Bis sul festival di musica antica: 4 martedì con Anno Zero – Pesaro Early Music Festival

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18 aprile 2016

PESARO – Torna martedì 19 aprile, il progetto – nato nel 2015 – che fa della musica di qualità, il suo elemento di forza: Anno Zero – Pesaro Early Music Festival. Anno Zero si sviluppa in quattro appuntamenti su quattro martedì di primavera.

La conferenza di presentazione della seconda edizione di Anno Zero

La conferenza di presentazione della seconda edizione di Anno Zero

Un progetto possibile grazie anche alla sinergia di due importanti festival internazionali delle Fiandre, il celebre B-classic di Tongeren (la più antica città del Belgio fondata dai romani) che si avvale per il 2016 della direzione artistica del M° Marco Mencoboni e il Festival di Bruges; entrambi i progetti condividono alcuni spettacoli di Anno Zero, che si affaccia dunque in questo caso, sul panorama internazionale. L’iniziativa è promossa da: Comune di Pesaro/Assessorato alla Bellezza, E lucevan  le stelle Music, AMAT, Sistema Museo in collaborazione con B-Classic, Festival delle Fiandre, MA Festival Bruges.

Dal 19 aprile al 10 maggio – sempre di martedì e alternandosi tra due gioielli del centro, chiesa dell’Annunziata e Maddalena -, quattro concerti tutti da non perdere. Quattro concerti che daranno la possibilità ad un pubblico ampio di ascoltare un ampio repertorio musicale.

Si taglia il nastro domani, martedì 19 aprile, alle 21, nella chiesa della Santissima Annunziata con “Arlecchino innamorato. Giochi e scherzi di seduzione nel madrigale di primo seicento”. Il programma “Arlecchino innamorato” presenta in chiave carnevalesca una serie di madrigali amorosi e cantate da camera della prima metà del ‘600 che danno vita, seguendo il senso dei testi, a un’appassionante e dispettosa storia d’amore. Il tutto intorno alle note dei meravigliosi madrigali del pesarese Bartolomeo Barbarino (Il pesarino), già organista della cattedrale di Pesaro e celeberrimo falsettista ai suoi tempi. Un racconto non privo di momenti drammatici altamente evocativi, (le lacrime dell’amante non corrisposto formeranno un fiume e poi un mare ove egli stesso desidera una battaglia navale con la sua innamorata  per venirne fatto prigioniero) delicati (il dubbio di lei, se far scoccare il suo primo bacio nella bocca o negl’occhi di lui) ma anche erotici, ironici e pieni di doppi sensi. Alcuni elementi tipici dei canovacci improvvisati della Commedia dell’Arte trovano posto in questo spettacolo (pensato da Marco Mencoboni nel 1997) dove un ampio spazio è riservato all’improvvisazione sul palco dei protagonisti.

