a Fano dal 300 all’800, nonchè, in previsione, una biblioteca di libri sulla ceramica donata dal prof. Giancarlo Bioiani, direttore del Museo del Ceramica di Faenza.

CAGLI (PU)

Cantiere della Rocca, Soccorso Converto e Torrione di Francesco di Giorgio Martini

Cagli, Rocca, Strada Monte Petrano, 3 – Torrione, Via del Torrione, snc.

Il consolidamento dei paramenti murari e lo scavo in corso hanno fatto riemergere parte della Rocca romboidale progettata da Francesco di Giorgio Martini per il Duca Federico da Montefeltro. Questa avveniristica “macchina bellica” fu conquistata nel 1502 dal Valentino con l’inganno ed in parte resa inservibile.

Sulle teorizzazioni e sulle fabbriche di Francesco di Giorgio Martini per tre secoli si sono confrontati gli architetti militari europei. La riemersione della Rocca (collegata al sottostante Torrione grazie ad un passaggio segreto ancor oggi percorribile) conferma la fedeltà al disegno autografo e rende leggibili i tratti innovativi di questa fortificazione costruita ex novo in un tempo contrassegnato da forte sperimentazione architettonica.

Mentre sono comuni gli scavi di castelli e fortificazioni è molto raro, come ha sottolineato Salvatore Settis, lo scavo di una Rocca degli anni Ottanta del Quattrocento progettata da un genio di fama internazionale quale è Francesco di Giorgio Martini (Siena, 1439-1501).

L’accesso al pubblico al cantiere della Rocca (avviato nel 2013 e sostanzialmente giunto al termine limitatamente alla prima tranche di lavori) è un’anteprima per la XXIV Giornata FAI di Primavera 2016.

APECCHIO

Percorso nel Borgo

Apecchio fu fondata nell’ottavo secolo avanti Cristo dai Piceni, cui seguirono gli Umbri e i Romani. Nel settimo secolo dopo Cristo appartenne al regno Longobardo di “Tuscia” che istituì la regione della “Vaccareccia” della quale fu capitale. Sino al Trecento fu dominio del Vescovo-Conte di Città di Castello. Nel 1410 divenne proprietà della famiglia Ubaldini della Carda e nel 1514 fu elevata a titolo di contea e tale rimase fino al 1752. La storia di Apecchio ha lasciato significative testimonianze, le più importanti appartenenti al periodo medievale: il Ponte Medievale “a schiena d’asino” del XIII secolo, ad arcata unica; la trecentesca Chiesa di Santa Lucia; la Torre Campanaria del XIV secolo detta “Torre dell’Orologio”; la Macina da Guado; il Palazzo Ubaldini, costruito su progetto di Francesco di Giorgio Martini nel 1477, nei cui sotterranei ha sede il prestigioso Museo dei Fossili e Minerali del Monte Nerone, mentre al piano terra ha sede il Teatro Comunale intitolato al Maestro Giuseppe Perugini. Il Quartiere Ebraico; la Pieve di San Martino, che costudisce l’immagine del SS. Crocifisso che la tradizione popolare vuole miracoloso; la Chiesa della “Madonna della Vita” (sec. XIII); il viale erboso denominato di “Velluto” e la storica Fonte di Acqua Solfurea.

PIOBBICO

Fornaci Romane – Istituzione Museale Privata di Antonio Carli

Chiesa di Santo Stefano

Fornaci Romane. Durante i lavori di restauro di una casa del centro storico di Piobbico è venuta alla luce una fornace di età romana che presenta tre camere di cottura distinte ed un complesso ed interessante sistema per il convogliamento dell’aria calda. Le fornaci si affacciavano su un cortile delineato da tre pareti in pietra.

Sono conservati gli archi in laterizio che sostenevano il piano di cottura e le bocche di alimentazione, che si aprono in un muro a conci di pietra che funge ad un tempo da contenimento e da facciata.

Chiesa di S. Stefano alla Murata. La chiesa sostituì l’omonima chiesa distrutta dal terremoto nel 1781. Fatta erigere da Don Ulderico Matterozzi Brancaleoni, in essa sono confluite tutte le opere d’arte che ornavano la chiesa più antica.

L’elegante facciata in mattoni è impreziosita dal travertino bianco degli elementi architettonici, quali le cornici delle finestre e del timpano e il portale centrale, nella cui lunetta campeggia lo stemma dei Brancaleoni.

L’attuale rifacimento neoclassico risale alla fine del XVIII secolo, ma conserva opere pregevoli provenienti dall’antica sede. Celebri le tavole del Riposo della Sacra Famiglia durante la Fuga in Egitto, opera del Barocci e la serie di statue di profeti e personaggi biblici, attribuiti al Brandani.

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