“Tante promesse, nessuna certezza”: ennesimo presidio degli ex dipendenti Conus Technology davanti a Marche Multiserivzi

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4 aprile 2016

Presidio lavoratori ex Conus davanti a Marche Multiservizi

Presidio lavoratori ex Conus davanti a Marche Multiservizi

PESARO – Sono tornati a manifestare gli ex addetti della Conus Technology la ditta alla quale Marche Multiservizi aveva affidato la lettura e la movimentazione dei contatori del gas e acqua. Operai specializzati che, rappresentati dalla Filctem Cgil, chiedono la continuità del lavoro che hanno svolto in questi anni.

Questa mattina si sono ritrovati ancora una volta di fronte alla sede di Marche Multiservizi contro una situazione di stallo che ogni giorno si fa più complicata.

Chiedono precise garanzie sul contratto di lavoro che, nelle gare di appalto al ribasso, vengono spesso applicato in modo arbitrario e non sempre corrispondente alle mansioni svolte.

Lavoratori e sindacati hanno ricevuto solo promesse, vaghe,  ma nessuna  garanzia scritta né da parte della nuova ditta che ha vinto l’appalto né da Marche Multiservizi che, nei giorni scorsi, ha fatto sapere di rispettare “orientativamente  la clausola sociale”.

A questo punto sembra che i 22 lavoratori non saranno assunti direttamente dalla Società partecipata e forse neanche dalla ditta che ho vinto l’appalto (Barbagli srl), subentrata alla Conus.

La protesta continua perché, dicono i rappresentanti sindacali,  non è possibile che questi lavoratori rischino di perdere il lavoro a causa delle estarnalizzazioni di servizi e di appalti al ribasso.

“Siamo molto preoccupati – sottolinea Giorgio Marzoli, segretario generale della Filctem Pesaro e Urbino – e soprattutto siamo stanchi di parole alle quali fino ad ora non sono seguite azioni di alcun genere. Una situazione assurda che però volgiamo risolvere perché è profondamente ingiusto che a farne le spese siano sempre e soltanto i lavoratori”.

“Abbiamo sottoscritto un protocollo sulla trasparenza negli appalti e ci aspettiamo che venga rispettato in ogni sua parte. Ma questi lavoratori non hanno tempo di aspettare. Sono persone con famiglia, figli, spese, mutui da pagare. Ma davvero qualcuno si prenderà la responsabilità di buttarli in mezzo ad una strada?  Noi non ci stiamo, e chiediamo che ognuno si assuma le proprie responsabilità”.

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