Coniglietta Pasquale… made in Playboy. Dopo 63 anni Playboy stupisce ancora. La rubrica della sessuologa de.Sidera

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23 marzo 2016

dr.ssa Sabrina Dini*

PESARO – La NBC ha annunciato per la stagione autunnale l’arrivo di The Playboy Club, provocante serie TV ispirata alla nascita dell’iconica rivista americana, ma di aver dimenticato di sottolineare come abbia creato un punto di svolta, quando il mercato del sesso è stato portato in commercio; Playboy Enterprises ha annunciato l’arrivo di un’applicazione I-Pad che consente l’accesso a ogni articolo inserito nel database; GameStop ha lanciato un nuovo social game che si prospetta diventare uno dei giochi più seguiti su Facebook: il Playboy Party. Dopo gli animali delle farm virtuali e i villaggi abitati dai puffi, anche le conigliette più famose del pianeta, arrivano dunque nel mondo virtuale del network sociale.

La celebre rivista nasce da un’idea di Hugh Hefner laureato in psicologia, che nel dicembre 1953, con un budget di soli 600 dollari, decise di pubblicare, in proprio, il numero uno della rivista presentando foto acquisite da un’agenzia fotografica, tra queste c’era quella di un’attrice agli esordi, Marilyn Monroe , che fu quindi la prima coniglietta di tutti i tempi.

Playboy, ultima copertina

Playboy, ultima copertina

Il marchio, un coniglietto stilizzato, rimanda simpaticamente ai frenetici comportamenti sessuali dei conigli ma –Hefner sottolineò – che non voleva assolutamente identificare la rivista con il sesso, ma fare un giornale maschile che fosse “ in linea con i cambiamenti sociali in atto”, infatti ha sempre mantenuto il marchio lontano dall’erotismo spinto.

L’obiettivo di Playboy? Connotarsi come un luxury-brand, con un linguaggio spudorato ma sofisticato, naturale e coerente con chi come lui sa divertirsi ma anche apprezzare l’eleganza e il bello.
Da sempre le intenzioni di Hugh Hefner sono state quelle di valorizzare ciò che la donna e la figura femminile rappresentano: la vita contro la morte, la pace contro la guerra, un marchio che, senza essere troppo esplicito e volgare, ha puntato all’eros in modo soft e circostanziale con la bellezza e l’attrazione per la perfezione come fattori primari per incarnare il desiderio. Playboy è sempre stato elegante con il piacere, non ha mai considerato il sesso fine a se stesso, ma da sognare e con le sue donne ed i suoi uomini da sogno lo ha permesso. Non è stato giudicante ma proponente… è sempre stato super partes , cercando di fornire il sogno a chiunque, unica condizione ? La Bellezza.

Ed è a conferma di ciò, che nel numero di febbraio 2016 la prima pagina è per l’attrice napoletana Vittoria Schisano, prima Playmate al mondo sulla cover di Playboy ad aver effettuato il cambio di genere.

Da più di mezzo secolo la rivista americana Playboy è conosciuta a livello mondiale per i suoi contenuti prevalentemente “ donne senza veli dalla bellezza mozzafiato”. Ma pare che un’epoca, almeno stando a quanto scrive il “New York Times”, stia tramontando. Infatti le modelle che poseranno non saranno più completamente nude. Sarebbe stato il fondatore di Playboy, Hugh Hefner, a parlare di “cambiamento dei tempi”, in un mondo dove “ormai la nudità è a portata di clic” (…)  “Le foto osé nelle riviste sono ormai superate”, sottolineando che internet ha trasformato l’accesso al mondo del sesso.

Playboy con Marylin Monroe

Playboy con Marylin Monroe

Nel 1956, parlando con Playboy, Ernest Hemingway aveva detto che «immorale è ciò che dopo ti fa star male», ed ovviamente un’intervista con il giornale delle conigliette non rientrava in questa categoria. Stesso discorso per Martin Luther King, Miles Davis, Vladimir Nabokov, Norman Mailer, John Lennon e Yoko Ono, Malcolm X e il pio Jimmy Carter, che proprio da quelle pagine patinate aveva ammesso di «aver guardato a molte donne con lussuria», immaginando di tradire la moglie. Poi arrivarono Madonna, Bo Derek, Sharon Stone, Pamela Anderson , Jenny McCarthy, Anna Nicole Smith, Naomi Campbell e persino Kate Moss, meno cerebrali e meno vestite. Ora si torna alla tradizione del giornale proposto per i suoi contenuti. Si torna indietro perché ormai il mondo è andato troppo avanti.

La prima Playmate dell´era senza nudo di Playboy è Dree Hemingway, pronipote di Ernest Hemingway.

*de.Sidera, chi siamo:

L’associazione di psicologia e sessuologia “de.Sidera” vuole essere uno spazio culturale di discussione di tematiche psico-sessuologiche, un momento per riflettere sulla propria sessualità, per rendersi consapevoli che il piacere, in ogni ambito, è accessibile, basta volerlo.

L’associazione “de.Sidera” è formata da psicologhe e sessuologhe e si occupa inoltre di servizi alla persona attraverso consulenze all’individuo, alla famiglia e alla coppia e fornisce servizi di consulenze ai professionisti.

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