Martedì 26 aprile, il  programma Con il piano e forte sarà interamente realizzato sul pianoforte a tavolo appartenuto a Gioachino Rossini, Mario Stefano Tonda è un virtuoso torinese specializzato nell’esecuzione su tastiere storiche. Si presenta dunque per il pubblico pesarese una nuova occasione per ascoltare uno degli strumenti storici più importanti rimasti a Pesaro. L’ascolto si protrarrà fino a Rossini passando per Mozart ed Haydn. Musicista torinese, Mario Stefano Tonda si diploma in pianoforte al conservatorio “G. Verdi” di Torino sotto la guida di Annamaria Cigoli. Vincitore di concorsi nazionali ed internazionali, tra i quali il concorso internazionale “Città di Pisa” ed il premio “Rovere d’Oro”, intraprende la pratica del clavicembalo con Ottavio Dantone, per proseguire gli studi in cembalo e fortepiano con Emilia Fadini e ottenere infine, con il massimo dei voti, il diploma accademico superiore in Tastiere Storiche al conservatorio di Torino sotto la guida di Giorgio Tabacco. Parallelamente agli studi accademici prende parte a corsi tenuti da Kenneth Gilbert, Pierre Hantai, Jos van Immerseel, Andreas Staier, Bart van Oort, seguendo infine i corsi di fortepiano di Malcolm Bilson in Europa (Belgio e Olanda) e negli Stati Uniti (Ithaca – New York). Tiene regolarmente concerti in importanti stagioni musicali, esibendosi al clavicembalo e al fortepiano sia come solista sia con strumentisti e direttori d’orchestra quali Vadim Brodsky, Marco Fornaciari, Berislav Skenderovic. Collabora regolarmente con l’Orchestra Sinfonica di Roma con la quale ha eseguito, sotto la direzione di Lior Shambadal, il Quinto Concerto Brandeburghese per cembalo solista di Johann Sebastian Bach e, sotto la direzione di Francesco La Vecchia, la Sonata da Camera per Clavicembalo e dieci Strumenti di Goffredo Petrassi e le due Suite con clavicembalo dalle Antiche Arie e Danze di direttori d’orchestra quali Vadim Brodsky, Marco Fornaciari, Berislav Skenderovic. Collabora regolarmente con l’Orchestra Sinfonica di Roma con la quale ha eseguito, sotto la direzione di Lior Shambadal, il Quinto Concerto Brandeburghese per cembalo solista di Johann Sebastian Bach e, sotto la direzione di Francesco La Vecchia, la Sonata da Camera per Clavicembalo e dieci Strumenti di Goffredo Petrassi e le due Suite con clavicembalo dalle Antiche Arie e Danze di Ottorino Respighi. Ha inciso per etichette discografiche quali Naxos e Brilliant Classic; per Tactus Records ha recentemente realizzato al fortepiano il CD dal titolo Giacinto & Vincenzo Calderara e la musica tastieristica sabauda del XVIII secolo, accolto dalla critica discografica con deciso entusiasmo: «il vetusto segno musicale è stato vivificato in suono dalla moderna “galanteria” di Mario Tonda. Leggerezza, ampia varietà di tocco e fraseggio, bel suono, ma soprattutto cantabilità sono le cifre che contraddistinguono una lettura viva sì, ma non nervosa, equilibrata, ma non distaccata, per nulla scontata» (Musica); «for the performance […] Tonda gives convincing accounts of the works, and at all times his playing is clean and tidy» (Early Music Review). È regolarmente invitato come commissario in concorsi di clavicembalo e fortepiano e come relatore in convegni musicologici; ha pubblicato inoltre articoli e saggi su riviste specializzate quali Informazione Organistica e Philomusica (rivista del dipartimento di Scienze Musicologiche dell’Università di Pavia). È laureato cum laude presso la Facoltà diMusicologia dell’Università degli Studi di Pavia con una tesi dedicata allo studio e all’edizione critica dell’Intavolatura de Cimbalo del 1576 di Antonio Valente.

Il 3 maggio, il progetto Officium prodotto da Manfred Eicher nel 1994 per la ECM records ha segnato un momento di svolta epocale nel mondo della musica contemporanea, realizzando il primo progetto crossover tra la musica cosiddetta colta ed il Jazz. Protagonisti il sassofonista Jan Garbarek e il complesso vocale Hilliard Ensemble. Il recentissimo addio alle scene del celebre complesso vocale inglese, vincitore tra l’altro nel 2015 del primo Rema Award assegnato dall’associazione europea dei festival di musica antica, ha spinto Marco Mencoboni e Gavino Murgia a trovare un modo per mantenere in vita, grazie ai solisti del complesso Cantar Lontano, questo straordinario progetto. Le musiche di Pierre de la Rue, Cristobal de Morales, Perotinus risuoneranno questa volta con il timbro mediterraneo delle voci italiane, base ideale per le estemporanee improvvisazioni dell’eclettico Gavino Murgia.

Il 10 maggio è la volta di “Il Turturino” (alias di Cornelio Antonelli, frate agostiniano del Rinascimento riminese e divulgatore di musica) è un gruppo di cantanti che amano far gustare la musica polifonica del Cinquecento attraverso la riscoperta di opere dimenticate. Per trasmettere intatta la magia di un repertorio inedito, Il Turturino ha scelto di leggere questa antica musica dai libri-parte originali, incarnando gli stessi cantori che nelle accademie e nei ridotti delle colte città italiane, affascinavano, innamoravano e donavano ali alle passioni di chi li ascoltava. I componenti sono cantanti dell’hinterland riminese e forlivese, specialisti riconosciuti della musica antica insieme a “dilettanti” nel senso che a questo termine veniva dato nell’epoca in cui tale musica fioriva: musici provetti che si dilettano dell’arte senza sottoporsi alle necessità della professione. Integrando una formazione umanistica e scientifica, gli elementi dell’ensemble ripropongono anche nel loro retroterra culturale, l’ideale del fruitore/esecutore della polifonia ad uso privato. Il Turturino, ha già ottenuto buoni riscontri di critica nei concerti tenuti a San Leo (PS) in occasione dell’Ottavo Centenario del Passaggio di San Francesco, nei concerti per i festival “Imola in Musica” (Imola), “La Notte Rosa” (Rimini), “I suoni del Tempo” (Cesena), “Associazioni Danze Antiche” (Gradara) nell’estate 2014.

Il concerto del 19 aprile è gratuito, per gli altri concerti i biglietti – prezzo 5 euro – sono in collaborazione con Amat.

Info: Teatro Rossini (mercoledì-sabato 17-19.30) 0721 387621 e il giorno del concerto direttamente in sede.

 

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