Sanità, a Cagli Ricciatti chiede a Ceriscioli un passo indietro

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8 aprile 2016

CAGLI – “La prima responsabilità politica di Ceriscioli è quella di non aver nemmeno provato a difendere gli ospedali della nostra Regione, pur avendone la possibilità”. Torna sul piano di chiusura degli ospedali dell’entroterra l’onorevole Lara Ricciatti (SI), oggi in visita all’ospedale di Cagli, con il sindaco Alberto Alessandri ed altri amministratori dei Comuni limitrofi.

La deputata di Sinistra Italiana ha già depositato una interrogazione parlamentare sullo smantellamento del nosocomio di Cagli, ribadendo come la realtà geografica dell’area presenti caratteristiche idonee ad ottenere una deroga alla chiusura,secondo i criteri previsti dal Decreto Balduzzi.

“Purtroppo – ha detto – su questo punto esiste una contraddizione tra i calcoli delle distanze minime per accedere alla deroga effettuati dai tecnici della regione e quelli del ministero. Discrepanza sulla quale incalzerò nuovamente la ministra Lorenzin con relazioni tecniche, dato che per alcuni comuni o frazioni del territorio esistono distanze più che sufficienti a giustificare la deroga, sopratutto in condizioni climatiche avverse e di viabilità disagiate”.

“La politica di chiusure di questi ospedali presenta anche forti contraddizione con politiche a favore delle Aree Interne – continua Ricciatti – che la stessa Regione sta avviando con l’obiettivo di tutelare dallo spopolamento importanti realtà del territorio. E’ inutile parlare di progetti di questo tipo se poi  si privano i territori di servizi essenziali come ospedali o uffici postali”.

La deputata ha avuto un lungo confronto con alcuni medici ed operatori dell’ospedale, che hanno illustrato le reali condizioni di disagio nelle quali operano quotidianamente a causa dei mezzi sempre più limitati, disagio che – osserva Ricciatti – “i cittadini avvertono in modo crescente e drammatico e che la regione ignora deliberatamente”.

Ricciatti ha ribadito nuovamente come in punta di diritto ci sarebbero gli estremi per rivedere queste scelte: “C’è purtroppo la tendenza a dare la colpa ai tecnici per i disagi causati da questa riforma, ma la colpa non è dei tecnici. E’ il vertice politico che deve assumersi la responsabilità delle scelte, è giusto che chi ha sbagliato paghi. Ceriscioli dovrebbe fare un passo indietro sulla sanità. Si impegnasse a fare il presidente di Regione e lasciasse la delega a chi ha più esperienza e capacità in questo settore, ma cosa ancor più importante: spieghi con chiarezza qual’è il suo progetto di sanità. Dica pubblicamente che si stanno portando le Marche verso un modello di sanità privata. Continuo a sfidarlo su questo”.

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