Rapina dell’ “abbraccio fatale” a Mondolfo. Ecco i fermati

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2 maggio 2016

MONDOLFO – La tecnica è sempre la stessa. Individuano una persona su con gli anni o, comunque, con minorata difesa . Lo avvicinano fingendo di conoscerlo. Fanno riferimenti a fantomatiche amicizie comuni e poi abbracciano calorosamente la vittima. Di fronte a tanta gentilezza ed affetto difficilmente il malcapitato riesce a percepire l’inganno. Solo dopo ci si ritrova senza collana, orologio o altri oggetti di valore.

CarabinieriQuesta scena si è ripetuta in pieno centro a Mondolfo. Una signora di 62 anni, vestita elegantemente e con un bel collier d’oro al collo è stata presa di mira da una banda di ladri. Una donna si è avvicinata, ha ripetuto il solito copione e alla fine l’ha abbracciata. Ovviamente l’abbraccio era funzionale ad acciuffare il collier d’oro. La signora però si rende conto che le era stata sfilata la collana ed ha reagito urlando e cercando di rientrare in possesso del prezioso. Immediatamente è accorsa una complice che ha afferrato la collana e spintonato la signora per poi darsi alla fuga e salire su un BMW parcheggiata vicino con motore accesso dove un uomo al volante le aspettava. Le urla della vittima avevano però richiamato l’attenzione di una persona che affacciandosi alla finestra di casa aveva assistito alla scena. Questa chiama immediatamente i carabinieri e dà una prima descrizione dell’auto in fuga.

Immediatamente sono scattate le ricerche da parte dei carabinieri di Mondolfo che hanno chiesto la collaborazione delle forze di polizia presenti sul territorio. Circondata la zona, proprio i carabinieri di Mondolfo mentre percorrevano la strada cesanense in direzione monte – mare all’altezza dell’incrocio con la strada che porta a Mondolfo hanno visto l’auto sospetta venirgli incontro invadendo la corsia opposta mentre superava le auto ferme per il semaforo rosso.

I carabinieri per sbarrare la strada ai fuggitivi hanno messo l’auto di traverso, e armi in pugno, hanno bloccato la BMW. Dopo pochissimi secondi sono giunti in supporto i carabinieri di Monte Porzio ed i vigili urbani di Mondolfo. All’interno le due donne erano ancora intente a cambiarsi d’abito per eludere eventuali riconoscimenti. Fatti scendere i tre dall’auto per essere perquisiti la sorpresa: una donna era incinta e l’altra aveva con se il figlio di 6 anni.

Condotti tutti in caserma la vittima riconosceva senza ombra di dubbio le responsabili di quanto accadutogli. Difficile l’identificazione e l’individuazione del luogo di provenienza: l’auto aveva una targa spagnola, l’uomo Printu Vaduva 24enne nato in Germania era residente in Spagna in Italia senza fissa dimora, le due donne Monica Ionita e Mirela Vaduva entrambe 22enni, nate in Romania e residenti in Spagna, anch’esse erano in Italia senza fissa dimora di cui la prima con un figlio minore e la seconda in stato di gravidanza. Verosimilmente i tre provenivano dai campi rom di Ancona o di San Casciano in Val di Pesa. Quindici giorni prima erano stati deferiti in stato di libertà a Ferrara per fatti analoghi. Tutti sono stati tratti in arresto per rapina avendo usato violenza, ancorché per guadagnare la fuga, sulla vittima e successivamente portati in carcere a Pesaro in attesa del Giudizio di Convalida. Il bambino è stato affidato ai Servizi Sociali del Comune di Mondolfo.

La Procura della repubblica di Pesaro ha autorizzato la pubblicazione della foto degli autori della rapina al fine di sollecitare denunce o riconoscimenti per fatti analoghi:

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