Bilancio, il Consiglio Comunale approva il rendiconto 2015

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29 aprile 2016

PESARO – Un dibattito di oltre tre ore, tutto incentrato su due questioni: l’ospedale unico (mozione) e il rendiconto della gestione dell’esercizio finanziario 2015 (delibera). Il Consiglio approva (a maggioranza) entrambi i documenti, dopo una lunga serie di interventi. Alcuni (dell’opposizione) anche molto polemici e taglienti.

Ospedale unico. In particolare, nella mozione presentata dalla consigliera Francesca Fraternali si impegna il sindaco e la giunta “a trasmettere le istanze al presidente della Regione, ribadendo le priorità espresse e l’assoluta necessità di realizzare l’ospedale unico”. “Nonostante mesi di discussione, tra i sindaci di Pesaro e Fano, non si è arrivati all’accordo sull’individuazione del sito e pertanto, è necessario che sia la Regione a esprimersi in tempi brevi e certi”, scrivono i firmatari del documento. Che ribadiscono anche il sito di Muraglia come miglior scelta. “La proposta avanzata dal Consiglio nel giugno 2014 per l’individuazione del sito di Muraglia rimane quella di maggior buon senso, al di fuori dei campanilismi, perché ridurrebbe costi, tempi delle procedure, non consuma il territorio, insiste su area pubblica ed è baricentrico alle città e alle due vallate”.

Il Consiglio comunale di Pesaro

Il Consiglio comunale di Pesaro

Il dibattito. “Abbiamo avuto conferma che si va verso il project financing – ha detto Edda Bassi – e sappiamo tutti che sarebbe una devastazione per il nostro sistema sanitario”. E ancora: “Se la Regione vuole continuare ad andare contro ciò che vogliono i cittadini, se vuole continuare a fare d’imperio scelte contrarie alla cittadinanza, faccia pure. Ne pagherà le conseguenze”. Molto polemico Alessandro Bettini, che tornando molto indietro nel tempo “rinfaccia “alla maggioranza la scelta di rinunciare all’Irccs. “Quella era veramente un’occasione unica – ha detto –, ma i pesaresi se lo sono già dimenticato. La mozione? Ponzio Pilato non avrebbe saputo fare meglio. E’ un documento che non dice nulla, ma serve solo per rompere gli equilibri tra il Pd di Fano e Pesaro”. Molto preoccupato Remo Giacchi dal fatto che “la maggioranza demanda ogni decisione al presidente-assessore della Regione, che finora ha fatto ben poco. E inoltre ribadisco: è già stato scelto il sito di Fosso Sejore, designato nei fatti”. Per Andrea Nobili, “la mozione non è ‘vuota’ come asserisce la minoranza, ma ripercorre tutte le problematiche, evidenziando i punti su cui occorre porre l’attenzione. Forse è la parola ‘ospedale unico’ che dà fastidio? Una cosa è certa, se non si realizza il nuovo ospedale, ci sarà un grande spreco di denaro e inoltre, se noi la tiriamo tanto per le lunghe, qui non si realizzerà nulla, mentre in altre aree della regione, sì”. “Una mozione molto dialogante, non rigida”, l’ha definita il sindaco Matteo Ricci, che ha anche ribadito che, “se non ce la faremo a trovare una sintesi, è giusto che decida la Regione”.

L’opposizione dice no. “Sanità è adesso – ha sottolineato Roberta Crescentini -. Cosa facciamo nel frattempo? Vi racconto cosa mi è successo… ho cercato di prenotare una mammografia… sapete cosa mi hanno risposto? Visita a metà del 2018”. E su Fosso Sejore: “Tecnicamente non è possibile, ci vorranno almeno 5-6 anni per realizzarlo. E nel frattempo”?   Al termine del dibattito la mozione è passata a maggioranza (29 votanti, 18 favorevoli, 11 contrari).

Rendiconto della gestione dell’esercizio finanziario 2015 E il Consiglio dà anche il via libera (30 votanti, 21 favorevoli e 9 contrari) anche al Bilancio. In apertura di dibattito il presidente del Consiglio comunale Luca Bartolucci ha ringraziato tutto lo staff della ragioneria, per l’impegno e il grande lavoro espletato per raggiungere l’obiettivo. Che l’assessore alla Gestione estende anche al servizio lavori pubblici (“in tre mesi sono stati capaci di organizzare 24 gare per 20 milioni di euro di progetti”). “E’ stato fatto un lavoro enorme – ha esordito l’assessore Antonello Delle Noci -, si chiude sicuramente un anno straordinario, durante il quale, grazie all’allentamento del patto di stabilità, siamo riusciti a sbloccare risorse importanti, circa 32 milioni, che verranno reinvestite in lavori nella nostra città. L’input per sbloccare il Patto, per i Comuni virtuosi, è partito da Pesaro, e ciò ha permesso di cambiare le regole su tutto il territorio nazionale. Dunque, un cambio epocale, ma il merito va anche alla precedente amministrazione, che ha saputo accantonare, e ai cittadini. Il bilancio chiude con una ulteriore certezza, 29 milioni di avanzo”. Per Alessandro Bettini “questo è un bilancio di lacrime e sangue per i cittadini, soldi spremuti dalle loro tasche”.

Molto critico anche Dario Andreolli, secondo il quale “occorreva chiedersi come poteva essere alleviata la pressione fiscale sui cittadini, ma questo bilancio non lo ha fatto”. Andreolli è critico anche sui 744 mila euro del contratto con l’Amat e sui 350 mila euro spesi ancora per l’università Pesaro Studi.

“Penso che saranno anni straordinari – ha detto Stefano Falcioni – e i tanti cantieri aperti in città avranno ricadute sul lavoro e sul turismo. Importante anche l’investimento sulle asfaltature, con 7 milioni di euro, ma avuti prima. Importanti anche gli investimenti sulla manutenzione delle scuole, così come sulle piste ciclabili per la mobilità e per il miglioramento della qualità dell’aria”.

“Il documento testimonia che il Comune ha osservato tutte le linee programmatiche che la maggioranza aveva delineato – è intervenuta Cristina Amadori -. Grazie all’allentamento del patto di stabilità investiamo in città 30 milioni di euro, potendo intervenire in quartieri in cui non si interveniva da anni”. Marco Perugini parla di “rivoluzione” e di una “macchina comunale molto più efficace e produttiva. Dobbiamo dare atto che ci sono soggetti e servizi che hanno davvero cambiato il passo”.

Per Federico Alessandrini “se siamo un Comune virtuoso dobbiamo ringraziare i cittadini che hanno pagato, e in parte la vecchia amministrazione. Ora essendoci tanti soldi c’è la possibilità di fare tanti lavori, ma occorre vedere come si fanno. E soprattutto, se ci sono tanti soldi mi spiegate perché dobbiamo vendere l’ex Bramante e l’ex Tribunale”?

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