Movimento imprese pesaresi: primo trimestre 2016 in affanno

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19 aprile 2016

PESARO – Nel primo trimestre 2016 il Registro Imprese della Camera di Commercio di Pesaro e Urbino ha registrato una flessione della sua consistenza pari a 251 imprese (che scendono a 159 ove si considerino le 92 cessazioni d’ufficio, ovvero quelle cancellazioni stabilite direttamente dal Registro Imprese quando le imprese perdono alcuni requisiti di legge).

Nello stesso periodo sono quindi nate 752 nuove imprese contro 1.003 cessazioni per un tessuto imprenditoriale provinciale che comprende un totale di 41.005 imprese. Il calo di imprese ha riguardato, anche se in maniera diversificata, la quasi totalità delle province italiane. Nella regione Marche la flessione del saldo iscritte/cancellate non d’ufficio è stato pari a -981 unità ed a livello provinciale il saldo è stato pari a -245 per Ancona, -295 per Macerata, -100 per Ascoli Piceno e -182 per Fermo. E’ importante però considerare che il primo trimestre è fisiologicamente critico poiché la gran parte delle imprese concentra la cessazione della propria attività per ragioni fiscali e amministrative entro il 31 dicembre ma la denuncia al Registro Imprese avviene entro il 30 gennaio con conseguente ed inevitabile flessione della consistenza anagrafica.

foto-grafico-borsa-02-300x226Nell’analisi a livello settoriale nel primo trimestre 2016 si evidenzia come l’agricoltura prosegua purtroppo il calo degli ultimi anni, con una flessione di -27 unità ed un patrimonio di 5.684 imprese. Nello stesso periodo il settore manifatturiero registra una flessione di -28 unità ed uno stock complessivo di 5.769 imprese. Tra i sottosettori si registra una seppur minima flessione nei settore prodotti in metallo con -4 (896), e fabbricazione di mobili con -6 (1.222), così come anche in altri comparti che in passato hanno dimostrato tradizionale tenuta, -76 imprese nel commercio (stock 9.331), -71 nelle costruzioni (5.846), -16 nelle attività di alloggio e ristorazione (2.945). Situazione sostanzialmente stabile per il settore abbigliamento con +1 unità (stock di 656) e positiva per le attività immobiliari con +28 (2.549),

Flessione anche per l’artigianato che registra -138 unità e uno stock di 11.369 imprese che rappresentano il 27,7% dell’intero sistema provinciale.

Le dinamiche giuridiche confermano la maggiore tenuta delle imprese strutturate con +47 imprese per le 9.760 società di capitali, -23 per le 9.182 società di persone, -175 per le 21.293 ditte individuali e -8 per le 770 altre forme giuridiche.

“Sulla base dei dati principali sulla natalità-mortalità delle imprese provinciali –  sostiene il Presidente Alberto Drudi – si confermano segnali d’incertezza dall’economia reale che ancora stenta a decollare. Naturalmente il sistema delle Camere di Commercio, come nella loro storia e natura, sarà sempre al fianco degli imprenditori, anche con il contributo delle associazioni di categoria, ed impiegherà tutte le risorse disponibili per affrontare la crisi e favorire un nuovo processo di sviluppo”.

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