La Fondazione Umberto Veronesi sceglie Stefano Amatori, giovane ricercatore fanese

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28 marzo 2016

FANO – Sono da poco stati resi noti i nomi dei 130 vincitori di borse di ricerca che la prestigiosa Fondazione Umberto Veronesi ha ritenuto meritevoli di finanziamento per lo svolgimento di progetti di ricerca in campo oncologico nell’anno 2016.

Stefano Amatori, giovane ricercatore fanese

Stefano Amatori, giovane ricercatore fanese

Tra i giovani selezionati per questo importante riconoscimento anche Stefano Amatori, giovane ricercatore originario di Urbania ma residente da diversi anni a Fano. L’attività di ricerca finanziata verrà condotta all’interno del Laboratorio di Patologia Molecolare “Paola” presso la sede distaccata di Fano dell’università di Urbino, a palazzo San Michele.

Una grande soddisfazione per il laboratorio fanese e per il professor Mirco Fanelli, suo fondatore e coordinatore. Dal 2002 il Laboratorio “Paola” svolge la propria attività di ricerca in campo oncologico presso la sede di Fano dell’università degli Studi di Urbino (Dipartimento di Scienze Biomolecolari), conseguendo importanti traguardi scientifici con la pubblicazione di numerosi articoli su riviste scientifiche internazionali di rilievo ed il conseguimento di brevetti nazionali ed internazionali.

Nel 2016, grazie alle donazioni e al supporto di aziende partner, la Fondazione Umberto Veronesi ha deciso di finanziare 130 ricercatori – 120 borse di ricerca annuali e 10 travel grant – selezionati tra numerose candidature ricevute dopo l’istituzione di un bando pubblico. Come dichiarato dalla stessa Fondazione Veronesi, la selezione è stata operata scegliendo di premiare quei giovani ricercatori che svolgono un progetto di alta innovazione scientifica, che porti ad un rapido trasferimento dei risultati dai laboratori di ricerca al letto del paziente. Nello specifico, il progetto finanziato mira a studiare come l’alimentazione, ed in particolare un regime di restrizione calorica (senza malnutrizione), sia in grado di proteggere il nostro organismo dallo sviluppo di tumori. E’ noto infatti che una dieta a basso contenuto calorico determina un effetto protettivo nei confronti delle patologie neoplastiche. Ciò che ancora non si conosce è quali siano i meccanismi responsabili di tale effetto. Una possibile spiegazione sembra venire dall’epigenetica, vale a dire il complesso di meccanismi in grado di regolare la lettura del nostro DNA. Se il DNA infatti è il manuale nelle cui pagine sono scritte le informazioni indispensabili al funzionamento del nostro organismo, l’epigenetica è ciò che consente di stabilire quali parti del manuale leggere e quali no. Grazie all’epigenetica le cellule del nostro organismo, che hanno tutte lo stesso manuale (DNA), possono essere così specializzate e diverse tra loro. Basti pensare alle differenze che intercorrono tra un neurone e una cellula del sangue, così come tra un epatocita – cellula del fegato – ed una cellula muscolare. L’epigenetica può essere inoltre influenzata dall’ambiente circostante. Un esempio eclatante è quello dei gemelli omozigoti, identici dal punto di vista genetico ma spesso (più o meno) diversi fisicamente e caratterialmente. In parole povere, non siamo solo lo specchio del nostro patrimonio genetico ma anche del nostro stile di vita.

Sappiamo che i tumori originano da un errato funzionamento di alcuni geni presenti nel nostro DNA. Ecco quindi che un’alimentazione non corretta, la scarsa attività fisica, l’ambiente in cui viviamo, interagendo con l’epigentica delle nostre cellule, possono modificare il funzionamento di questi geni creando l’ambiente favorevole allo sviluppo di malattie, comprese quelle neoplastiche, o esserne potenzialmente addirittura alla base.
Il progetto verrà svolto in collaborazione con il professor Pier Giuseppe Pelicci dell’Istituto Europeo di Oncologia (IEO) di Milano, scienziato in campo oncologico di fama internazionale.

Il professor Umberto Veronesi presidierà alla cerimonia ufficiale di consegna del riconoscimento che si terrà a Milano il prossimo 27 aprile.

Per ulteriori informazioni www.fondazioneveronesi.ithttps://pathologylab.wordpress.com/http://www.uniurb.it/biotecnologie/lab.php.

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