Identificati gli autori dei furti alle barche Tartan e Bonfai X. E’ il risultato della notte brava di 4 giovani moldavi

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29 marzo 2016

FANO – I raid di ladri sulle barche fanesi Tartan e Bonfai X sono stati il risultato di una notte di ubriachezza molesta di 4 moldavi tra i 17 e i 20 anni. I Carabinieri di Fano hanno identificato i giovani colpevoli.

IL FATTO 

Dalle due imbarcazioni, nella notte del 25 marzo, furono rubate della strumentazione elettronica per la navigazione nonché diversi apparecchi elettronici e attrezzi vari oltre a tutta la documentazione utile alle attività di pesca del motopesca “Tartan”. Era proprio quest’ultima imbarcazione che, al di là del valore commerciale della refurtiva, pativa ingenti danni in quanto senza i documenti e le attrezzature rubate non poteva riprendere entro breve le attività di pesca. Lo stesso armatore, Antonio Gaudenzi attraverso i giornali locali ed i social network locali aveva lanciato un appello affinché gli venisse restituita almeno la documentazione relativa alle autorizzazioni per la pesca.

LE INDAGINI

IMG_0517Venivano immediatamente avviate indagini, condotte dal Nucleo Operativo e dalla Stazione Carabinieri di Fano, non tralasciando nessuna ipotesi o particolare utile alla identificazione dei quattro malfattori. Le stesse indagini subivano una svolta positiva e determinante la sera del sabato 26 marzo quando il comandante del Tartan veniva contattato attraverso un social network per la restituzione della documentazione rubata a bordo del proprio peschereccio.

Da questo particolare i Carabinieri di Fano hanno sviluppato tutta una serie di accertamenti e di servizi di pedinamento nell’ipotesi che la persona che aveva contattato il comandante e tramite questi l’armatore del Tartan potesse in qualche modo essere coinvolta direttamente nel furto o potesse trattarsi di una richiesta di “ricompensa” alla luce dell’appello che era stato lanciato sui media dalle vittime del reato.

IL PEDINAMENTO

Un primo appuntamento avveniva già la sera del 26 marzo presso la stazione ferroviaria di Fano dove si vedevano faccia a faccia Gaudenzi e l’ignota interlocutrice. L’incontro attentamente monitorato dai Carabinieri consentiva di identificare la donna che aveva inviato il messaggio all’armatore. Donna che, nell’occasione consegnava la borsa contenente tutta la documentazione rubata sul Tartan. A questo punto veniva “pilotato” un ulteriore appuntamento con questa donna di nazionalità moldava da tempo residente a Fano.

La mattina di Pasqua, i Carabinieri hanno svolto un pedinamento nel corso del quale la donna è stata notata in compagnia di tre giovani. I tre ragazzi caricavano sull’auto della donna diverso materiale che successivamente è risultato essere la rimanente refurtiva del furto perpetrato sulle due imbarcazioni.

L’IDENTIFICAZIONE

La donna e i tre ragazzi si sono recati presso la banchina numero 13 del porto di Fano dove, alla presenza dell’armatore e del comandante della motopesca Tartan restituivano tutto il materiale che poco prima avevano caricato in auto. Dopo che la donna ed i tre giovani si sono allontanati dal porto è intervenuto il personale in uniforme che ha proceduto alla identificazione di tutti. Oltre alla donna proprietaria dell’auto, c’erano tre ragazzi moldavi: due classe’96 e un ’98, residenti o ospiti per un breve periodo a Fano. Indagini che poi hanno allargato le responsabilità di furto anche a un quarto giovane moldavo, minorenne.

In base alla ricostruzione dei fatti da parte dei Carabinieri la signora aveva notato degli oggetti a bordo della propria auto per i quali aveva chiesto lumi al fratello ed all’amico suoi ospiti. I due erano apparsi contrastanti per cui la donna aveva fatto una ricerca nella loro stanza rinvenendo i documenti relativi al motopesca Tartan. Da lì i contatti telefonici con l’armatore e la successiva consegna della rimanente refurtiva.

L’AMMISSIONE DI COLPE

I tre giovani ammettevano le proprie responsabilità sostenendo che la notte in cui avevano compiuto il furto si trovavano in stato di ebbrezza alcolica e non si sarebbero resi conto di quanto stavano facendo. Si dicevano disposti a risarcire i danni mediante lavoro da prestare a bordo del motopesca. Quasi tutto il materiale e documentazione asportato dalle due imbarcazioni è stato restituito ai proprietari delle due imbarcazione. Secondo quanto detto dai giovani probabilmente parte dell’attrezzatura mancante dovrebbe essere caduta in acqua durante le fasi di trasbordo a terra. I quattro giovani sono stati denunciati alla Procura della Repubblica di Pesaro ed alla Procura per Minorenni di Ancona.

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