A Sassocorvaro il Premio Rotondi ai “salvatori dell’arte”

SASSOCORVARO – Sabato 7 maggio Sassocorvaro torna a essere una piccola capitale della cultura italiana. Nella cornice di una serie di eventi, alle ore 16,30, nel Teatro della Rocca Ubaldinesca, consegna del prestigioso Premio Rotondi ai salvatori dell’arte (come da legge dello Stato n. 111/2009), XIX° edizione.

Rocca Ubaldinesca di SassocorvaroQuesti i riconoscimenti assegnati dalla giuria presieduta da Giovanna Rotondi Terminiello e coordinata da Salvatore Giannella, con le sintetiche motivazioni. (Com’è noto, il premio prende il nome dall’ex Soprintendente di Urbino Pasquale Rotondi (Arpino 1909 – Roma 1991), che coordinò l’Operazione Salvataggio dei principali capolavori dell’arte italiana nel Montefeltro marchigiano (Sassocorvaro, Carpegna e Urbino).

 

Sezione Mondo

Ad Alessandro Bruschettini, collezionista e profondo conoscitore della cultura islamica, nipote dell’omonimo grande batteriologo di origine marchigiana (Alessandro Bruschettini, nato a Senigallia nel 1868) per essersi da sempre dedicato allo studio e alla promozione dell’Arte islamica e asiatica. Attraverso la “Fondazione Bruschettini”, da lui costituita a Genova negli anni Ottanta del ‘900 (giuridicamente riconosciuta nel 2012), ha contribuito all’organizzazione di convegni e alla pubblicazione, oltre che dei relativi atti, di ricerche scientifiche sull’arte islamica;  ha promosso attività espositive; ha contribuito al finanziamento di importanti interventi di restauro su manufatti di cultura islamica e, a Genova, all’istituzione del Corso universitario di Storia dell’Arte islamica e di Storia dell’architettura islamica e alla creazione del “Centro internazionale di ricerca sull’architettura del mondo islamico e del Mediterraneo” presso il Dipartimento di Scienze per l’Architettura (DSA); ha effettuato donazioni di opere d’arte islamica in favore di Istituti museali italiani e ha instaurato, a livello nazionale e internazionale, solidi rapporti di collaborazione scientifica con musei ed enti culturali.

 

Sezione Europa

Il premio va all’architetto Mihai Antoniu e ai suoi collaboratori per aver favorito la rinascita, dopo lunghi anni di abbandono, degli storici khan rumeni a Bucarest, locande-alberghi nati per ospitare i mercanti in transito e gli scambi commerciali tra il ‘700 e l’800 e diventati l’epicentro commerciale, e anche della cultura e della movida della capitale romena. Salutiamo così la nuova vita di una delle meraviglie dell’architettura mondiale.

 

Sezione Italia

A Mario Micheli, docente all’Università di Roma 3, per il progetto Italia – Cina, che ha avuto in lui un autorevole motore creativo. Il Sino-Italian Conservation Training Center, creato a Pechino dall’Istituto Italiano per l’Africa e l’Oriente nel 2003 attraverso finanziamenti a dono della Cooperazione Italiana allo Sviluppo, rappresenta l’iniziativa di maggiore successo promossa dall’Italia all’estero nel settore del restauro e della conservazione del Patrimonio Culturale. Il Centro, a cui è affidato il coordinamento di tutte le attività formative del settore per l’intero Paese, occupa una superficie totale di 2.000 mq. e  dispone di aule didattiche e laboratori scientifici e di restauro di avanguardia. Nei sette anni di collaborazione con l’Italia sono stati attivi nel Centro oltre 60 esperti italiani selezionati nelle più importanti università e istituzioni scientifiche italiane. Sono stati formati ben 489 specialisti provenienti dall’intera Cina, oltre a 93 tecnici di paesi stranieri dell’Asia, Africa e Medio Oriente. Gli specialisti cinesi formati dall’Italia operano oggi in oltre 100 tra musei, istituti di ricerca archeologica, centri di conservazione e siti storici e costituiscono la più ampia rete culturale specialistica di matrice italiana all’estero. Micheli è stato co-autore del progetto e condirettore del Centro dal 2003 fino al 2010 assieme al prof. Zhan Chang Fa.

 

ALLE TRE SEZIONI CANONICHE SOPRA INDICATE SI AGGIUNGONO, COME DI CONSUETO, I PREMI SPECIALI :

 

Premio speciale per la Protezione civile

All’ammiraglio Vincenzo Melone, Comandante generale del Corpo delle capitanerie di porto – Guardia Costiera, l’organismo che coordina tutti i soccorritori operanti in mare. Sono undicimila uomini e donne che hanno come primario obiettivo la salvaguardia della vita umana in mare, come da Convenzione di Amburgo (1978).

Marche

A Flavio Fabbri, Silvano Tiberi, Antonio Fontanoni, Giancarlo Ugolini e Bianca Maria Capriotti (“L’arca di carta. Un paese vuole conoscersi”), gruppo di lavoro che da anni ha intrapreso la strada editoriale (e non solo) per far affiorare dal pozzo della memoria la storia e le storie di Sassocorvaro. A oggi sono state realizzate 18 monografie, altre sono già in cantiere.

