Anche Ricci sul Treno Verde di Legambiente: “La Bicipolitana è il nostro antidoto all’inquinamento. Cento chilometri entro il 2019″

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16 marzo 2016

PESARO – «Continuare a investire sulla bicipolitana è l’azione più incisiva che possiamo mettere in campo, in termini di salubrità e riduzione dell’inquinamento». Matteo Ricci rilancia sulle ciclabili dentro la carrozza del Treno Verde di Legambiente e Ferrovie dello Stato, nella tappa pesarese della campagna dedicata al monitoraggio della qualità dell’aria nelle città italiane.

Treno verde uno«Nel 2016 partiranno altri due milioni di lavori per estendere la rete della bicipolitana. Che passerà così da 79 a 86 chilometri: l’obiettivo è arrivare a 100 chilometri entro il 2019. Legambiente attesta che un pesarese su tre, quotidianamente, usa la bici per gli spostamenti. Un dato che potrebbe essere quantificato dall’associazione, per misurare il suo valore sul piano della salute e della riduzione dell’inquinamento, insieme agli altri parametri utili per intervenire sulle criticità». Per il sindaco, quindi, si andrà avanti sulla linea: «Se aumenta il numero delle persone che usa la bici diminuisce, di conseguenza, il traffico automobilistico. E si rende strutturale il contributo che diamo, come città, a una mobilità diversa. E’ un modello di sviluppo differente». Aggiunge: «Puntiamo radicalmente sulle ciclabili perché per Pesaro, come per gran parte delle città costiere delle Marche, la Statale passa tra centro e mare. Ed è una delle arterie principali: difficile quindi chiuderla senza compromettere la viabilità. E l’autostrada, in aggiunta, è nella prima periferia: aspetti strutturali che limitano l’efficacia delle azioni sulla viabilità. Ecco perché, partendo da questi presupposti, ci stiamo concentrando sullo sviluppo della bicipolitana». Sulla misurazione della qualità dell’aria, Ricci riprende l’idea della bandiera trasparente, lanciata da presidente della Provincia: «La ripropongo alla Regione e a Legambiente. Abbiamo le bandiere blu per il mare, quelle arancioni per i borghi: manca una certificazione sulla salubrità dell’aria. Che può essere un modo per valorizzare le nostre montagne sul filone del turismo ambientale. Eravamo partiti da Carpegna come progetto pilota».

La sala conferenze allestita all'interno del vagone del Treno Verde di Legambiente

La sala conferenze allestita all’interno del vagone del Treno Verde di Legambiente

Sul pm10, in generale, osserva: «Il meccanismo di misurazione di Legambiente, itinerante e più flessibile, è sicuramente interessante: possiamo svilupparlo come ulteriore contributo alle tecniche standard di riferimento. Ma dobbiamo essere realisti: è chiaro che se le centraline si posizionano di fianco alla Statale, come fatto nella campionatura della campagna, si registrano picchi. Che sono anche altrove: quando altri Comuni montani si sono candidati, dopo Carpegna, per la bandiera trasparente, hanno fatto marcia indietro dopo le misurazioni che li posizionavano peggio di centri come Pesaro o Fano. Le polveri volano: nelle Marche risalgono per vallate, attraverso il mare, anche quelle che arrivano dalla pianura padana. E’ un fenomeno confermato dai geologi: non c’è solo la componente del nostro traffico o delle aree industriali». Sull’iniziativa: «Con Legambiente continueremo a lavorare insieme, c’è grande collaborazione. Il Treno Verde è una grande opportunità di crescita culturale verso la sostenibilità».

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