TeatrOltre a Urbino: con MDLSX di Motus il corpo si mette a nudo

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11 aprile 2016

URBINO – Acclamato da pubblico e critica come capolavoro, definito coraggioso ed estremo, sconvolgente e sincero, forte ed emozionante arriva giovedì 14 aprile al Teatro Sanzio di Urbino per TeatrOltre l’applauditissimo MDLSX di Motus – gruppo cult della scena contemporanea italiana di respiro internazionale – ispirato dal libro di culto di Jeffrey Eugenides, osannato anche dal pubblico russo e americano. In questo lavoro, assolo di gesti, parole e musica dedicato al tema del gender e dell’intersessualità, il corpo che domina la scena è quello dell’attrice e performer Silvia Calderoni.

Di “appartenenza aperta alle Molteplicità” scriveva Rosi Braidotti in On Becoming Europeans, avanzando la proposta di una identità post-nazionalista. Ed è verso la fuoriuscita dalle categorie – tutte, anche artistiche – che MDLSX tende. È uno “scandaloso” viaggio teatrale di Silvia Calderoni che – dopo 10 anni con Motus – si avventura in questo esperimento dall’apparente formato del Dj/Vj Set, per dare inizio a una esplorazione sui confini che si catalizzerà, nel 2016, in Black Drama (Un musical tragico). In MDLSXcollidono brandelli autobiografici ed evocazioni letterarie e sulla confusione tra fiction e realtà MDLSXoscilla – da Gender Trouble a Undoing Gender.

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MDLSX come afferma la compagnia è un ordigno sonoro, inno lisergico e solitario alla libertà di divenire, al gender b(l)ending, all’essere altro dai confini del corpo, dal colore della pelle, dalla nazionalità imposta, dalla territorialità forzata, dall’appartenenza a una patria. La drammaturgia a cura di Daniela Nicolò e della stessa Calderoni e la regia di Enrico Casagrande e Daniela Nicolò tendono a scardinare fisicamente, nella mente degli spettatori, la fissità delle categorie di genere. Lo fanno chiedendo al pubblico un’adesione emotiva alle azioni e ai brani letti dall’attrice in scena. E lo fanno anche creando una struttura teatrale che, né performance, né monologo, né dj-set, ma tutte e tre le cose assieme. Una performance che grida al cambiamento e alla diversità per affermare le libertà individuali e i diritti civili, un vortice che porta lo spettatore in un mondo, quello gender, troppo spesso visto con distacco e superficialità; un approfondimento che non è solo concettuale ma profondamente emotivo. Un’attualizzazione delle figure simbolo che da Ermafrodito e Tiresia hanno accompagnato la cultura occidentale e che, tramite riferimenti a manifesti politico-culturali come quelli di Beatrice Preciado e Donna Haraway, si incarnano in quel corpo lungo, esile e muscoloso.

Lo spettacolo – proposto nell’ambito di TeatrOltre, un palcoscenico per i linguaggi più innovativi della scena giunto alla dodicesima edizione su iniziativa del Comune di Urbino con AMAT e il contributo diRegione Marche e Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo – contiene scene di nudo integrale.

I suoni sono a cura di Enrico Casagrande, la luce e i video di Alessio Spirli. Lo spettacolo è una coproduzione internazionale di La Villette – Résidence D’artistes 2015 Parigi, Create To Connect (Eu Project) Bunker/ Mladi Levi Festival Lubiana, Santarcangelo 2015 Festival Internazionale del Teatro in Piazza, L’arboreto – Teatro Dimora di Mondaino, Marche Teatro, realizzata con il sostegno di Mibact e Regione Emilia Romagna. Per informazioni: biglietteria Teatro Sanzio 0722 2281. Inizio spettacolo ore 21.

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