Archiviata la regular season, ecco il pagellone della serie A di basket (prima parte)

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5 maggio 2016

PESARO – E’ andata in archivio anche questa stagione di regular season per la pallacanestro italiana di serie A, con la trentesima giornata che ha espresso gli ultimi verdetti: Trento e Pistoia tra le magnifiche otto, che cominceranno fin da sabato la loro avventura nei playoff scudetto, e soprattutto la retrocessione di Bologna, in un arrivo a 4 squadre a quota 22 che ha condannato la Virtus per gli scontri diretti.

Pesaro ha salutato il campionato con una prova sottotono – ma era prevedibile – con Daye e Christon sugli scudi, mentre i quattro italiani hanno confermato il trend negativo stagionale, in un match dove la Vuelle ha mollato nell’ultimo quarto, anche per i problemi di falli di un reparto lunghi che dovrà essere il primo ad essere rinforzato la stagione ventura. Stagione che potrebbe avere come capo allenatore Piero Bucchi, in uscita dopo cinque anni da Brindisi, con la possibilità che Paolini rimanga come vice nella sua Vuelle, anche per premiarlo dopo le due salvezze faticosamente raggiunte. Staremo a vedere, in un mercato che comincerà ad entrare nel vivo tra qualche settimana, una volta sistemata anche la questione coppe europee, con la querelle tra Fiba ed Euroleague che ogni giorno offre una nuova puntata.

Ma, essendo arrivati alla fine della regular season, è arrivato il momento di assegnare i premi ai migliori del campionato e, in attesa di quelli ufficiali, vi diamo come sempre il nostro personalissimo giudizio. Così, dopo il pagellone della nostra Consultinvest (rileggi qua e qua), è arrivato il turno del pagellone di un campionato che non si farà ricordare per il valore tecnico messo sul parquet dalle 16 formazioni, con pochissimi giocatori che si sono distinti e, soprattutto, con pochissimi italiani che si sono messi veramente in mostra, magari per mettere in difficoltà coach Messina nelle sue scelte per il preolimpico di Torino, confermando i problemi di un movimento che si perde tra lotte interne tra Legabasket, Fip e Eurolega, dimenticandosi che il suo principale compito invece, sarebbe quello di valorizzare il prodotto e di far crescere i giocatori nostrani.

Non sono arrivati campionissimi e d’altra parte è ormai diversi anni che il campionato italiano non ha la capacità di attrarre dei fenomeni, che preferiscono andare in leghe più remunerative come quella turca o spagnola e, anche in campo europeo, al di là della finale raggiunta da Varese, in una coppa comunque di secondo livello come la Fiba Europe Cup, Milano e Sassari, presunte punte di diamante del movimento, sono state eliminate al primo turno dell’Eurolega e la stessa Armani ha faticato a costruire un roster veramente competitivo ad altissimo livello.

Ma qualche buona personalità è comunque emersa, con qualche conferma e qualche gradita sorpresa e sarebbe bello che, per una volta, le squadre italiane riescano a confermarli, invece di farli scappare all’estero, ma purtroppo al dio denaro non si comanda e ormai ci siamo abituati ad ammirare dei campioncini per una stagione e poi seguirne la carriera con altre maglie.

Così vanno le cose e questo non ci impedisce di darvi il nostro personalissimo giudizio sui migliori 15 giocatori della stagione, 3 per ogni ruolo, più il quintetto degli italiani, il miglior coach e l’Mvp del campionato, si parte dai tre migliori playmaker:

N.B. Non sono stati presi in considerazione quei giocatori che non hanno giocato almeno la metà delle 30 partite, come Boatright di Capo d’Orlando, McKissic di Pesaro o Esteban Batista di Milano e per i ruoli ci siamo basati su quelli ufficiali comunicati dalla Legabasket.

PLAYMAKER

1° Mike Green – Umana Venezia (11,4 punti, 5,3 assist, 5,1 rimb. 84% ai liberi)
Uno dei pochi playmaker puri in circolazione, di quelli che ancora guardano prima i compagni che il canestro quando hanno la palla in mano, anche se non gli manca la capacità di fare punti, con un buon tiro da fuori e un fisico che gli permette anche di dare una bella mano a rimbalzo. Ha accusato qualche passaggio a vuoto, che ha coinciso con la piccola crisi della sua Venezia, ma per personalità, efficacia e leadership si merita di essere un gradino sopra la concorrenza.

2° Ronald Moore – Giorgio Tesi Group Pistoia (7,2 punti, 6,1 assist, 4,3 rimb.)
C’è molto del suo dietro alla grande stagione dei toscani, partiti per salvarsi ed arrivati con merito ai playoff, perché anche Moore non rientrerà nella categoria di quelle combo guard che tanto vanno di moda, quelle con venti punti nelle mani, ma se cercate un regista ordinato, in grado di far girare a dovere i compagni, non dovete cercare tanto lontano e c’è il suo zampino anche sull’ottima stagione di un centro atipico come Kirk.

