Disturbi del comportamento alimentare. Apre uno sportello di consulenza

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13 maggio 2016

PESARO – Da giovedì 19 maggio, entrerà in funzione, nei locali del centro di ascolto Passaparola (campus scolastico, via Nanterre), un nuovo servizio di consulenza per le famiglie che convivono con il disagio dei disturbi del comportamento alimentare.

Il servizio, proposto dall’Associazione pesarese per i disturbi del comportamento alimentare – onlus, sarà attivo il giovedì, dalle ore 18 alle 19.30 con cadenza mensile (terza settimana del mese). In caso di necessità sarà comunque possibile incontrare, anche in un secondo momento, i fruitori del servizio nei restanti giovedì del mese, sempre allo stesso orario. L’equipe di lavoro è composta da psicologi, psicologi-psicoterapeuti, dietiste e nutrizioniste che collaborano coi servizi territoriali nell’ambito del trattamento dei disturbi alimentari.

gruppo1 (6)Lo sportello di consulenza si prefigge diversi obiettivi:

  • in primo luogo, fornire informazioni per imparare a riconoscere, dai primi segnali, l’insorgenza dei disturbi alimentari, che spesso possono convivere con altre sintomatologie;
  • fornire informazioni sulle risorse offerte dal territorio, con eventuale passaggio ai centri specialistici per quei casi che richiedano un intervento strutturato;
  • fornire una consulenza alle famiglie, in un’ottica di prevenzione, di promozione alla salute e di sviluppo di un rapporto sano ed equilibrato con il cibo e con il proprio corpo.

“E’ importante avere la possibilità di parlare, confrontarsi ed essere informati su un problema grave come quello del disturbo del comportamento alimentare – interviene l’assessore Della Dora –, che purtroppo affligge soprattutto le giovani donne, in età sempre più precoce. Avere quindi un servizio di consulenza può essere fondamentale non solo per curare, ma soprattutto per prevenire il disagio e dare aiuto alla persona che ne soffre, ma anche alla famiglia”.

L’attività proposta, è volta a promuovere un servizio facilmente accessibile di consulenza dietistica e psicologica per le famiglie. Il disturbo alimentare, infatti, irrompe all’interno della famiglia modificandone la routine, creando un grande capovolgimento delle abitudini, mutando gli schemi relazionali e causando un aumento della tensione interpersonale.

“Indipendentemente dalle molteplici cause del disturbo, la famiglia, insieme al paziente, è la vittima principale della malattia e delle sue conseguenze – dice il presidente dell’associazione Guidumberto Chiocci -, ma costituisce al tempo stesso una risorsa indispensabile in qualsiasi programma terapeutico. Talvolta i familiari possono trovarsi in difficoltà a comprendere e a ‘vedere’ il problema, perché inizialmente i sintomi possono essere sottovalutati o scambiati per comportamenti nella norma. Spesso, inoltre, la famiglia può fornire involontariamente un ruolo di sostegno al disturbo più che alla persona che ne è affetta”.

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