Revolver nella canalina della luce con 50 cartucce e matricola abrasa: denunciato campano

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14 aprile 2016

La pistola sequestrata dai carabinieri

La pistola sequestrata dai carabinieri

TAVERNELLE – Ai carabinieri della stazione di Saltara arriva una segnalazione. Nel vano scale di un condominio di Tavernelle di Serrungarina c’è un pacco sospetto. I militari aspettano la notte fonda ed effettuano un sopralluogo. Dopo un lungo lavoro di ricerca trovano in una canalina dell’impianto elettrico un involucro. All’interno un revolver in cattivo stato di conservazione ma perfettamente funzionante con matricola abrasa e 6 cartucce all’interno. Continuano la ricerca e trovano una scatola contenente altre 44 cartucce.

Sottopongono a sequestro l’arma e applicano una telecamera per riprendere il proprietario nell’eventualità tornasse a riprendersi l’arma. Per rendere credibile la scena e allontanare immediati sospetti sostituiscono la pistola con una giocattolo, la riavvolgono nel pacco e la reinseriscono nella canalina.

La collocazione del vano scale non consentiva una trasmissione in diretta delle immagini ma era possibile scaricarle solo a breve distanza durante la notte.

Dopo alcuni giorni la sorpresa. Un uomo, raggiunge il sottoscala, verifica la presenza di estranei, si avvicina alla canalina, preleva l’involucro e si allontana. Dopo poco ritorna insospettito, verifica nuovamente i luoghi e riparte. Quando la notte i militari acquisiscono le immagini, alla vista dell’uomo che preleva la pistola, avviano immediatamente le operazioni di identificazione. Dopo poco si riesce a dare un nome al volto impresso dalla telecamere. Difatti  il 42enne nato in Campania e residente in provincia da qualche anno, operaio edile e collaboratore scolastico a chiamata, era stato protagonista nel settembre scorso di una violente lite con la ex moglie motivo per il quale gli erano state ritirate cautelativamente tutte le armi legittimamente possedute.

Iniziavano le ricerche dell’uomo sul luogo di lavoro e presso i luoghi dove avrebbe alloggiato a seguito della separazione.

Durante un posto di controllo l’uomo viene rintracciato e sottoposto immediatamente a perquisizione personale estesa alla dimora. I militari all’interno di una cassaforte hanno trovato 13.000 euro circa, cifra decisamente sproporzionata in relazione al reddito ed alle condizioni di vita.

L’uomo alla presenza del proprio legale ha immediatamente reso spontanee dichiarazioni fornendo una versione dei fatti decisamente inverosimile. La pistola sarebbe stata acquistata a Napoli nei vicoli vicino alla stazione ferroviaria dopo essere stato avvicinato da un rumeno o forse un albanese conosciuto occasionalmente. Richiesti 100 euro, trattativa chiusa a 20. La consistente somma sarebbe frutto di una colletta familiare fatta durante le vacanze natalizie, custodita dall’uomo in attesa di essere consegnata ad alcuni parenti che risiedono in Lombardia.

Essendo venute meno le condizioni di tempo per procedere all’arresto in flagranza di reato, l’uomo è stato deferito in stato di libertà per possesso di arma clandestina. L’arma sarà inviata al RIS per verificare se sia stata utilizzata per commettere reati nel territorio nazionale, le munizioni e la somma di denaro sottoposte a sequestro.

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