Uno chef cristiano tra gli islamici: la Pasqua del forsempronese Luca Zanchetti a Dubai

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29 marzo 2016

Luca Zanchetti

Luca Zanchetti

DUBAI (Emirati Arabi Uniti) – Anche quest’anno nel ristorante Sapori di BiCE di Dubai, riconosciuto come miglior ristorante italiano della categoria, è tempo di Pasqua. Il locale, capitanato dallo chef forsempronese Luca Zanchetti alla guida di una folta brigata di cucina, annovera nel suo menù pasquale piatti tradizionali italiani realizzati con molteplici prodotti biologici del bel Paese, farina, uova, olio, eccetera, che lo chef ricerca, seleziona ed importa negli Emirati Arabi direttamente dall’Italia… agnello compreso che per ovvi motivi non poteva certo mancare. Un grande agnello italiano allevato secondo il metodo dell’agricoltura biologica è stato il vero protagonista di questa Pasqua 2016,  dalle sfumature cristiane in un Paese islamico. Cotto in girarrosto e servito in tre diverse tipologie, lo chef Zanchetti ha dato vita ad un mix, non solo di cultura culinaria gastronomica, ma anche religiosa che in questo ultimo decennio tra cristiani e musulmani, medio oriente e occidente è sempre più in bilico.

Nel locale italiano a Dubai a completare il menù anche colombe di Pasqua e la tipica Crescia di Pasqua Marchigiana.

“Essere cristiani in un Paese islamico non è facile soprattutto se come me si è credenti – racconta lo chef forsempronese Luca Zanchetti – ma gli Emirati Arabi, al contrario dei Paesi che lo circondano, non ostacolano le diverse credenze religiose. La comunità cristiana a Dubai che frequenta le due grandi cattedrali cristiane cattoliche è assai numerosa, pertanto non ci si sente soli… religiosamente parlando”.

Luca Zanchetti

Luca Zanchetti

“Certo, il predominio islamico è notevole – continua lo chef – i minareti dai quali risuona l’ invito alla preghiera musulmana più volte al giorno, il mese del Ramadan durante il quale tutto si paralizza durante il giorno, il venerdì che è la nostra domenica fanno cambiare le abitudini di vita cristiane anche a livello di cibarie, ma nessuno obbliga nessuno a pensarla diversamente. Nel rispetto della terra che mi ospita da circa due anni, credo ci sia una bella condivisione e miscuglio di cultura che – a dire di chi è in questo Paese da molto più tempo – cresce di anno in anno generando più tolleranza nei confronti di persone non musulmane, straniere, che vengono negli Emirati Arabi. Può capitare di incappare in situazioni un po’ strane, in locali musulmani poco felici di certi nostri comportamenti cristiani, ma è la minoranza assoluta… la maggioranza credo voglia la convivenza con noi occidentali anche se non siamo musulmani. Dico credo perché forse quello che dico è solo la proiezione della mia speranza per un futuro migliore, per una integrazione di religioni diverse nello stesso territorio, ma non voglio credere né assecondare le malelingue che sostengono che noi occidentali oggi facciamo loro comodo per far crescere il loro Paese e in cambio ci danno un po’ di libertà religiosa”.

“Cucinare la cucina italiana tradizionale – conclude Zanchetti – la maggior parte delle volte vuol dire anche cucinare cristiano, perché spesso le ricette tradizionali, tipiche della nostra terra, sono nate per celebrare momenti importanti dell’anno… il pesce alla vigilia di Natale, mia nonna ancora cucina lo stoccafisso con i peperoni, con mio nonno che mi diceva che gli spaghetti con il tonno della vigilia erano gli spaghetti più buoni dell’anno, forse perché il tonno in scatola si cucinava solo quel giorno. L’agnello a Pasqua ricorda il Cristo, il vero agnello immolato, e se pensiamo bene ci sono tantissime ricette tradizionali che vengono preparate per celebrare eventi cristiani, alcune sono addirittura state associate al nome di santi o sante… le Zeppole di San Giuseppe, i panini di santa Lucia, il pan dei santi o la crescia di Pasqua, che viene preparata solo in questo periodo da tanti fornai umbro-marchigiani, oppure il dolce a base di uova, farina, burro e mandorle a forma di colomba, simbolo cristiano della pace. Cucinare tradizionale italiano spesso vuol dire anche cucinare cristiano, e farlo in un Paese islamico, per moderato che sia, mette in soggezione un po’ tutti… ma, coltivando rispetto per le tradizioni, credenze e culture altrui, oltre che della singola persona, le diversità possono divenire ricchezze per una crescita collettiva, dato che tutti siamo figli di Dio. Parola di Luca Zanchetti, uno chef cristiano nell’islamica Dubai. 

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