Consultinvest: l’aria della laguna è ossigeno puro. L’analisi del blitz a Venezia

di 

4 aprile 2016

PESARO – Questa volta ci credevamo. Non sappiamo perché, ma dopo una marea di partite in trasferta passate ad aspettare gli ultimi minuti, con la consapevolezza che alla fine, la vittoria sarebbe andata inevitabilmente agli avversari, questa volta avevamo fiducia e abbiamo affrontato il supplementare con la giusta carica agonistica. Sapendo che alla fine la vittoria avrebbe arriso alla Consultinvest (RILEGGI QUI PRECEDENTE ARTICOLO CON CRONACA DEL MATCH).

La Consultinvest espugna Venezia (FOTO CIAMILLO & CASTORIA)

La Consultinvest espugna Venezia (FOTO CIAMILLO & CASTORIA)

Non sono le parole esatte usate da coach Paolini per commentare la vittoria della Vuelle a Venezia, ma crediamo che, in cuor suo, anche il buon Ricky abbia finalmente visto i suoi giocatori con l’atteggiamento giusto, pur in una partita che ha confermato pregi e difetti stagionali. Con la panchina che produce solo l’8% dei punti, con il tiro da tre che continua ad entrare col contagocce, con la percentuale dalla lunetta che continua ad essere intorno al 70% e la solita problematica in cabina di regia – Basile solo due minuti in campo – ma non sempre ti può andare tutto male e, dopo che Avellino e Milano si sono dimenticate proprio nel momento sbagliato di essere delle grandi squadre, Pesaro si è ritrovata con l’acqua alla gola, praticamente già con un piede ed un quarto in serie A2 e, forse anche per questo, si è ritrovata. Giusto in tempo per ricominciare a difendere. Anche se in una serata nella quale hai subito 96 punti, sembra assurdo dirlo, ma è stata la difesa a fare la differenza nell’overtime. Nel quale Venezia ha dovuto sudare tutti i suoi punti, così come Pesaro. Che però è stata più fredda e determinata nei suoi uomini chiave, con Daye che dopo l’1 su 10 da tre contro Caserta, ha intuito che può rendersi utile anche segnando dai cinque metri appoggiandosi al tabellone, con Lydeka, che una volta capito che di palloni buoni gliene arrivano col contagocce, ha deciso di procurarseli da solo e gli otto rimbalzi offensivi sono stati determinanti per la vittoria, con Lacey che, da giocatore intelligente, sa quando deve caricarsi la squadra sulle spalle o quando è il caso di lasciare il palcoscenico ai due suoi compagni prime scelte Nba, con Christon che quando come ieri sera, non tira mai da tre, fa già metà del suo compito e quando segna il canestro decisivo, dimostra che in Nba potrebbe andarci veramente.

Lacey festeggia con la Consultinvest espugna Venezia (FOTO CIAMILLO & CASTORIA)

Lacey festeggia con la Consultinvest espugna Venezia (FOTO CIAMILLO & CASTORIA)

Prendiamo proprio il canestro di Christon del 97 a 96. Quello forse decisivo nell’overtime. Quello che è entrato col più classico del rampichino, con il pallone che si è arrampicato sul ferro un paio di volte, prima di finire la sua corsa dentro la retina. Ecco, questi sono proprio gli episodi che tanto piacciono a coach Paolini. Quelli che se ti sono sfavorevoli ti fanno perdere le partite, ma bisogna avere anche l’onestà intellettuale di riconoscere quando la fortuna ti dà una mano. Anche perché non ti può andare sempre tutto male e quando la dea bendata guarda dalla tua parte, bisogna farsi trovare pronti e dalla parte giusta, quando decide di darti una spinta.

Mancano quattro partite, quelli bravi vi diranno che saranno quattro finali, noi che siamo più realistici, sappiamo che almeno una non sarà fattibile. Perché Milano ci ha già fatto un regalo all’andata, che a questo punto ci si augura che l’ultima a Torino sarà in ogni caso decisiva e che la Vuelle non ci arrivi già da retrocessa e che per non arrivarvi, servirà vincere le due partite casalinghe con Capo d’Orlando e Cantù, match che in casa Consultinvest dovranno preparare al meglio sia sul parquet, sia sulle tribune, ritirando fuori i biglietti a 5 euro e riaprendo il terzo anello, perché la salvezza è ancora un miraggio, perché ci si ritroverà immersi in una marea di calcoli, ma non bisognerà lasciare nulla d’intentato e un’Adriatic Arena con 6000 spettatori potrebbe essere una chiave dell’equazione.

 

I PIU’ ….

Rimbalzi: 45 a 37 per la Vuelle, con Lydeka (12) e Daye (11) che fanno il loro dovere, così come i compagni, pur con qualche disattenzione di troppo, ma nel complesso, il controllo dei tabelloni è stata una chiave della vittoria.

Austin Daye: Non è facile parlare di Daye, perché naturalmente dopo l’euforia iniziale, abbiamo imparato a conoscere i suoi difetti e se dovessimo giudicarlo solo per la fase difensiva, non prenderebbe mai più di 5 in pagella. Ma proprio perché lo conosciamo abbastanza, sappiamo che la versione vista a Venezia, è una delle migliori. Quella che prende i rimbalzi, che non forza troppi tiri, che rifila tre stoppate, che sa quando prendersi i falli e quando brontolare con gli arbitri, poi se tornerà a segnare da tre, non ci dispiacerebbe, ma non è detto che quando rifarà 6 su 9 dai 6.75, la Vuelle vincerà, pensateci su.

