Camera di Commercio unica regionale. L’idea dell’assessore Bora miete consensi

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4 maggio 2016

PESARO – Camera di commercio unica, la Regione va avanti. E la posizione dell’assessore Manuela Bora è netta e decisa nei confronti degli enti camerali delle province marchigiane: “Non si può venire in Regione quando si ha bisogno e poi disattendere le linee di orientamento”. La responsabile della Regione Marche alla Attività produttive con delega alle Camere di Commercio l’ha espressa davanti al Consiglio della Camera di Commercio di Pesaro e Urbino riunito per approvare, oltre al bilancio consuntivo, una mozione relativa proprio al percorso di razionalizzazione del sistema camerale marchigiano. Un percorso, come ha sottolineato più volte l’assessore Bora, che ha visto “ con Pesaro un dialogo costruttivo e utile. Un atteggiamento collaborativo e di confronto che non ho riscontrato in altri territori che hanno invece sollevato rilievi di ingerenza e invadenza nei ruoli. Ricordo che la nella riforma costituzionale, la competenza esclusiva in materia di sviluppo economico è affidata alle Regioni”. Ha poi comunque aggiunto di aver “raccolto consensi sulla Camera regionale unica”. Ed è d’accordo con l’indicazione del presidente della Cciaa di Pesaro Urbino Alberto Drudidi non aspettare il decreto legislativo, ma di andare avanti con le proposte per riempirlo di contenuti”, dichiarando di essere in costante contatto con il ministro Madia. In base ai tempi tecnici per l’adozione, approvazione e pubblicazione del decreto, è stata ipotizzata come data per l’entrata a regime della Camera regionale unica il primo gennaio del 2018.

20160504_104541Due gli obiettivi sul tavolo: un’unica Camera regionale e un’unica azienda speciale per l’internazionalizzazione. E su questi due obiettivi, come ha riferito Drudi “si è basata la disponibilità di Pesaro a collaborare con la Regione”. In questo contesto si è discusso anche del ruolo che può e deve avere la Regione, considerato “fondamentale e dirimente” dal presidente Drudi “per orientare le scelte su un unico organismo camerale regionale”.

Da Pesaro è stato lanciato anche un forte segnale sulla futura Camera regionale unica: non solo la localizzazione scontata della sede ma va tenuta in considerazione anche la rappresentanza all’interno del nuovo organismo. “L’eventuale Camera di commercio unica delle Marche – viene sottolineato nella linee di indirizzo approvate a Pesaro – deve inevitabilmente rispondere ad esigenze di rappresentanza della nostra ricchezza e articolazione imprenditoriale ed equilibrio territoriale”. Dal canto suo la Regione “potrà individuare, attraverso gli strumenti di delega, affidamento, collaborazione o quant’altro, il trasferimento di competenze e risorse secondo criteri di prossimità e sussidiarietà per le imprese, specie su alcuni temi che ad esse stanno più a cuore, quali innovazione, sburocratizzazione, telematizzazione, internazionalizzazione, promozione territoriale e del patrimonio agroalimentare”. Indicazioni che sono state attentamente prese in considerazione e condivise in gran parte di primo acchito dall’assessore regionale. Sull’internazionalizzazione, Bora ha riferito anche che “esiste un piano triennale” su cui è aperta una riflessione e che la Regione sta lavorando su un progetto “Industria 4.0”.

Sul progetto di Camera unica regionale hanno espresso consenso e sono infine intervenuti sottolineando, pur nei rispettivi punti di vista, l’esigenza di attenzioni specifiche, i consiglieri Salvatore Giordano direttore di Confindustria, Alberto Barilari presidente della Cna, Amedea Salvi presidente Confapi, Angela Tringali della Compagnia delle Opere e Riccardo Morbidelli in rappresentanza dei sindacati.

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