Continua la rassegna d’archeologia “Pisaurum”. Martedì si racconta di quando la città era Felix

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22 aprile 2016

PESARO – Continuano le conversazioni tra archeologia e storia, a cura del professor Lorenzo Braccesi – già ordinario di Storia Greca all’Università di Torino, Venezia e Padova -, e di Chiara Delpino, funzionario della Soprintendenza Archeologia delle Marche.

Caio_Cesare_Museo OliverianoTema dell’incontro di martedì 26 aprile (alle ore 18) – nella sala del Consiglio provinciale Wolframo Pierangeli – è “Colonia Iulia Felix Pisaurum, la rinascita augustea”. Tra il 31 e il 27 a.C., dopo avere sconfitto Antonio ad Azio e prima di prendere il titolo di Augusto, Ottaviano rifonda simbolicamente la città di Pesaro. Il nuovo nome è, appunto: Colonia Iulia Felix Pisaurum. La rifondazione augustea segna l’inizio della stagione migliore della Pesaro romana. Il legame con la famiglia augusta è testimoniato dal ritrovamento di diversi ritratti della famiglia imperiale (statue di Livia, Gaio Cesare e di altri principi della famiglia giulio-claudia) e da un’eccezionale documentazione epigrafica. Non vi sono tracce archeologiche certe, ma è possibile supporre l’esistenza di un monumento, o di un tempio, proprio per celebrare la famiglia imperiale.

In questo periodo la città gode di una fase di prosperità e di espansione demografica notevole: lo spazio abitato si estende anche al di fuori della cinta muraria mentre nel centro vengono costruite nuove domus signorili, dotate di raffinate decorazioni (affreschi e mosaici). Alcune di esse, come mostrano i frequenti rinvenimenti archeologici, si conservano ancora nel sottosuolo della città moderna. Anche le campagne attorno a Pisaurum si mostrano popolose e dotate di un insediamento sparso, formato da fattorie e piccoli agglomerati abitativi, collegati tra loro da una fitta rete di strade.

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