Tau Lydeka: La fotografia della sua partita è lo sfondamento preso da Ejim nell’overtime. Un colpo duro che lo ha visto rialzarsi a fatica, ma dopo trenta secondi passati in panchina, lo abbiamo visto rientrare più convinto di prima, perché come dice lui “se posso camminare, posso giocare”, se poi ci mettiamo la doppia-doppia, il 34 di valutazione e le “bastonate” date e prese, avrete capito che senza il lituano si sarebbe perso di 20.

Selezione dei tiri: Pesaro tira 52 volte da due e solo 12 volte da tre, Venezia invece ne effettua 43 da due e 38 da tre. Due modi diversi di affrontare il match, con Pesaro che ha avuto la pazienza di attaccare il ferro, mentre l’Umana ha scelto di continuare a tirare da fuori. Una curiosità statistica: in una partita vinta di soli 4 punti, Pesaro ha invece dominato nella valutazione (124-81).

 

 

… E I MENO DELLA SFIDA VENEZIA – PESARO

Palle perse: Daye ne perde 7 delle 17 complessive, in una Vuelle che si complica la vita tra passaggi sbagliati, infrazioni di passi e di metà campo.

Giulio Gazzotti: Se su Basile non nutriamo più troppe speranze, ne abbiamo ancora qualcuna per il Gazza, che però anche a Venezia non combina nulla di buono nei 16 minuti passati sul parquet, con due errori al tiro e soli due rimbalzi catturati.

IL MOMENTO DELLA SQUADRA:

La Consultinvest espugna Venezia (FOTO CIAMILLO & CASTORIA)

La Consultinvest espugna Venezia (FOTO CIAMILLO & CASTORIA)

Vi abbiamo mentito per sei mesi. Ad ottobre vi avevamo detto che a 20 punti ci si sarebbe salvati, anche se a gennaio avevamo già alzato l’asticella a quota 22, mentre adesso si prospetta un arrivo in massa a quota 24 e anche con 12 vittorie su 30, c’è il grosso rischio che si retroceda. Vi avevamo mentito sulla quota salvezza, ma non vi avevamo mentito sul livellamento di un campionato, dove le sorprese sono all’ordine del giorno e dove appena sei punti sopra, si può lottare per lo scudetto. La classifica dice che ci sono otto squadre virtualmente già qualificate ai playoff e otto squadre che rischiano ancora di retrocedere, fatto mai avvenuto, a quattro giornate dal termine, da quando esiste questa formula. Ci sono otto formazioni pericolanti, perché anche quelle a 22 non possono essere tranquille, anche se Varese ha il 2 a 0 con Torino, mentre Brindisi deve ancora andare in Piemonte per difendere il più tre dell’andata. Anche Capo d’Orlando ha il 2 a 0 con Torino, ma sa che nel prossimo turno dovrà andare a Pesaro e, in caso di sconfitta, avrebbe uno zero a due contro la Vuelle che avrebbe il suo peso nella classifica avulsa. Perché è ormai chiaro che si dovranno aprire le calcolatrici la sera del 30 aprile per capire chi dovrà retrocedere e lo zero a due con Caserta potrebbe essere fatale per la Consultinvest. Come sembra aver capito con una settimana di ritardo anche coach Paolini. Che continua a scusarsi per la prestazione moscia offerta dai suoi giocatori nel sabato pre-pasquale. Si dovranno fare i conti, perché c’è ancora in programma lo scontro diretto Bologna-Torino, che spariglierà per forza le cose e proprio la Virtus dovrà stare attenta, perché è l’unica attesa da tre trasferte nelle prossime quattro (Pistoia, Cantù e Reggio Emilia). E’ rimasta imbrigliata anche l’Acqua Vitasnella nella lotta per non retrocedere, con i brianzoli che potrebbero accusare il contraccolpo, dopo aver sperato nei playoff fino al secondo supplementare di Cremona e anche il loro calendario non è semplicissimo con tre scontri diretti (Bologna e Varese in casa, Pesaro fuori) e un match delicato come quello con Trento di domenica prossima.

Calcoli, classifiche avulse, differenza canestri, ne sentirete parlare ancora, ed è un bene, perché vuol dire che Pesaro è ancora viva, mentre se la tripla scagliata da Goss sulla sirena del regolamentare fosse andata a segno, la situazione sarebbe stata disastrosa per una Consultinvest che dovrà dare il massimo nelle prossime quattro settimane e sperare che questo basti per arrivare almeno penultima.

DAGLI ALTRI PARQUET

A quattro giornate dal termine, il campionato è diviso in due tronconi, con gli otto posti per i playoff che sembrano già assegnati, a meno di clamorosi svarioni sempre possibili in una stagione pazza come quella attuale. Milano rimane in testa, nonostante la sconfitta patita a Capo d’Orlando e l’Armani dovrà fare i conti con l’ennesimo infortunio occorso a Alessandro Gentile, ko per 45 giorni per un problema al pollice della mano destra. Reggio Emilia consolida il suo secondo posto, concedendo solo 59 punti ad una spenta Brindisi, mentre Cremona sale al terzo, dopo aver battuto Cantù dopo due supplementari. Si ferma la corsa di Avellino, che dopo 12 vittorie consecutive, perde a Torino, mentre ormai Pistoia è in piena caduta libera e la sconfitta subita dai ragazzi di coach Esposito a Varese non sorprende più, con i toscani che sono stati superati in classifica da Trento, brava a rimanere concentrata a Bologna, in attesa della semifinale di mercoledì prossimo in Eurocup contro i francesi dello Strasburgo. Sassari blinda i playoff battendo con autorità una Pasta Reggia Caserta, che è l’unica delle pericolanti, ad avere tre partite in casa su quattro.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>