Le ceramiche del mondo di Massimo Dolcini a Urbania

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17 marzo 2016

Le ceramiche del mondo

Le ceramiche del mondo

URBANIA – Casteldurante, ovvero Urbania, la piccola città dell’arte di vasaio – per citare Cipriano Piccolpasso – propone in mostra  la preziosa collezione di ceramica d’uso che il noto grafico Massimo Dolcini aveva messo insieme nel corso dei suoi numerosi viaggi per il mondo.

La famiglia Dolcini ha lasciato in deposito ai musei civici di Urbania, già da alcuni anni, questa preziosa raccolta di quasi seicento ceramiche:  una buona parte della collezione sarà in mostra al palazzo ducale di Urbania dal 19 marzo fino al 31 ottobre 2016.

Quello del 2016 è un anno della ceramica per Urbania: la mostra di Dolcini è accompagnata da  un programma articolato che prevede nel mese di giugno un convegno sulle innovazioni nella ceramica, al Barco ducale avranno luogo (luglio e agosto) laboratori e corsi collegati alla mostra di  ceramiche di Massimo Dolcini. E infine nell’autunno Urbania  sarà ospite d’onore al MIC di Faenza, nell’ambito della manifestazione Argilà, con un evento dedicato alla della Collezione Dolcini.

Il palazzo ducale di Urbania  è un luogo privilegiato d’incontro tra la ceramica e la grafica: il primo riferimento va ai “cartoni” che Raffaellino del Colle  preparava per le botteghe dei ceramisti durantini o alle “illustrazioni” del Piccolpasso per rendere chiare le fasi della lavorazione nelle botteghe dei maiolicari.

Ma se la grafica va verso la ceramica, in questa mostra di ceramiche Dolcini del 2016  ci troviamo di fronte ad un altro movimento: è la ceramica che si orienta verso la grafica. E’  quanto pensava Massimo Dolcini raccogliendo nei luoghi più vicini e in quelli più lontani le ceramiche d’uso. Anzitutto per salvarle dalla dispersione: oggetti che erano votati  a perdersi almeno per due ragioni: quella maggiore  che involve nell’oblio – come si usa dire – le cose del passato;   l’altra tecnologica e non meno vincolante, cioè  l’introduzione degli utensili di plastica che confinavano le ceramiche fuori dalle case e fuori dalla storia.

Anzitutto per salvarli – dicevamo – che non rimanessero così indietro da non vederli più.

Queste ceramiche provenienti da civiltà  di tutto il mondo, di diverse etnie, di differenti  linguaggi  pure  avevano in comune lo stesso cerchio elementare di senso: far fronte  al cibo se non alla fame; al bere se non alla sete, con quanto c’è  di sacro in queste operazioni dell’umanità.

Il passato era un futuro: per Dolcini uomo delle comunicazioni  mettere in rapporto i punti dello spazio era importante quanto mettere in rapporto i punti del tempo: queste forme di ceramica nel museo  di Urbania sono da intendersi infatti come ispirazione per rilanciare la continuità di  un dialogo tra artisti e artigiani di differenti epoche.

E’ un concetto fondamentale  della poetica del collezionista: il gesto dell’homo faber  è un moto di necessità e  in quanto tale  si inoltra verso un risultato autentico che ne garantisce il valore nel tempo.

I “ solari piati siciliani, le panciute brocche indiane, i vasi da burro del nord, le grosse olle cipriote  solo per iniziare  la lettura di un elenco straordinaro si presentano a noi   come una vasta opera  d’arte con tanti capitoli che sembrano creati da un antico popolo di aedi – vasai. Il loro fare anonimo ha implementato  -ognuno  con  un contributo –  una collezione straordinaria che è un opera d’arte collettiva.

LA COLLEZIONE DOLCINI DI CERAMICHE D’USO
dal Mediterraneo al mondo
Sede della mostra Palazzo Ducale, Musei Civici, Corso Vittorio Emanuele, 23 – Urbania
Durata dal 20 marzo – 30 ottobre 2016
Inaugurazione sabato 19 marzo ore 16.00 – Palazzo Ducale di Urbania
Orari e ingressi Palazzo Ducale martedì a domenica h. 10.00-12.30 / 15.00-18.00 – chiuso lunedì
Informazioni tel. 0722313151 – museo@marcheweb.com
Enti promotori Comune di Urbania
Assessorato Cultura e Turismo
Biblioteca e Civico Museo
Associazione “Massimo Dolcini” Pesaro
Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro

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