200 milioni d’investimento a favore del sistema imprese: l’annuncio di Ceriscioli alla Cna

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9 aprile 2016

URBANIA – 17 milioni di euro per le aree di crisi (pesarese, fabrianese, piceno); a cui si aggiungono 6 milioni per il mobile-arredamento e 6 per il tessile-abbigliamento. Sono questi alcuni dei fondi Fesr destinati dalla Regione Marche alle piccole e medie imprese attraverso i Bandi regionali di sviluppo. A queste misure vanno sommati bandi per incentivi alle imprese per i processi di internazionalizzazione (5 milioni di euro) e per le imprese culturali (2,5 milioni) e il bando per finanziare start up innovative (8 milioni). Altri 12 milioni di euro da destinare in futuro al Confidi unico regionale e misure volte a detassare le aziende.

Ad annunciare le misure agli imprenditori di Urbania e dell’Alta Valle del Metauro, il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli durante un convegno organizzato dalla CNA di Pesaro e Urbino sulle opportunità offerte dai Bandi Europei e regionali al quale hanno partecipato tra gli altri il presidente della Provincia, Luigi Tagliolini, l’onorevole Alessia Morani e i sindaci di Urbino, Fermignano, Acqualagna e della stessa Urbania. In una sala Volponi gremita, il Governatore ha ricordato la centralità del sistema della piccola e media impresa, ribadendo l’importanza di sostenere settori strategici per l’economia regionale come il mobile e la moda abbigliamento.

Ma per Ceriscioli sono importanti anche tutte quelle eccellenze imprenditoriali marchigiane capaci di innovare e di fare sistema. “Ci sono – ha detto il presidente – tante imprese all’avanguardia nella nostra regione che hanno saputo non solo resistere durante la crisi – in anni in cui abbiamo assistito ad una delocalizzazione selvaggia – ma che sono state capaci di aumentare i loro fatturati ed il numero dei dipendenti, grazie alla valorizzazione delle idee, dei progetti e delle risorse umane”. Poi Ceriscioli ha annunciato risorse «indirette» stimabili in 28 milioni di euro (soprattutto banda ultra larga e servizi digitali alle imprese e imprese di trasporto nella mobilità urbana sostenibile) e interventi infrastrutturali a difesa del territorio che vedrà la realizzazione di opere pubbliche per circa 50 milioni euro (efficienza energetica edifici pubblici, rischio idrogeologico ed erosione costiera).  Complessivamente pertanto le ricadute sul sistema delle imprese rappresentano l’80% del POR FESR pari a 200 milioni di euro di qui al 2020.

Ma quelli che interessano di più la piccola e media impresa sono i Bandi Fesr (Fondi Europei di Sviluppo Regionale). Si tratta di bandi che finalmente – come ha sottolineato nella sua relazione il segretario provinciale della CNA, Moreno Bordoni – tengono conto di settori e distretti come ad esempio quello del legno-mobile-arredamento e del tessile che fino ad ora non hanno mai beneficiato di misure di sostegno e rilancio specifiche da parte della Regione “.

Tanto più in una provincia che – come ha illustrato l’analisi introduttiva di Giovanni Dini del Centro Studi regionale della CNA – più di altre ha sofferto e sta soffrendo gli effetti della crisi. Da locomotiva delle Marche, negli ultimi sette anni, la provincia di Pesaro e Urbino è diventata quasi il fanalino di coda non solo nelle esportazioni ma anche nella capacità di investimento.

“Ecco perché – ha sottolineato il presidente provinciale della CNA, Alberto Barilari – è importante il ruolo che le istituzioni pubbliche avranno di qui ai prossimi anni nel programmare misure che supportino il sistema della piccola e media impresa che rappresenta il tessuto connettivo di questa regione”. 

A sottolineare i meriti delle aziende che creano Made in Italy e che in questi anni hanno resistito ferocemente la crisi, ancora il segretario CNA, Moreno Bordoni che ha ribadito l’importanza della ricerca e dell’innovazione. Concetto ribadito dal rettore dell’università di Urbino, Vilberto Stocchi. Secondo il quale “il modo migliore per rafforzare il legame fra imprese e Università è quello di offrire opportunità di crescita ai laureati più promettenti aiutando al tempo stesso le imprese a fare innovazione”.  Come? “Attraverso appositi progetti, borse di studio”.

Ma al mondo della piccola e media impresa è rivolta anche l’attenzione del Governo. “Stiamo facendo di tutto per rimettere in moto il Paese – ha detto nel suo intervento, l’onorevole Alessia Morani – attraverso lo Sblocca Italia, il jobs act e puntando ad una serie di misure che puntino a snellire la burocrazia”.

Ad illustrare le misure contenute nel cosiddetto bando sul Made in Italy (6+6 milioni di euro tra mobile e moda), il direttore del Cosmob, il Consorzio del mobile, Alessio Gnaccarini. 18 mesi di tempo per presentare progetti rivolti alla valorizzazione del made in Italy attraverso progetti di innovazione, organizzazione del lavoro, strategie di marketing. Ma oltre ai Bandi regionali nell’incontro della CNA, si è parlato anche di Psl (Piani di Sviluppo Locale), nella relazione di Domenico Fucili, Direttore del Gal Montefeltro che ha illustrato la possibilità di lavorare a 4/5 Pil Progetti Integrati locali per valorizzare il territorio”.

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