Da Fano a Venezia in bicicletta. L’associazione For.bici a colpi di pedale per promuovere la “ciclovia Adriatica”

FANO – Il prossimo 3 maggio un gruppo di 12 ciclisti appartenenti a For.bici (associazione aderente alla FIAB Federazione Italiana Amici della Bicicletta), partirà da Fano lungo la “ciclovia adriatica” per concludere il viaggio a Venezia dopo 6 tappe di 60 km l’una.

Non è certo un’impresa eccezionale da un punto di vista sportivo. Eccezionale è invece il percorso. Si viaggia su piste ciclabili litoranee e su strade a basso traffico con un interessante aspetto storico e monumentale per la presenza di città come Fano, Rimini, Ravenna, Venezia. Si attraversa un territorio con una notevole varietà di ambienti naturali: mare e fiume, la falesia del San Bartolo e le pinete litoranee, esili strade sospese tra valli abitate da una fauna unica. Si incontrano circa 30 corsi d’acqua  (o bracci di mare),  attraversando ponti (di cui alcuni di epoca romana), traghetti, ponti di barche. Non esiste un altro percorso in tutto il territorio nazionale di questa lunghezza, altrettanto facile e nello stesso tempo vario ed interessante.

rimini-bici-1“La nostra Fano Venezia in bicicletta – spiegano da FOR.BICI – vuole attenzionare le amministrazioni in merito alle reali opportunità offerte da un ambiente amico di chi viaggia in bicicletta. Che il cicloturismo non sia più solo un fenomeno di nicchia, passatempo per quattro sparuti amanti della bici, lo conferma – se ancora ce ne fosse bisogno – il fatto che lo  studio realizzato da The European House-Ambrosetti pochi mesi fa si sia preso la briga di misurarne l’indotto. Il risultato è sorprendente: secondo la ricerca, il cicloturismo italiano ha un valore potenziale di circa 3,2 miliardi di euro!

Il fenomeno nel nostro Paese è ancora giovane, ma in forte crescita. In Trentino, oggi gli introiti turistici generati dal turismo in bici sui 400 km di piste ciclabili della provincia di Trento valgono 100 milioni di euro all’anno. Ovvio che un ambiente amico di chi va in bicicletta non è solo un valido volano per l’economia, ma è anche un punto fermo per la qualità della vita di chi vive nelle città.

Entro il 2020 la Comunità Europea metterà a disposizione dei paesi aderenti ben 6 miliardi di euro per progetti a favore della ciclabilità. Una palla che le amministrazioni dovrebbero prendere al balzo  in considerazione della assoluta necessità di reperire risorse per riqualificare l’assetto urbanistico del territorio e per rilanciare le potenzialità turistiche verso nuovi proficui mercati. In questo contesto risulta di prioritario interesse la realizzazione di nuove infrastrutture ciclabili come la Fano – Senigallia recentemente proposta dagli amministratori locali, creando un’unica  struttura ciclabile di 40 chilometri che colleghi Pesaro – Fano – Senigallia.

Il cicloturismo, se analizzato con attenzione, è una concreta opportunità di conversione qualitativa dell’intero sistema turistico locale e un laboratorio per lo sviluppo sostenibile del territorio. Perchè la bicicletta non è il fine, ma è il mezzo per migliorare la qualità della vita nelle nostre città”.

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