Ospedale unico, anche il Movimento RadicalSocialista dice no a Fosso Sejore

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5 maggio 2016

FANO – Il Movimento RadicalSocialista aderisce alla manifestazione ambientalista del 15 maggio contro la scelta di Fosso Sejore quale sede del famigerato “nuovo ospedale unico”, pur ritenendo questa mobilitazione insufficiente e non priva di ambiguità. Se infatti la questione del sito falsamente “equidistante” è emblematica del grado di approssimazione e superficialità con cui si è confezionato il progetto del nuovo ospedale, non ci sfugge il rischio che proprio la palese assurdità della località proposta diventi il pretesto per una diversa e più “razionale” collocazione (Muraglia?). In sostanza, la protesta contro Fosso Sejore è ovvia e scontata ma non sufficiente, specie dopo gli studi e le riflessioni che in questi anni hanno portato molti cittadini alla consapevolezza che l’errore fondamentale non stia nella scelta del sito, ma nel concetto stesso di ospedale “unico”.

E’ questo progetto, non la sua collocazione, che porta al progressivo smantellamento delle strutture e dei servizi esistenti sul territorio; è il presunto bisogno di un nuovo ospedale che dovrebbe essere giustificato dal punto di vista sanitario; è questo progetto che comporta non solo la cementificazione e i temuti dissesti ambientali, ma innanzitutto lo sperpero di risorse pubbliche ed il risveglio di famelici appetiti privati, nel nome delle speculazioni edilizie e finanziarie e del massimo profitto sulla pelle di chi ha bisogno di cure.

Aderiamo infine perché siamo contrari a dividere le forze che lottano per difendere la sanità pubblica, e non accettiamo che una manifestazione venga usata contro l’altra, o che la dimensione provinciale della lotta sia vista come alternativa a quella comunale. Per questo motivo avremmo gradito la stessa apertura e lo stesso spirito unitario da parte di quanti, preparando la mobilitazione del 15, hanno osteggiato o ignorato la bella manifestazione fanese del 29 aprile in Piazza XX Settembre e la straordinaria raccolta di firme che ha portato ben 4.000 fanesi a schierarsi a difesa del Santa Croce contro l’ospedale “unico”, invocando un elementare strumento di democrazia diretta come il referendum: affinché su una questione così vitale siano i cittadini a decidere, e non un pugno di politici e amministratori nelle segrete stanze del potere.

MRS-Fano

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