Vaccinazioni, maglia nera per le Marche. Il punto dell’esperto Marcello D’Errico

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21 aprile 2016

FALCONARA (Ancona) – Vaccino sì, vaccino no. Il dibattito è aperto da tempo e nelle Marche, regione che più delle altre ha assistito a un vero e proprio crollo delle vaccinazioni in età pediatrica, il tema è più sentito che mai. Così, proprio a questo argomento è stata dedicata la conviviale di martedì 19 aprile del Rotary Club di Falconara che ha cercato di chiarire i vari aspetti della vicenda in compagnia di Marcello D’Errico, medico epidemiologo e preside della facoltà di Medicina alla Politecnica delle Marche. Secondo l’esperto l’approccio non deve essere di chiusura totale ma nemmeno va preso con leggerezza.

“Occorre invece informazione – ha esordito Marcello D’Errico – anche se c’è molta difficoltà nel diffondere la cultura alla salute”. Nelle Marche, negli ultimi tre anni, la copertura vaccinale è crollata. Tra le regioni d’Italia siamo terzultimi in graduatoria con appena l’81,4% di copertura vaccinale per rosolia, morbillo e parotite. Peggio di noi solo Valle d’Aosta e Provincia Autonoma di Bolzano mentre nel 2012 eravamo al primo posto con il 96,7% di copertura. Non va meglio per la poliomielite: da quarta regione d’Italia nel 2012, gli ultimi dati ci danno sotto di un punto percentuale rispetto alla media nazionale.

“E i dati del 2015 – aggiunge il medico – seppur migliorati sono sempre bassi. I motivi? Paghiamo la disinformazione fatta anche da alcuni colleghi medici. I vaccini possono dare effetti collaterali, è bene che si sappia, che la popolazione ne sia consapevole. Come occorre essere consapevoli che il pilastro è la prevenzione e che non ci si può affidare al dottor Google” ha ammonito criticando l’uso diffuso delle persone di prendere come oro colato le notizie reperite a caso sul web.

Un impatto preoccupante, insomma, per la nostra regione. Nella quale il 63,4% delle famiglie non ha risposto alla chiamata per il vaccino dei figli per morbillo, parotite e rosolia con punte, per la provincia di Ancona, a Senigallia e a Jesi. Nel capoluogo dorico il dato è al 45,5%.

“Vaccinarsi serve per tutelare la propria comunità ma occorre informazione – ammonisce D’Errico – In Veneto, ad esempio, c’è il più alto tasso di vaccinazioni ma nessuna obbligatorietà perché sono state effettuate numerose campagna informative. Anche negli Stati Uniti le vaccinazioni non sono obbligatorie ma sono richieste, diventando così indispensabili, se ci si iscrive a scuola o a un corso formativo. Insomma, dobbiamo agire nell’ottica della tutela della salute”.

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