Il ministro Alfano a Fano: “Il rischio zero non esiste, ma la situazione nelle Marche è sotto controllo”

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1 aprile 2016

Il ministro Alfano a Fano (foto tratta dalla bacheca Fb di Amerigo Varotti)

Il ministro Alfano a Fano (foto tratta dalla bacheca Fb di Amerigo Varotti)

FANO – “Chi ha paura non è libero”. Il titolo del libro di Angelino Alfano, però, non riguarda principalmente – secondo il ministro dell’Interno – il nostro territorio, “visto che la situazione delle Marche è assolutamente sotto controllo. E’ chiaro che anche qui ci sono degli obiettivi sensibili, ma un po’ per l’operazione “Strade sicure” che prevede l’impiego di militari e un po’ per il dispositivo ordinario di impiego delle forze dell’ordine, nella vostra regione – complessivamente – la condizione è positiva”.

A Fano, in una sala Verdi del teatro della Fortuna gremita, Alfano – che ha parlato dell’Isis a 360 gradi – ha anche risposto a quei sindacati di polizia che da tempo denunciano la situazione critica delle forze dell’ordine (rileggi qua l’accusa del Silp). “Il governo ha fatto un grande investimento sulle forze dell’ordine – ha detto il ministro – prevedendo nella Finanziaria un miliardo per sicurezza e difesa più 150 milioni per la Cyber security”.

“Il rischio zero non esiste da nessuna parte, ma noi non trascuriamo nessun dettaglio – ha aggiunto – neanche quelli che apparentemente possono sembrare irrilevanti. Se ci fosse la necessità, potenzieremo i presidi immediatamente”.

A Fano, fin dal mattino, centro storico blindatissimo, con tombini e cestini dei rifiuti prima bonificati e poi sigillati. Misure di sicurezza massime anche all’ingresso del teatro, per un evento organizzato dall’associazione culturale “Centro studi economia e territorio” del presidente Jacopo Frattini che ha condotto il dibattito. Sono intervenuti Vilberto Stocchi, il rettore dell’università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”, il vicepresidente della Camera di commercio Amerigo Varotti, l’amministratore delegato di Ferretti Group Alberto Galassi, il consigliere regionale di Area Popolare Mirco Carloni.

Tutti hanno parlato della sicurezza del nostro Paese per ciò che concerne la minaccia terroristica di natura estremista, che comunque Alfano ha definito maggiore se paragonata a quella di altre nazioni europee. “Non siamo tranquilli, però lavoriamo sempre più sulla prevenzione, facendo intercettazioni, perquisizioni, controlli a persone, veicoli e navi, espulsioni”.

LA PROTESTA DI FORZA NUOVA

Alcuni militanti di Forza Nuova hanno contestato il ministro dell’Interno Alfano chiedendone le dimissioni durante il suo intervento di oggi pomeriggio a Fano, in occasione di una conferenza su un “suo libro” sul terrorismo presso la sala Verdi del Teatro della Fortuna, in Piazza XX Settembre. Numerose le forze dell’ordine.

I forzanovisti hanno distribuito al pubblico esterno dei volantini recanti la scritta “150.000 sbarchi solo nel 2015, non può esserci un no al terrorismo senza un no all’immigrazione, Alfano dimettiti”.

“È del tutto inutile organizzare eventi mondani per sponsorizzare le misure antiterrorismo del Governo se non si risolve alla radice il problema – si legge nella nota stampa di FN diramata subito dopo il blitz – quindi vanno immediatamente ripristinate le frontiere, bloccati i rilasci dei permessi di soggiorno e respinte le richieste di asilo delle migliaia di finti profughi giunti in territorio nazionale. Con l’invasione immigratoria in corso entrano infatti in Italia e in Europa migliaia di potenziali fondamentalisti islamici. Questi vanno ad aggregarsi a quelli giunti ormai da due o tre generazioni, che odiano la nostra civiltà e che non sono integrabili come hanno dimostrato i terroristi di Bruxelles con il loro passaporto belga. È però evidente a tutti che non sia più sufficiente chiudere le frontiere, per mantenere la pace nel nostro continente occorre rivedere tutti i permessi di soggiorno rilasciati con superficialità negli ultimi 10 anni e avviare un rimpatrio epocale.
Diversamente saremo destinati ad un futuro di violenza e caos”.

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