Amministrative 2016, Ricci e Giovannini chiedono ai futuri sindaci d’impegnarsi sullo sviluppo sostenibile

di 

5 maggio 2016

Ricci e Giovannini

Ricci e Giovannini

PESARO – Città più inclusive, sicure, durature. E sindaci che guardino al futuro per rendere lo sviluppo del territorio sostenibile dal punto di vista ambientale, economico, sociale e istituzionale. Lo chiedono l’Associazione nazionale dei Comuni italiani e l’Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile, in una lettera-appello presentata oggi a Roma dal vicepresidente Anci Matteo Ricci e dal portavoce Asvis Enrico Giovannini, in cui invitano i candidati sindaci dei 1.368 Comuni che concorreranno alle amministrative di giugno a inserire nei programmi elettorali l’impegno al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile. Saranno infatti le prime elezioni dopo la sottoscrizione, da parte dell’Italia e dei governi di tutto il mondo, dell’Agenda globale 2030 dell’Onu per lo sviluppo sostenibile, che si basa su 17 obiettivi e 169 sotto-obiettivi. Ai sindaci che verranno eletti, Anci e Asvis chiedono di impegnarsi a rispettare il dettato dell’obiettivo 11 – «rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili» – in modo integrato con gli altri 16 obiettivi che riguardano i temi legati a povertà, alimentazione, salute, educazione, occupazione, diritti civili, protezione dell’ambiente, innovazione. «Su tutte queste questioni i sindaci – ha affermato Matteo Ricci, sindaco di Pesaro – da sempre chiedono di poter incidere con maggiore efficacia, nonostante molti dei temi non siano sotto la loro piena responsabilità. Con l’iniziativa vogliamo sensibilizzare fin da subito i futuri primi cittadini. La finalità è integrare il loro impegno locale a quello dell’Anci, per dare sempre più strumenti a tutte le autonomie. L’Agenda 2030? Una sfida ambiziosa ma i Comuni possono concretizzarla». Così Enrico Giovannini: «Dalle urne usciranno sindaci che, nei prossimi cinque anni, dovranno affrontare sfide importanti, dalla povertà all’inquinamento, dal traffico allo smaltimento dei rifiuti, dall’educazione di qualità all’esclusione sociale. Anche se come Paese ci siamo impegnati a raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile, a seconda dei casi, entro il 2020 o entro il 2030, sappiamo che ce ne sono alcuni che non possono essere più rimandati. Riguardano, ad esempio, i 4 milioni di poveri e i 2,5 milioni di giovani italiani che non studiano e non lavorano. Dobbiamo intervenire subito e chiediamo, per quanto di loro competenza, l’impegno concreto dei futuri sindaci. L’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile – ha aggiunto Giovannini – caratterizzerà l’agenda politica, le strategie delle imprese e della società civile, i comportamenti dei cittadini e i loro orientamenti per i prossimi 15 anni». Anci e Asvis sollecitano quindi «un impegno formale, un’adesione all’Agenda Globale 2030, per portare il Paese sul sentiero della sostenibilità. Lanciamo l’appello ai candidati-sindaci per l’inserimento di questi obiettivi tra gli impegni che assumeranno con la cittadinanza, facendosi carico della responsabilità, una volta eletti, di perseguirli, per quanto di competenza, attraverso azioni amministrative concrete. Al contempo Asvis e Anci si impegnano a sollecitare e lavorare insieme al Governo, alle Regioni e alle istituzioni perché ciascuno faccia la propria parte e agisca per influenzare positivamente le condizioni economiche, sociali, ambientali e istituzionali delle comunità e dei territori».

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>