Riparte il Treno Verde di Legambiente, l’Associazione Fvm: “Treno e bici devono essere i nostri alleati”

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16 marzo 2016

Associazione FVM Ferrovia Valle Metauro

PESARO – L’Associazione  FVM insieme al circolo Legambiente Urbino sono stati particolarmente onorati di avere preso parte alla tappa pesarese del “ Treno Verde 2016”. Il tradizionale Treno Verde, organizzato da Legambiente e dal Gruppo Ferrovie dello Stato, quest’ anno tocca numerose città d’Italia, Pesaro compresa, con il proposito di suscitare l’attenzione della gente su temi ambientali come l’inquinamento atmosferico ed acustico.

Come rileva la campagna di Legambiente “PM10 ti tengo d’occhio”, nei primi 50 giorni del nuovo anno ben 18 capoluoghi di provincia su 90 hanno superato il 50% dei giorni di “bonus” a disposizione previsto dalla legge (35 giorni/anno con concentrazioni superiori a 50 µg/m3 di polveri sottili). La stessa città di Pesaro, nonostante la sua “bicipolitana”,  nel 2015 a segnato 45 sforamenti classificandosi al terzo posto nelle Marche dopo Jesi (57) e Falconara (49). Tali dati manifestano che le misure adottate, seppur intenzionalmente positive, non sono sufficienti ad arginare il crescente inquinamento atmosferico; occorre una decisa svolta di cultura e soprattutto di “sistema”  che deve favorire il miglioramento ed il potenziamento del trasporto pubblico. Se infatti in ambito urbano la bicicletta può costituire una possibile alternativa all’auto privata, in buona parte dell’anno per percorsi sull’ordine di 2-3 km., per le distanze medio lunghe essa è perdente perchè incompatibile  con le reali esigenze di spostamento collettivo; non evidenziare questa realtà equivale a nascondere il fatto che le nostre città sono quotidianamente intasate di veicoli.

Treno VerdeL’Associazione FVM da sedici anni sostiene che  non voler ripristinare la linea Fano Urbino costituisce un errore fondamentale ed irrimediabile  non solo per motivi legati all’inquinamento ma anche perchè elimina  le speranze di un futuro riscatto per l’economia  e lo sviluppo del territorio nord marchigiano. Se si vuole ottenere un’inversione della tendenza all’eccessivo uso dell’auto privata  bisogna offrire valide alternative utilizzabili da tutte le fasce di popolazione, soprattutto da quelle  obbligate  a spostamenti superiori ai 3-5 km . Il trasporto pubblico è uno di questi strumenti, quello su ferro è di gran lunga il più capiente, sicuro, veloce ed ecologico.

Non a caso il Governo centrale ha avviato una nuova strategia di investimenti sulla rete ferroviaria italiana: la cosiddetta “cura del ferro”, che si traduce in maggiore sicurezza, alta tecnologia, trasporti più frequenti ed efficienti, qualità e comodità per i viaggiatori soprattutto pendolari, basso tenore di inquinamento. Nove miliardi di risorse aggiuntive, stanziate con le Leggi di Stabilità 2015 e 2016 e con il Decreto “Sblocca Italia” , si sommano agli altri otto miliardi previsti nel prossimo aggiornamento 2016, per un totale di 17 miliardi di euro . Purtroppo la Regione Marche non ha voluto essere premiata nella distribuzione delle risorse , non tanto per volontà ministeriale quanto per la scarsa lungimiranza e la fiacca volontà degli Enti Locali. Poche componenti della “governance” locale  si sono rese conto degli enormi benefici offerti dalla riapertura della linea ferroviaria  per Urbino, naturale collegamento tra l’entroterra e la linea Adriatica  quindi a tutto il sistema “rete” di trasporto sul territorio nazionale.
Esistono anche forti motivazioni di tipo turistico che spingono verso la riattivazione della linea Fano Urbino per un tale scopo.  Il grande ed indiscusso successo delle Ferrovie Turistiche  dal 2013 per opera della Fondazione FS  indica la via da seguire per offrire nuove opportunità ai nostri territori interni e pedemontani recentemente troppo trascurati e privati delle più elementari strutture per un vivere civile

La volontà di spalmare i flussi turistici internazionali su tutto il territorio nazionale indicata dal Mibcat,  è sottolineata dall’ingresso in Fondazione FS dello stesso Ministero del Turismo, che ritiene le ferrovie turistiche un cluster di straordinaria attrazione che ha già dimostrato la propria validità in numerose esperienze estere. Le ferrovie secondarie, ritenute a torto” rami secchi”, stanno diventando in varie parti d’Italia l’opportunità per il rilancio turistico ed economico di territori colpevolmente messi da parte. Tali temi verranno ripresi durante la IX Giornata delle Ferrovie Non Dimenticate che si terrà ad Urbino il prossimo 3 aprile.

L’Associazione Ferrovia Valle Metauro continuerà nella sua opera di studio e diffusione di una cultura che privilegi il bene della collettività per mezzo di strumenti diretti ad una ormai non più rinviabile sostenibilità ambientale, anche grazie ad alleati come Legambiente. Offrendo la sua ospitalità sul suo treno Legambiente ha dimostrato di aver compreso che treno e bici sono perfetti alleati per offrire una vera  alternativa all’auto.

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