Una Consultinvest che difende meglio è una Consultinvest che vince

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11 aprile 2016

PESARO – Ci sono giornate nelle quali tutto gira storto, in cui perdi di un punto una partita già vinta e le tue avversarie dirette conquistano punti anche imprevedibili, superando squadroni o presunti tali. Poi ci sono giornate nelle quali porti a casa una vittoria sofferta, giocando magari meno bene rispetto a quindici giorni prima, mentre le tue dirette concorrenti non stravolgono i pronostici e finiscono per lasciare punti preziosi per strada (rileggi qui precedente articolo Pu24). Ecco, questa ventisettesima giornata è da segnare sicuramente tra quelle positive per la Vuelle. Che porta a casa due punti fondamentali e vede le altre squadre pericolanti rimanere al palo, con le sole Brindisi e Varese a conquistare una vittoria nella parte destra della classifica, ma onestamente né l’Enel, né l’Openjob Metis sono state mai realmente in pericolo.

Vuelle-Capo d'OrlandoCosì, la Consultinvest si ritrova improvvisamente all’undicesimo posto. Con quattro punti di vantaggio su Torino a tre giornate dal termine e la consapevolezza di essere una squadra in crescita, pur con i consueti cali di tensione; quelli che le fanno subire parziali negativi che vanificano tutto quello di buono fatto fino a quel momento. Ma ormai il Dna è questo e difficilmente vedremo dei cambiamenti significativi nelle prossime tre partite. Quello che è salito in queste ultime giornate è il rendimento difensivo di una Vuelle che, tolto il supplementare di Venezia, nelle ultime sette partite ha subito 73 punti di media. E’ salita la capacità della squadra di raddoppiare e scalare sul lato debole, facendo ognuno quel passettino in più per chiudere le penetrazioni avversarie e, infatti, Capo d’Orlando ha segnato pochissimi canestri in terzo tempo, dove Pesaro soffre anche la mancanza di un intimidatore – la Vuelle è ultima nelle stoppate con 1,7 di media – in grado di far cambiare la traiettoria ai penetratori avversari. Rimangono i problemi offensivi di una Consultinvest che ha pochissimi tiratori puri nel suo roster, dove Ceron è il tiratore designato, soprattutto dopo che Daye ha cominciato a litigare coi ferri di tutta Italia.

Riapriamo così ancora una volta il capitolo Daye, che ogni domenica ci fa scrivere una nuova pagina del suo libro, anche se ormai è chiaro che più passa il tempo e più gli prendono le misure, costringendolo ad improbabili entrate, dove il solo obiettivo rimane quello di subire fallo. Perché Austin non ha le gambe per riuscire a battere la difesa schierata; problema che il 55% da tre col quale si era presentato al suo esordio italiano, aveva mascherato. Ma la sua mira dalla linea dei 6.75 è scesa drasticamente – 8 su 45 nelle ultime sette uscite – senza un reale problema tecnico, perché il suo tiro continua ad essere stilisticamente ineccepibile e non è raro vederlo in riscaldamento infilare anche una serie di 10 triple consecutive. Il problema a questo punto potrebbe essere psicologico ed emotivo, per un ragazzo di 28 anni che, dopo una discreta carriera Nba, è arrivato in Europa pensando che tutto gli fosse dovuto, dove ad ogni contatto gli avrebbero fischiato fallo a favore e dove sarebbe stato circondato da compagni in grado di parlare la sua stessa lingua cestistica. E il parlare troppo è uno dei problemi che Austin si è portato dietro dall’America. Non solo quando brontola con gli arbitri e gli avversari, ma soprattutto quando non riesce a stare tranquillo con i suoi stessi compagni; che in questi quattro mesi, hanno dovuto sopportare i suoi rimproveri più o meno velati. Non è così semplice essere protagonisti da ambo i lati dell’Oceano, soprattutto se giochi con quel pizzico di arroganza che non ti puoi permettere nemmeno se hai un anello da campione Nba in cassaforte; perché da noi si gioca una pallacanestro sporca, dove ogni pallone può essere determinante e dove nessuno ti regala niente. Così non è raro vedere la Vuelle esprimersi meglio senza di lui, con il pallone che gira con più ritmo in fase offensiva e una difesa dove tutti e cinque fanno il proprio dovere, ma per salvarsi il prima possibile, c’è ancora bisogno di un Daye protagonista e poi, a bocce ferme, si faranno tutte le considerazioni del caso.

 

I PIU’ …..

Trevor Lacey: La notizia più bella di questa primavera, dopo quella della conquistata salvezza, sarebbe la sua riconferma per la prossima stagione. Perché ormai Trevor è la chiave di questa Vuelle, l’uomo in grado di fare la differenza e di prendersi sempre le sue responsabilità e anche contro la Betaland è stato decisivo per portare a casa la vittoria.