Mecenatismo

Alla Fondazione della famiglia Brunello e Federica Cucinelli, per il Progetto Bellezza che ha portato al restauro, al posto di sei capannoni industriali, di tre parchi nella valle ai piedi dell’antico borgo medioevale di Solomeo che l’imprenditore umbro restaurò nel 1985 per farne la sede della sua azienda pensata con biblioteca, mensa per i dipendenti, scuola d’artigianato. E che ha dato vita anche alla costruzione di un teatro Palladiano.

Comunicazione

A Raffaella Turatti, per il suo coraggioso lavoro di ricerca per la tesi di laurea all’Università di Milano sul Museo Savitsky, chiamato il “Louvre nel deserto”, con l’arte proibita in un’area remota del Karakalpastan, repubblica autonoma nel cuore dell’Asia centrale, dove finirono esiliate le opere degli artisti dissidenti dell’Urss, opere altrimenti condannate all’oscurità.

teatro rocca ubaldinesca sassocorvaroI premi consistono in una scultura appositamente ideata dallo scultore iracheno Selim Abdullah (artista che vive e lavora tra Lugano, Milano e Parigi) e medaglie dell’artista genovese Ilario Cuoghi.

Conclusa la premiazione dei vincitori, sempre all’interno della Rocca Ubaldinesca si terrà l’ Inaugurazione della Galleria d’Arte “Pasquale Rotondi” con la mostra “L’Arca dell’Arte” a cura di Umberto Palestini.

 

DOMENICA 8 MAGGIO

 

“L’EQUILIBRIO DI UN MARCHIGIANO

RISORSA PER LA DERMATOLOGIA MONDIALE”

Conferenza a Sassocorvaro di Farnetani su Tommasoli, pioniere nello studio della sifilide

 

 

Nell’ ambito del XIX edizione del Premio Rotondi ai salvatori dell’ arte, che si terrà dal 5 all’ 8 maggio presso la Rocca Ubaldinesca di Sassocorvaro (PU), il professor Italo Farnetani analizzerà la vita e l’ opera di Pierleone Tommasoli, illustre medico, nato nella Città marchigiana. Farnetani spiegherà anche l’importanza delle origini marchigiana dello scienziato.

La conferenza, che è l’evento conclusivo del Premio, si terrà domenica 8 maggio 2016 alle ore 21, presso la bibliotca “Italo Cucci” a Mercatale di Sassocorvaro. Sarà arricchita da materiale autografo e inedito di Pierleone Tommasoli che è uno dei grandi dermatologi italiani e uno dei fondatori della disciplina, molto stimato e attivo anche a livello internazionale ma che non dimenticò mai le proprie origini marchigiane, infatti il 17 settembre 1899 fu a Recanati per il congresso della Società medica marchigiana ove tenne una relazione sul sifilismo .

«Un importante settore a cui si dedicò – afferma il professor Italo Farnetani – fu quello delle malattie trasmesse sessualmente, in primo luogo la sifilede che era allora la più diffusa di cui, a livello del mondo scientifico internazionale, era il referente italiano.

Il Tommasoli fornì un originale contributo alla sanità italiana postunitaria, che migliorava le due legislazioni, varate dopo l’ Unità, per la gestione delle malattie trasmesse sessualmente. Mise in evidenza in entrambi i casi – dice Farnetani – i limiti dei regolamenti emanati, quello voluta da Cavour, perchè era di tipo repressivo e prevedeva il ricovero coatto nei sifilocomi che erano veri “ospedali-ghetto”, mentre la gestione era affidata a funzionari di polizia spesso incapaci a gestire situazioni a rischio psicosociale. La seconda riforma, voluta dai governi della sinistra storica, presieduto da Francesco Crispi, lasciava un maggior arbitrio al paziente con l’ impossibilità di limitare il contagio e il rischio di diffusione della malattia.

La proposta avanzata dal Tommasoli – continua Farnetani – era moderna, equilibrata ed è ancora atuale e valida: prevedeva una maggior informazione alla popolazione sulle caratteristiche della malattie trasmesse sessualmente, che permetteva in tal modo una maggior conoscenza e di conseguenza un minor rischio di contagio, perciò evitava l’isolamento e la ghettizzazione. Andava garantita anche una maggior formazione per gli studenti, i medici, le ostetriche e una selezione del personale di polizia che avesse sufficienti competenze socioculturali per avere un approccio idoneo al malato. Il regolamento prevedeva di facilitare la cura aprendo a tutti gli ospedali e rendendoli gratuiti, una maggior protezione dell’allattamento, e il trattamento esteso anche agli uomini. Il carattere mite, equilibrato e incline alla mediazione della popolazione delle Marche – conclude il professor Farnetani – che si riscontra anche nei colori tenui della pittura marchigiana, è la base per interpretare il pensiero e il metodo scientifico del Tommasoli, che è ben sintetizzato in un concetto che espresse nella relazione tenuta a Bruxelles, una delle ultime, quando disse che è necessario avere: “l’occhio sereno e imparziale dello scienziato”».

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