Chemsex: il sesso chimico è più bello !?! La rubrica di de.Sidera

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27 aprile 2016

d.ssa Arianna Finocchi

Da una recente ricerca pubblicata sul British Medical Journal da alcuni medici dellNhs Foundation Trust, scopriamo che nel mondo della sessualità impazza una nuova tendenza: quella del “chemsex”. Questa parola che sembra dapprima non dirci nulla, scaturisce dall’unione di altre due parole ben conosciute: chemical e sexuality, et voilà, ne viene fuori che il nuovo trend che si fornisce di drogada condire con il sesso.

sex_is_a_drug_by_punkroc__1446975834_93.51.45.153C’è sempre stato questo binomio, non viene certo fuori ora ma, se prima si faceva sesso dopo essere ricorsi alla droga, vuoi perché si era disinibiti, vuoi perché si era in uno stato di coscienza alterato che permetteva di agire in maniera incontrollata, ora, si ricorre alla droga proprio con la finalità cosciente di mirare al sesso in uno stato alterato.

La ricerca, effettuata ha dato risultati sconvolgenti, nella sola città di Londra, circa un quinto degli intervistati ha ammesso di aver assunto droghe allo scopo di migliorare e prolungare le loro performance sessuali negli ultimi cinque anni, e ben un decimo soltanto nell’ultimo mese.

Lo scopo dunque è quello di migliorare la prestazione sessuale, renderla più soddisfacente e a tale scopo le sostanze che vengono di più utilizzate sono: il mefedrone, i cristalli di metanfetamina, il ghb (gamma-idrossibutirrato) e il gbl (gamma-butirolattone). Le prime due sostanze sono stimolanti, aumentano dunque battito cardiaco e pressione sanguigna, generando euforia ed eccitazione sessuale, mentre il ghb (chiamata anche droga dello stupro) e il gbl tolgono i freni inibitori e per di più hanno un leggero effetto anestetico. La performance risulta piuttosto lunga perché il corpo non avverte la stanchezza, ma dietro a questo momentaneo vantaggio si nascondono effetti devastanti sia a breve che a lungo termine. Innanzi tutto, gli intervistati ammettono il desiderio di avere rapporti sessuali “immadiati e facili” che durano ore, addirittura giorni, e non si preoccupano di sapere chi è la persona, o le persone con cui hanno scambi (una delle finalità dell’utilizzo della droga è anche quella di praticare sesso con più persone senza che la performance ne risenta), per cui si possono veicolare malattie veneree con più facilità e non ci si preoccupa di proteggersi, visto lo stato in cui si versa.

“In questo modo lo stigma dell’HIV, possibili omofobie interiorizzate, bassa autostima e inibizioni varie spariscono”, ammettono molti, dichiarando però anche la difficoltà di dormire nei giorni successivi, la confusione mentale e la totale mancanza di appetito. Chiaramente gli effetti negativi collaterali non si limitano a questo, parliamo quindi di effetti devastanti sul sistema cardiocircolatorio, sul cervello, per non parlare dei comportamenti imprevedibili che si possono adottare sotto effetto di droghe potenti come queste e in situazioni di totale ambiguità e dissolutezza.

sex-drugs-rockandroll-240La moda sta impazzando in Inghilterra e i medici Britannici sono molto preoccupati perché sembra che questa non sia propriamente una moda, come appare “dalla copertina” ma, sentendo parlare gli intervistati, sembra sia una abitudine già ben radicata da tempo, soprattutto negli ambienti omosessuali, nel luoghi di trasgressione, all’interno di una fetta importante della popolazione.

In italia a lanciare l’allarme è la comunità gay e in particolare il sito Gay.it, che da tempo parla di un’abitudine sempre più diffusa di abusare di droghe chimiche e alcool per aumentare ed esaltare le prestazioni sessuali. Ne abbiamo una testimonianza anche nelle notizie di cronaca come l’omicidio Varani accaduto in una notte di sesso, droga e follia, nella Capitale.

Queste notizie e i risultati di tali ricerche ci devono far riflettere sul fatto che la performance sembra battere ad alti punteggi la relazione. Godere dell’esperienza sessuale è imprescindibile dall’essere coscienti; in uno stato di semicoscienza o addirittura totalmente alterato, non si ha una esperienza, si vive, si subisce quasi un semplice fatto senza significato alcuno, dal quale dunque non si impara, non si cambia, non ci si conosce, né ci si evolve. Sintonia, complicità, piacere reciproco sono concetti che non esistono nella pratica del chemsex, poiché la mente e il corpo sono come scissi, una scissione che viene ricercata sempre più spesso e che allontana dalla vera esperienza del piacere che è conoscenza di sé e del mondo attorno a sé.

*Psicologa, psicoterapeuta, sessuologa

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