Vuelle-Capo d'OrlandoMarco Ceron: Finalmente segna tre triple, tutte fondamentali, tutte arrivate in momenti importanti, perché è vero che ultimamente si è trasformato in un buon difensore, ma è stato preso soprattutto per segnare dalla linea dei 6.75, in una squadra dove rimane il tiratore designato.

Selezione dei tiri: Capo d’Orlando divide equamente le sue conclusioni – 12 su 34 da 2. 12 su 33 da 3 – mentre Pesaro rimane più lucida e va a prendersi 41 soluzioni ravvicinate, contro le 22 triple scagliate con alterna fortuna.

Rimbalzi: 42 a 39 per una Vuelle che si fa valere anche in fase offensiva, grazie al buon Lydeka che ne cattura sei sui dodici totali e alla voglia di Daye di catturarli in fase difensiva in mezzo al traffico.

….E I MENO DELLA SFIDA PESARO – CAPO D’ORLANDO

Assist: Pesaro ne serve solamente otto e Capo d’Orlando appena cinque, a conferma di come non sia stata la partita più spettacolare della storia.

Tiro da tre: 6 su 22 da tre per una Consultinvest che fatica maledettamente a trovare punti dalla linea dei 6.75, confermando le consuete difficoltà ad attaccare la zona, soprattutto la box and one che Christon non conosceva.

 

IL MOMENTO DELLA SQUADRA

Potrebbe essere stata anche una domenica da “perfect day” quella appena messa in cantiere, ma guai a pensare che il discorso salvezza sia già chiuso, soprattutto perché nessuna delle altre cinque squadre coinvolte sembra una formazione in crisi. Leggendo infatti le cronache dagli altri parquet, si è visto che Torino ha perso contro la migliore versione dei campioni d’Italia, quella Sassari capace di tirare da tre con uno stratosferico 17 su 25, la stessa Cantù ha avuto con Lorbek il tiro per espugnare Trento a 4 secondi dalla sirena, così come Caserta è rimasta in partita fino all’ultimo minuto contro la capolista Reggio Emilia, mentre Bologna è stata avanti per tutto il primo tempo, prima di lasciare strada alla voglia di riscatto di Pistoia.

La prossima giornata sbroglierà ulteriormente la matassa nelle parti meno nobili della classifica, con la sfida Cantù-Bologna che lascerà inevitabilmente una delle due a quota 20 punti e mentre l’Acqua Vitasnella è in vantaggio nel confronti di Torino grazie al più tre nella differenza canestri, la Virtus deve affrontare la Manital alla penultima giornata e i felsinei rimangono i più seri indiziati per la retrocessione, insieme alla stessa Torino, ma ogni domenica ha il potere di stravolgere i pronostici e se Cantù tra sei giorni dovesse perdere, si presenterebbe alla penultima giornata a Pesaro, con la Consultinvest che in caso di vittoria, sarebbe matematicamente salva, proprio ai danni dei brianzoli.

Vuelle-Capo d'OrlandoCalcoli ed incroci che chiariremo meglio tra un paio di giorni, riproponendovi la versione aggiornata della situazione nella zona salvezza, per una Consultinvest che nelle prossime 48 ore dovrà recuperare i suoi infortunati, con terapie ad hoc per Lydeka – naso rotto – Ceron – botta al braccio – Daye – botta alla mano e risentimento muscolare alla coscia – e Shepherd – tallonite. Situazioni non gravissime, ma che prese tutte insieme, renderanno complicati gli allenamenti settimanali per coach Paolini, che ormai ha deciso di affidarsi ad una rotazione di soli sette uomini, relegando in fondo alla panchina Basile e Candussi.

Domenica si andrà a Milano, partita forse più delicata per l’Armani che per la Vuelle, che già da tempo, non ha inserito la trasferta in casa della capolista nella sua tabella salvezza, ma Pesaro si presenterà al Mediolanum Forum più tranquilla rispetto a quindici giorni fa, anche se la differenza tecnica tra le due formazioni rimane notevole.

DAGLI ALTRI PARQUET

Cade Milano a Brindisi, con l’Armani che segna solo 50 punti e vede la sua prima posizione vacillare, raggiunta – ma non superata essendo in vantaggio nello scontro diretto – da Reggio Emilia, che espugna all’ultimo minuto il PalaMaggiò di Caserta. Avellino vince lo spareggio con Cremona e sale in terza posizione, con le prime quattro squadre già sicure dei playoff, obiettivo inseguito anche da Trento, che si riprende dalla delusione di Eurocup, vincendo al fotofinish contro Cantù, da Sassari, che per una sera ritorna in versione “triplete” e rifila 112 punti a Torino e da Pistoia, che rompe un lungo digiuno, battendo Bologna. Più complicata la situazione di Venezia, che perde a Varese, salvando comunque la differenza canestri, con i lagunari che, con i loro 26 punti, dovranno difendersi anche dall’assalto di Brindisi.

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