Strada interrotta per frana dal febbraio 2015: a Tavoleto protesta di Casapound

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30 aprile 2016

Frana di Tavoleto - lo striscione di protesta di Casapound

Frana di Tavoleto – lo striscione di protesta di Casapound

TAVOLETO – Ha avuto luogo nella notte un’azione di protesta di CasaPound Italia, che ha affisso a Tavoleto e dintorni degli striscioni recanti la scritta: “CRISTO SI E’ FERMATO… ALLA FRANA” con lo scopo di denunciare l’insostenibile situazione viaria – ad oggi irrisolta – che interessa il comune di Tavoleto successivamente alla frana del febbraio 2015.

“E’ passato ormai oltre un anno dalla frana causata dalle forti piogge che nella notte fra il 5 e 6 febbraio 2015 ha interrotto un tratto della Sp 23, l’unica strada che collega Tavoleto a Rimini – scrive in una nota Christiano Demontis, responsabile locale di CasaPound Italia – e la situazione resta tragicamente immutata, nonostante le proteste dei cittadini per un disservizio che ha arrecato pesantissimi disagi sia alla popolazione che alle attività economiche di Tavoleto. Altri dissesti, altrettanto ignorati, si registrano anche nelle zone di Montecalvo e Ca’ Gallo”.

“Dopo una iniziale messa in sicurezza tramite cartelli di strada interrotta e la deviazione del traffico su una stradina secondaria – continua – la situazione si è arenata: la Regione Marche, nel mese di marzo del 2015, ha approvato con decreto il piano riguardante i primi interventi urgenti di protezione civile come conseguenza delle forti piogge, tra i quali quello relativo alla sistemazione della frana di Tavoleto per un importo di 460 milioni di euro, rinviando però ad successivo decreto l’impegno di spesa del finanziamento”.

“A tutt’oggi – dichiara Demontis – il Comune è in attesa di notizie certe sullo stanziamento dei fondi e vive quotidianamente un disservizio inaccettabile: le attività commerciali hanno subito una flessione dovuta all’isolamento che allontana il turismo, le industrie della zona affrontano da più di un anno un ritardo e un allungamento dei tempi di consegna essendo interdetto il traffico pesante nell’unica stradina percorribile, a fatica, dalle auto private. Nel balletto delle responsabilità e dalla difficoltà endemica di reperire fondi le lungaggini per risistemare lo smottamento sono solo l’ennesima prova di un disinteresse della Regione Marche per un problema serio e quotidiano come la viabilità; già da oltre tre anni la strada provinciale Sp 23 è in situazione di emergenza e l’unico palliativo è stato l’utilizzo di ghiaia per coprire buche che inevitabilmente si sono allargate”.

“CasaPound – conclude il responsabile di CasaPound – prende posizione a difesa degli abitanti di Tavoleto e dell’economia locale e chiede, unitamente a loro, che la Regione Marche si impegni fattivamente per porre fine a una situazione paradossale e insostenibile”.

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