Più tutele sui mutui: la proposta della maggioranza!

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17 marzo 2016

Mutui casa pallonciniNel settore dei finanziamenti, quelli più richiesti e diffusi sono sicuramente i mutui per la prima casa, una forma di prestito che svolge un ruolo essenziale per il tessuto economico di un intero paese. Le somme erogate dagli istituti di credito alle famiglie per la costruzione o l’acquisto della prima casa mettono infatti in moto una serie di successivi investimenti dal forte impatto sul prodotto interno lordo: è intorno alla casa che si sviluppano i servizi del comparto energetico, elettrico ed idrico e i prodotti del settore dell’arredamento, del design, della tecnologia e degli articoli domestici. Non devono destare quindi sorprese i toni accesi del recente dibattito parlamentare, i cui deputati e senatori sono stati chiamati a recepire la direttiva dell’Unione Europa sul Testo Unico Bancario. Diversamente da un regolamento comunitario, che deve essere tassativamente applicato dagli stati membri, la direttiva offre maggiori possibilità di interpretazione, ed è proprio su questo che ha fatto leva la maggioranza al fine di modificare un passaggio particolarmente controverso del testo legislativo.

L’oggetto di tanto (e giustificato) scalpore è stato un articolo all’interno della normativa, che permetteva alle banche di impossessarsi del bene immobile conseguito grazie al capitale concesso, nel caso in cui il contraente non fosse stato in grado di saldare sette rate del pagamento mensile. Al verificarsi di questa evenienza, l’istituto di credito avrebbe potuto prendere possesso direttamente dell’abitazione senza dover ricorrere alla sentenza di un giudice. Quali sarebbero le ragioni dietro l’introduzione della nuova normativa? Secondo precisi dati statistici, nel nostro paese la procedura di escussione (ossia la riscossione forzata del credito da parte dell’ente erogatore) sarebbe soggetta ad eccessive lungaggini: i tempi necessari per rimpossessarsi dell’immobile, con le regole vigenti, si attesterebbero sui sette anni, un orizzonte temporale sconveniente per gli istituti di credito.

Ovviamente, oltre agli interessi delle banche, c’è chi cerca di tutelare quelli dei cittadini. A seguito della vicenda, le associazioni dei consumatori sono subito insorte, spalleggiate dalle opposizioni che hanno sollecitato la maggioranza a prendere provvedimenti per modificare le condizioni proposte dal testo. Che fortunatamente è stato modificato: il numero di rate non pagate che dovrebbe attivare il procedimento è stato innalzato dai 7 mesi proposti originariamente dall’articolo in questione a 18 mesi, un arco di tempo più consono ai tempi di crisi che caratterizzano l’attuale scenario economico. Si tratta quindi di una scelta che non ignora le difficoltà affrontate da un numero sempre in crescita di famiglie italiane, che potranno tirare ora un sospiro di sollievo.

La maggioranza ha introdotto ulteriori modifiche a tutela dei richiedenti, garantendo condizioni più flessibili e coinvolgendo il cittadino nel processo di vendita dell’abitazione in caso di mancato rispetto del pagamento delle rate nel lungo termine. Si ricorda che richiedere un finanziamento, effettuare la surroga del mutuo o sostituire un prestito sta diventando un procedimento sempre più snello, reso ancor più diretto dalle risorse online che vanno incontro alle esigenze di famiglie e consumatori. I portali di confronto delle tariffe consentono di individuare le proposte di mutuo più convenienti nel mercato dei prestiti, individuando le offerte a tassi di interesse vantaggiosi e piani di ammortamento flessibili. Tra i siti internet più affidabili si può fare riferimento a Facile.it, che nella sua sezione dedicata ai mutui http://www.facile.it/mutui.html mette a disposizione del materiale particolarmente utile nella ricerca di finanziamenti interessanti, con tanto di suggerimenti, guide, recensioni e link per approfondire la propria ricerca.

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