Aspettando il nuovo coach della Vuelle, ecco le semifinali del basket ai raggi X

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16 maggio 2016

basketPESARO – Guardando le migliori quattro squadre del Vecchio Continente giocarsi l’Eurolega nella magnifica Mercedes Benz Arena di Berlino, ci siamo accorti di due cose: la prima è che passeranno ancora molti anni prima che una squadra italiana, non diciamo possa vincerla, ma almeno possa andarci vicino, perché se è la Milano vista nei quarti di playoff contro Trento, la migliore espressione del basket nostrano, non c’è molto da stare allegri.

La seconda è che la querelle tra Eurolega e Fiba rischia di rovinare una delle pochissime cose che funzionano nella pallacanestro moderna, perché è innegabile che il migliore basket europeo si giochi sotto l’egida di Jordi Bartolemeu, commissioner di una società che la prossima stagione vedrà l’ingresso come sponsor principale dell’Img, colosso americano della finanza, che nei prossimi dieci anni metterà a disposizione la bellezza di 600 milioni di euro per le squadre che parteciperanno alla competizione, con almeno 30 milioni annui da dividersi a secondo del risultato raggiunto, ovvero più vai avanti, più soldi metti in cassa, partendo comunque dalla non disprezzabile cifra di 2 milioni garantiti per il solo fatto di partecipare.

Alla fine ad alzare il trofeo è stato il Cska Mosca, in una finale annunciata con il Fenerbahce, che ha regalato emozioni, con i turchi di Gigi Datome che hanno rimontato dal meno 21, finendo per giocarsi tutto al supplementare, dove però la classe di Nando De Colo – Mvp anche delle Final Four – è emersa prepotentemente, regalando ai russi una coppa comunque meritata per la qualità messa sul parquet in tutta la manifestazione.

Tornando al nostro basket, mercoledì sera inizieranno le semifinali, dopo dei quarti di finale che non hanno riservato delle vere sorprese e che hanno visto qualificarsi alle semifinali tre squadre che le avevano già raggiunte nel 2015, con la sola eccezione di Avellino che ha preso il posto di Sassari. Milano ha battuto tre a zero Trento, soffrendo comunque molto più del dovuto, con la Dolomiti Energia che meritava almeno di arrivare a gara quattro, dopo essere stata avanti anche con vantaggi piuttosto ampi in tutte le tre partite, ma alla fine la differenza l’ha fatta la profondità del roster milanese e un ritrovato Alessandro Gentile, che non sarà ancora al 100% della forma fisica, ma ha sempre dentro di sé l’instinct killer del campione.

Nessun problema neanche per Avellino, che si è sbarazzata abbastanza agevolmente di una Giorgio Tesi Group Pistoia già paga del risultato raggiunto e che non aveva troppe armi da opporre ad una Sidigas trascinata da Marques Green e James Nunnally, mentre la delusione di questi playoff è stata sicuramente Sassari, che da campione d’Italia in carica, non ha vinto neanche una partita – prima volta che accade – e non è mai riuscita ad opporsi alla Grissin Bon Reggio Emilia, con gli uomini di coach Menetti che non hanno mai tolto il piede dall’acceleratore, dimostrando che sono pronti a tornare per la seconda volta consecutiva in finale scudetto.

Pochi problemi anche per Venezia che trascinata da Pargo, ha superato per 3 a 1 una Vanoli priva di Luca Vitali, compiendo il blitz in gara uno e facendo poi valere il fattore campo, nonostante la buona opposizione di una Cremona alla quale manca qualcosina per competere ad altissimi livelli.

Ci attendono così quindici giorni intensi, con le semifinali che saranno già al meglio delle sette, con la formula 2-2-1-1-1 – gara uno, due, cinque e sette in casa della migliore classificata – e tutti i match saranno trasmessi in diretta televisiva da Raisport, dopo qualche autogol commesso nei quarti di finale, cominciando mercoledì sera dalla sfida tra Reggio Emilia e Avellino, mentre giovedì sarà il turno di Milano-Venezia, proseguendo con l’alternanza fino alle eventuali gare sette. Si giocherà ogni 48 ore, mettendo a dura prova le energie fisiche e mentali, ma anche questo è il fascino dei playoff, dove il tempo di gioire per una vittoria o di rammaricarsi per una sconfitta, dura pochissimo e già dalla mattina dopo devi azzerare tutto e concentrarti sull’impegno della sera seguente.

Dopo aver fatto una discreta figura con i pronostici dei quarti di finale, dove abbiamo azzeccato tutte e quattro le squadre che hanno passato il turno, centrando anche il risultato esatto di Avellino e Venezia, ci riproviamo con queste semifinali, dove le sorprese non dovrebbero mancare, sperando che si alzi la qualità dello spettacolo messo sul parquet da quelle che dovrebbero essere le migliori quattro squadre espresso dal nostro movimento.

1° EMPORIO ARMANI MILANO – 5° UMANA VENEZIA

Semifinale comunque interessante, nonostante Milano sia logicamente favorita, ma l’Umana è una squadra esperta e con un roster profondo, soprattutto se riuscirà a recuperare Tomas Ress e l’Armani ha anche il piccolo handicap di non poter disporre nelle prime due partite del Mediolanum Forum, fattore che la costringerà nuovamente a traslocare a Desio, che per l’occasione ha aumentato a 6500 spettatori la capienza del suo palazzetto e per una squadra che in regular season ha perso solamente una volta tra le mura amiche, non è proprio l’optimum. Coach Repesa dovrà fare attenzione a sfruttare al meglio proprio le prime due gare casalinghe, per mettere pressione ad un’Umana che comunque giocherà tranquilla, consapevole della difficoltà dell’impresa, ma sicuramente pronta a sfruttare ogni occasione che le capiterà davanti.