3° Semaj Christon – Consultinvest Pesaro (14,3 punti, 3,7 assist, 3,3 rimbalzi)
Non sarà il playmaker dei vostri sogni, quello dal passaggio smarcante spettacolare e degli assist dietro la schiena, ma Christon è il prototipo del play di questo decennio, della combo guard con punti nelle mani e tanta personalità. Poi sappiamo che gli manca il tiro da fuori per essere un campione a tutto tondo da questa parte dell’Oceano, ma seguite con attenzione la sua carriera Nba, dove non sarà solo uno dei tanti.

Meritano di essere menzionati anche Marques Green che, pur senza andare ogni domenica in doppia cifra di punti, ha trascinato la sua Avellino verso le zone altissime della classifica e non è un caso se la Sidigas dal suo arrivo ha un record di 17 vinte e 4 perse, e Peyton Siva, play di grande talento individuale, ma troppo discontinuo,

GUARDIA

1° Krunoslav Simon – Emporio Armani Milano (15,1 punti, 4,5 rimb. 45 % da 3)
Forse il miglior tiratore puro del campionato, con quella sua conclusione mancina dall’arco che gli ha fatto vincere anche la gara del tiro da tre all’All Star Game. Nella stagione non proprio da dominatrice della sua Armani, la guardia croata è stato sicuramente il giocatore più continuo, quello al quale dare la palla quando scotta, senza dimenticarsi che nonostante sia alto “solo” 197 centimetri, può giocare tranquillamente anche da ala piccola all’occorrenza.

2° David Logan – Banco di Sardegna Sassari (17,0 punti, 4,1 assist, 42% da 3,
84% ai liberi)
Qualche partita sottotono, ma la classe del professore non si discute e, quando è in serata, rimane uno dei giocatori più belli da vedere sui parquet di tutta Italia. La sua innata abilità nel produrre punti e la capacità di andare on fire lo rendono ancora uno degli uomini più difficili da marcare per le difese avversarie e nei playoff potrebbe essere l’arma in più di Sassari nella rincorsa a confermarsi campioni.

3° Trevor Lacey – Consultinvest Pesaro (14,5 punti, 4,8 rimb. 33% da 3)
Partito in sordina, Lacey è pian piano cresciuto insieme a tutta la Vuelle, finendo il campionato in un crescendo rossiniano che ha messo in mostra tutte le sue qualità. All’occorrenza ha fatto anche il playmaker, ma è da point guard che ha reso al meglio, potendo attaccare il ferro con le sue penetrazioni e colpire da fuori sia dai cinque metri che dalla linea dei tre punti.

Meritano di essere menzionati anche Joe Ragland della Sidigas Avellino, che in Irpinia ha confermato tutte le sue grandi doti di realizzatore, e Jerome Dyson, che se non fosse stato fermato da eventi extra cestistici, avrebbe portato alla salvezza la sua Torino prima dell’ultima giornata.

ALA PICCOLA

1° James Nunnally – Sidigas Avellino (18,4 punti, 4,4 rimb. 39% da 3)
Una vera macchina da canestri quest’ala americana nativa di San Josè, in grado di produrre punti senza mai una vera forzatura, selezionando il momento nel quale accendersi per far vincere la partita alla sua Sidigas. L’arrivo di Marques Green lo ha reso ancora più pericoloso e, dalla sua intesa con il piccolo playmaker visto anche a Pesaro, passeranno molte delle possibilità di Avellino di approdare alla sua prima finale scudetto.

2° Rihard Kuksiks – OpenJob Metis Varese (10,4 punti. 46% da tre, 81% ai liberi)
Probabilmente il miglior tiratore puro del campionato. Arrivato da semisconosciuto, si è guadagnato la fiducia di coach Moretti a suon di buone prestazioni, confermando che anche nei paesi dell’est europeo, c’è tanto materiale dal quale pescare. Tra l’altro è anche un discreto difensore e potrebbe essere uno degli uomini mercato della prossima estate in rapporto qualità/prezzo.

3° Deron Washington – Vanoli Cremona (11,6 punti, 6,6 rimb. 39,6% da 3)
C’è molto di Washington nella buonissima stagione cremonese perché, oltre a punti e rimbalzi, Deron e stato il leader silenzioso, il giocatore che, col perdurare dell’assenza di Vitali, si è preso la responsabilità dei tiri decisivi e anche in difesa non ha mai fatto mancare il suo contributo.

Meritano di essere menzionati anche Marteen Leunen, sempre una sicurezza nel suo ruolo e nei playoff potrebbe essere l’uomo in più di Avellino e Bobby Jones, il veterano di Caserta.

Appuntamento a domani con la seconda parte del pagellone del campionato.

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