Un altro mattone su “La Fabbrica del Carnevale”. Con Italo Rota si progetta il futuro del Sant’Arcangelo

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15 marzo 2016

FANO  – Nuova sede per il secondo incontro de “La Fabbrica del Carnevale” in cui i protagonisti saranno i fanesi appassionati della manifestazione più antica d’Italia e della loro città, e Italo Rota, il maestro dell’architettura e del design chiamato a interpretare lo spazio dell’ex collegio Sant’Arcangelo come spazio-creativo e culturale della creatività.

Il giardino del Sant'Arcangelo

Il giardino del Sant’Arcangelo

L’appuntamento è in programma sabato 19 marzo, alle ore 17.30, nella palestra Venturini di via XII Settembre. “Abbiamo deciso – ha detto il vice sindaco e assessore alla Cultura e Turismo Stefano Marchegianidi lasciare la bellissima ma di certo più istituzionale ‘sala Verdi’ per accogliere i cittadini nella palestra Venturini. Come suggerito da Rota l’incontro si svolgerà in uno spazio maggiormente partecipativo in cui sarà possibile discutere senza impacci delle idee di progetto per il nuovo Sant’Arcangelo“.

Obiettivo dell’amministrazione e dell’architetto e designer, che si siederà tra i presenti per mostrare e approfondire le prime suggestioni di progetto da lui realizzate, è formare un gruppo di lavoro in grado di trasformare il complesso di corso Matteotti in spazio espositivo, ricettivo e laboratorio creativo; un luogo in cui ospitare nuove startup, far emergere le eccellenze presenti sul territorio, trasformare le attitudini in progetti.

Prosegue dunque l’iter previsto dal bando a cui Fano partecipa insieme a Pesaro nell’ambito degli ITI – investimenti territoriali integrati che la Regione Marche pone a bando a valere sui fondi strutturali 2014-2020.

Italo Rota

Italo Rota

“Durante la serata – assicura Marchegiani – il complesso di corso Matteotti verrà analizzato in maniera specifica. Le suggestioni raccontate da Italo Rota al pubblico presente il 5 marzo nella sala Verdi verranno trasformate in approcci progettuali dedicati allo spazio architettonico”.

Quella “sostanza edilizia” citata da Rota che l’architetto punta a plasmare sull’identità cittadina: “Dobbiamo azzerare il luogo in cui oggi siamo e ripartire da un concetto basso di materia – ha detto l’architetto e designer – e su questa trovare un’espressione solo nostra per forgiare un tema particolare da sviluppare, il carnevale appunto”.

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