GLI UOMINI CHIAVE
Milano continuerà nel suo turnover forzato, perché l’obbligo dei sette stranieri a referto la costringe a lasciarne due in tribuna, ma coach Repesa sa di dover sfruttare la superiorità di chili e centimetri sotto canestro e Esteban Batista rimane la sua carta migliore da mettere sul piatto. In casa Umana potrebbero essere tanti i protagonisti, ma puntiamo sempre sulla coppia di play, con Mike Green che sta meritando il titolo di miglior play del campionato, anche se sarà naturalmente Jeremy Pargo il sorvegliato speciale numero uno della difesa milanese, con il regista ex Cska che proverà a portare Venezia alla sua prima finale scudetto.

IL PRONOSTICO DI PU24
Non sarà una passeggiata per Milano, soprattutto se commetterà l’errore di sottovalutare un’avversaria che non ha niente da perdere e che ha gli uomini giusti nel reparto esterni per mettere in difficoltà LaFayette e soci. Ma nei playoff contano spesso chili e centimetri e l’Armani rimane quella più attrezzata: Milano – Venezia 4-2

2° GRISSIN BON REGGIO EMILIA – 3° SIDIGAS AVELLINO

E’ sicuramente la semifinale più intrigante, quella che mette di fronte le due squadre che esprimono il miglior basket e daranno vita ad una serie sicuramente lunga ed equilibrata. Reggio Emilia parte dalle solite certezze, con Aradori e Della Valle sicuri protagonisti e l’esperienza di Kaukenas e Lavrinovic che verrà molto utile nei momenti concitati, senza dimenticarsi di due possibili outsider come Stefano Gentile e Andrea De Nicolao, già decisivi nella serie contro Sassari.
Avellino da parte sua può contare su una fase offensiva che funziona come un orologio, dove Marques Green dirige con autorità e James Nunnally si sta meritando il titolo di Mvp stagionale, anche se poi sarà il gioco sporco di Ivan Buva e Marteen Leunen a fare la differenza per una Sidigas che non si preclude nessun traguardo e che ha in coach Sacripanti un punto di forza.

GLI UOMINI CHIAVE
Achille Polonara giocherà anche gara uno, dopo aver pagato la squalifica di un turno affibbiatogli dalla Legabasket per i fatti di gara tre contro Sassari, dove un eccesso di nervosismo ha causato una reazione con tanto di espulsione per il nativo di Ancona, che rimane l’uomo chiave dell’attacco reggiano, con la sua bidimensionalità e la sua bravura nell’andare a rimbalzo offensivo.
Per Riccardo Cervi è arrivato il momento di dimostrare di poter competere ad altissimo livello, anche per convincere coach Messina a concedergli un posto nei 12 nel torneo preolimpico del prossimo luglio, ma molto dipenderà dalla sua capacità di limitarsi nei falli, da sempre suo tallone d’Achille, per non costringerlo a lunghe soste in panchina che spesso lo fanno uscire agonisticamente dal match.

IL PRONOSTICO DI PU24
Non è una finale anticipata, perché in ogni caso Milano rimane la favorita, ma è comunque la semifinale più incerta, dove non sarà facile mantenere il fattore campo, anche se sia il PalaBigi che il che il PalaDelMauro sono due impianti caldi. Molto dipenderà dalle prime due partite – che si disputeranno a Reggio Emilia – con Avellino che proverà a strappare il servizio, per poi mantenerlo nelle due partite successive: Reggio Emilia – Avellino 2-4.

SITUAZIONE IN CASA CONSULTINVEST

La Legabasket ha comunicato i dati degli spettatori della regular season e il pubblico pesarese ha fatto come sempre la sua parte, con una media di 4.774, dietro solamente a Milano e Bologna, per un terzo posto non facile da raggiungere, considerando anche che la Vuelle non ha lottato per la parte sinistra della classifica. L’aumento percentuale rispetto alla stagione precedente è stato del 12,4%, il più alto di tutti, che ha portato nelle casse biancorosse 40.000 euro in più (554.000 contro i 514.000 del 2015), buonissimo punto di partenza per la prossima campagna abbonamenti, dove si dovrà cercare di conquistare quei 2000 spettatori che si sono presentati saltuariamente all’Adriatic Arena, per alzare l’asticella oltre quota 3500 abbonati.
Ma se a Pesaro tutto procede bene, non si può dire altrettanto di tutto il movimento che, al di là dei toni trionfalistici del comunicato, è cresciuto solamente dello 0,6% – praticamente 23 spettatori in più di media – con ben nove piazze su quindici in deficit di presenze e considerando che, a meno di ripescaggi, nel prossimo ottobre non ci saranno più i 6.000 spettatori di media della Virtus Bologna, ci si dovrà inventare qualcosa a livello di marketing per tamponare le perdite.
Sul fronte allenatore, dovrebbe essere questa la settimana decisiva, anche se c’è la sensazione che prima dovrà essere assegnata la panchina di Sassari, più appetibile di quella pesarese, se non altro per una questione di budget e in base a chi rimarrà ancora libero, si muoveranno in casa Consultinvest, con il nome che dovrebbe uscire dal duello tra Piero Bucchi e Andrea Mazzon, con l’ex Brindisi in vantaggio.

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