“Scrivo come sono”, si chiude con una rappresentazione il progetto della Biblioteca San Giovanni

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4 aprile 2016

PESARO – Si concluderà mercoledì 6 aprile alle ore 10, al teatro Sperimentale il progetto “Scrivo come sono” che la biblioteca San Giovanni ha realizzato con 14 classi e 316 studenti degli istituti scolastici Manzoni, Olivieri e Pirandello di Pesaro.

“Per fare quello che fai hai bisogno di camminare. È camminare che ti porta le parole, che ti permette di sentire il ritmo delle parole mentre le scrivi nella tua mente. Un piede avanti, poi l’altro piede, il doppio battito di tamburo del tuo cuore. Due occhi, due orecchie, due braccia, due gambe, due piedi. Questo, e poi quello. Quello, e poi questo. Scrivere incomincia dal corpo, è la musica del corpo, e se anche le parole hanno significato, possono a volte avere significato, è nella musica delle parole che i significati hanno inizio”. Da questa riflessione di Paul Austen, (Diario d’inverno, Einaudi, 2012) prende spunto il progetto dell’associazione Lamar, che giunge quest’anno alla sesta edizione.

“Scrivo come sono” è un invito rivolto a ragazzi di 14 anni (le classi coinvolte sono terze medie) a imparare a usare le parole per esprimere un’emozione, descrivere un ricordo, interpretare una percezione o restituirla, significa avere familiarità con la lingua e con quella “trama” di pensieri, di scelte e di azioni che uniscono l’individuo al mondo che lo circonda e di cui fa parte.

Il progetto è curato da Federica Campi ed Erika Moretti dell’associazione Lamar di Pesaro e coinvolge, a livelli diversi, sia gli studenti che gli insegnanti. Da un lato Federica Campi (scrittrice e conduttrice di laboratori in ambito scolastico) propone ai ragazzi attività per diventare consapevoli della carica creativa, alla portata di tutti, della lettura e della scrittura; dall’altro Erika Moretti (consulente del linguaggio grafomotorio ) offre agli insegnanti uno strumento aggiuntivo per orientare i ragazzi nella scelta della scuola superiore. I testi prodotti dai ragazzi durante il progetto diventano il materiale della rappresentazione al teatro Sperimentale a chiusura del progetto – curata da Federica Campi – e gli studenti salgono sul palco per interpretare loro stessi e loro compagni in un caleidoscopio di sensazioni, ricordi ed emozioni della loro vita che risalgono la corrente passando per la famiglia, fino al racconto del giorno della loro nascita.

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