Camilla Fabbri non voterà al referendum anti-trivelle: “Ecco perché”

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15 aprile 2016

Camilla Fabbri

Camilla Fabbri

PESARO – “Domenica 17 aprile non andrò a votare perché questo referendum è diventato un motivo di confronto soltanto politico: cancellando il merito, che dovrebbe essere il cuore pulsante delle consultazioni referendarie, l’attuale appuntamento si è trasformato in un’occasione per colpire il Governo oppure, nella lettura migliore, per indicargli la linea in tema di energia. Due distorsioni, due significati estranei al ruolo che spetta allo strumento del referendum”.

Lo scrive su Facebook la senatrice del Pd Camilla Fabbri, che aggiunge: “La consultazione poneva in origine una serie di questioni avanzate dalle Regioni al Governo in materia di estrazioni che, con la legge di Stabilità, sono state superate, tanto da determinare la sopravvivenza di un solo quesito. Marginale, come ha sostenuto lo stesso Presidente delle Marche Ceriscioli, e comunque non attinente al tema “si o no nuove trivelle”, come sostengono maliziosamente alcuni. Quello che viene chiesto, infatti, è se si voglia o meno continuare a estrarre petrolio e gas fino all’esaurimento naturale dei giacimenti, a prescindere dalla scadenza delle concessioni che in alcuni casi è stabilita al 2036″.

“Le nuove perforazioni entro le 12 miglia dalla costa – prosegue – sono già state proibite dalla Legge di Stabilità. Rispetto a quanto richiesto, dunque, credo sia più sicuro, come testimoniano molti esperti, continuare a estrarre fino all’esaurimento naturale dei giacimenti, evitando di lasciare a metà l’impegno, anche in modo da non colpire gli investimenti e i posti di lavoro del settore. Continuare queste attività appare indispensabile anche a fronte dell’investimento nelle fonti energetiche rinnovabili che pure il Governo ha da tempo realizzato e che vede l’Italia, come dimostrano i dati recenti della Iea, paese leader nel settore del solare a livello mondiale (8% di copertura). Dobbiamo però essere realisti: ci serve ancora altro tempo per una totale indipendenza dalle fonti fossili, dunque ancora ne avremo bisogno”.

“Allora – prosegue Fabbri – perché ricorrere all’importazione dalla Russia o dai paesi arabi, con un più elevato rischio di inquinamento ambientale soprattutto marino per la presenza di navi, quando possiamo sfruttare i giacimenti già esistenti? Un’ultima riflessione –conclude- sul tema dell’appello alla non partecipazione. Come ha ricordato il presidente emerito Napolitano, se un referendum prevede il quorum, la posizione di chi si astiene è costituzionalmente legittima e costituisce, da parte di chi la pratica, l’espressione di una volontà esplicita”.

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