Violato il diritto di sciopero. La Compass sostituisce gli addetti alla mensa Saipem con lavoratori da altri siti. La Filcams Cgil: “Grave comportamento antisindacale”

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22 marzo 2016

FANO – Questa mattina, durante lo sciopero e il presidio dei dipendenti  della Compass Group che a ottobre 2015 si è aggiudicata l’ appalto per il servizio ristorazione della Saipem,  sono entrate alla spicciolata 12 persone, tra  la rabbia di  chi sta scioperando e manifestando davanti  ai cancelli della sede di Bellocchi, in via Toniolo.

“Il servizio mensa funzionerà, spiega Roberto Fiscaletti della Filcams Cgil – perché queste persone  sono stati chiamate a sostituire i colleghi  sia da altri siti della Multinazionale, sia da una agenzie interinale”. Uno schiaffo al diritto di sciopero. “Un comportamento assurdo” dicono le lavoratrici e i rappresentanti sindacali Filcams Cgil e Uiltucs Uil  fuori dallo stabilimento fanese della Saipem.

Foto Compass2Noi siamo davanti ai cancelli  – continua  Roberto Fiscaletti  – ma ci risulta che 12 persone sono  al lavoro per garantire il servizio mensa.  Siamo indignati – perché il comportamento  della Compass è gravissimo in quanto  viola  il diritto di sciopero  e dimostra il totale disinteresse nei confronti  dei lavoratori e della loro dignità”.

“Conosciamo bene quanto forti possano essere le pressioni esercitate dall’azienda sulla parte più debole, il lavoratore, in una situazione di incertezza e con la paura di essere licenziato. Questo non ci esime – conclude –  dallo stigmatizzare il comportamento antisindacale della Compass, che si fa beffe della dignità dei lavoratori e delle leggi che regolano il diritto allo sciopero”.

Il presidio Compass

Il presidio Compass

Ricordiamo che la Compass si è aggiudicata ad ottobre il servizio mensa all’interno della Saipem. Questa mattina però gli addetti sono in sciopero perché l’azienda ha già prospettato la  riduzione dell’orario di lavoro e trasferimenti senza alcun confronto con i sindacati. Il motivo? “La riduzione del numero dei pasti”.

Per noi il problema vero è sempre quello degli appalti al massimo ribasso: chi paga il conto sono sempre i lavoratori e la qualità dei servizi. Da qui la dichiarazione dello stato di agitazione e due giornate di sciopero, oggi e il 30 marzo proclamati da Filcams e Uiltucs. Nel frattempo si è appreso che molto probabilmente a mezzogiorno i dipendenti  della Saipem usciranno per manifestare la propria solidarietà alle lavoratrici e ai lavoratori della mensa in sciopero.

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