E sono 52: Fermignano scalda i motori per il suo Palio della Rana

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29 marzo 2016

FERMIGNANO – Rievocazioni storiche, giochi medievali, sbandieratori e cene nelle taverne. Tre giorni di festa e di spasmodica attesa in vista della gara più curiosa e divertente che ci sia: il Palio della Rana.

Dall’1 al 3 aprile Fermignano apre le sue porte per la 52esima edizione del torneo storico che vede scendere in pista sette contrade e altrettante carriole lungo un percorso di gara di 170 metri; protagoniste della “Domenica in Albis” – quella del 3 aprile successiva alla Pasqua – sono proprio le rane, che per un giorno abbandonano il loro habitat naturale per salire a bordo di una carriola e condurre alla vittoria la propria contrada. Il trofeo è ambito e le regole sono ferree: se è assolutamente vietato ostacolare i concorrenti avversari, ogni corridore deve trattare la propria rana come se fosse una bella signora e, qualora saltasse al di fuori della carriola, deve raccoglierla con cura e rimetterla al proprio posto; in prossimità dell’arrivo, infine, ogni corridore deve rientrare nella corsia a lui assegnata alla partenza e tagliare il traguardo spingendo la carriola con la rana ancora a bordo. Per la conquista del Palio, insomma, l’abilità dello “scariolante” – che indossa una casacca con i colori e gli stemmi della propria contrada – è importante almeno quando l’imprevedibile comportamento del batrace, vero protagonista della manifestazione, che al termine della gara viene liberato in un apposito spazio a lui destinato.

PALIO-DELLE-RANE-FERMIGNANO 2Riconosciuto anche dalla Federazione Italiana Giochi Storici e quella delle Rievocazioni Storiche, il Palio più originale che ci sia affonda le sue radici in un passato lontano; e più precisamente nel 1604, quando il Castello di Fermignano ottenne dal Municipio di Urbino il permesso di autogovernarsi: fu così che gli abitanti festeggiarono l’evento la domenica successiva alla Pasqua con banchetti, canti e giochi come la corsa coi sacchi, la rottura delle pignatte, l’albero della cuccagna e le corse delle rane in carriola. Riproposto nel 1966 dalla Pro Loco locale, il Palio della Rana costituisce il momento culminante di una tre giorni di festa in cui Fermignano ripercorre il suo periodo di splendore con un ricchissimo programma di eventi e intrattenimenti.

Quest’anno la manifestazione prenderà il via venerdì 1 aprile con l’apertura della Mostra “Seconda Vita” e delle taverne gastronomiche, il raduno dei camper, l’assedio alla Torre con spettacolari effetti speciali e il processo per Stregoneria a Donna Laura da Farneta “Ultimo rogo nel Ducato di Urbino”. Il giorno successivo sarà possibile visitare i mercatini dell’artigianato e assistere alla dimostrazione di antichi mestieri, all’approntamento del Campo d’Arme in Piazza Giorgiani, all’accoglienza del Duca con giullari e giochi d’armi, ai giochi dei putti e alle esibizioni dei musici, degli sbandieratori e dei giocolieri. Domenica 3 il gran finale con il corteo storico, il torneo degli arcieri, lo spettacolo pirotecnico-musicale e il momento più atteso: la corsa delle carriole.

Divertimento e buona cucina all’insegna di un tuffo all’indietro nel passato, insomma, ma non solo: Fermignano, famosa per la sua antica cartiera ducale e per aver dato ai natali al grande architetto Donato Bramante, conserva nel suo grazioso centro storico dei gioielli che vale davvero la pena visitare. A partire dalla Torre Medioevale delle Milizie, sull’antico Ponte che attraversa il fiume Metauro, con all’interno modelli lignei sui progetti di Donato Bramante e l’edicola con affresco “Madonna con Bambino” di fine 1400. Di grande interesse sono anche la Chiesa di Santa Veneranda, che custodisce un crocifisso ligneo del 1535, la Chiesa di Santa Maria Maddalena e il nuovo Duomo. Nei dintorni di Fermignano merita una visita la Gola del Furlo, una riserva naturale dove nidificano ancora le aquile, senza dimenticare Urbino, culla del Rinascimento, e Urbania, l’antica Casteldurante famosa per le sue ceramiche.

NOTA GASTRONOMICA

Rievocazioni storiche, giochi medievali, sbandieratori e cene nelle taverne. Dal 1 al 3 aprile, la cucina tradizionale marchigiana sarà grande protagonista dei festeggiamenti per la 52esima edizione del Palio della Rana di Fermignano: un torneo storico che vede scendere in pista sette contrade e altrettante carriole lungo un percorso di gara dove le grandi protagoniste sono proprio le rane. Nel borgo in provincia di Pesaro e Urbino saranno tre giorni di spasmodica attesa in vista della gara in programma il 3 aprile: giornate di festa in cui i piatti tipici e le cene nelle taverne la faranno da padrone. Se tagliatelle al sugo di rane, rane fritte e rane in porchetta saranno le proposte della contrada Ca’ l’Agostina, Calpino replicherà a suon di polenta con lumache e pizza; strozzapreti della Pieve, agnello in fricò e polpette fritte saranno cucinate dalle massaie della contrada La Pieve, mentre alla Torre si potranno gustare spatzle ai quattro formaggi, arista di maiale, fagioli con cotiche; e ancora tagliatelle con asparagi, coratella d’agnello e coniglio in porchetta (San Lazzaro), polenta ai funghi porcini, tagliolini allo scoglio e frittura mista di pesce (San Silvestro), pappardelle alla lepre, cinghiale, trippa alla parmigiana e cascioni (Santa Barbara). E se anche la Pro Loco avrà una sua taverna dove saranno sfornati cannelloni, ravioli asparagi e salsiccia, coniglio in porchetta e cresce sfogliate, a disposizione dei celiaci ci sarà anche una taverna senza glutine con lasagne, pizza, piadine e torta di mele.

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